Diamo un nome alle specie. Carlo Linneo e la nomenclatura binomia

Carlo Linneo, detto così all’italiana, è stato l’inventore della nomenclatura binomia, cioè del metodo che si usa ancora oggi per indicare i nomi delle specie attuali e del passato.

Con il suo trattato ‘SYSTEMA NATURAE’ rivoluzionò il modo di dare un nome alle specie e diede il nome a più di 12000 organismi!

Genere e specie sono solo gli ultimi due gradini del sistema naturale di Linneo. Attualmente gli organismi sono classificati in:

Regno
Phylum
Classe
Ordine
Famiglia
Genere
specie
…con la possibilità di variazioni per la classificazione del mondo vegetale e di livelli intermedi come ad esempio super-classe o sotto-classe, ecc.

Oggi sappiamo che diverse specie appartenenti allo stesso genere sono tra di loro parenti stretti in quanto gli individui di un genere, hanno un’antenato in comune relativamente vicino.
Anche i diversi generi appartenenti ad una stessa famiglia sono parenti e così anche gli individui di famiglie dello stesso ordine e così via.

Stefano Rossignoli 23 gennaio 2010

Nei miei articoli scrivo spesso di specie animali, vegetali, che sono sempre indicate da due nomi scritti in corsivo, il primo ha sempre l’iniziale maiuscola e il secondo è tutto minuscolo.

Un esempio: Ursus spelaeus.
Più precisamente bisognerebbe scrivere: Ursus spelaeus Rosenmuller 1794…

Questi due nomi Ursus e spelaeus indicano rispettivamente il genere e la specie dell’animale chiamato anche ‘Orso delle caverne’.
Rosenmuller è il primo che ha studiato e pubblicato uno studio su questa specie e quindi ne ha anche attribuito il nome nell’anno 1794.
Al genere Ursus appartengono anche altre specie tra cui ad esempio l’attuale orso bruno Ursus arctos Linnaeus 1758 ed altre ancora.
Se scrivessimo di specie vegetali il nome Linnaeus e l’anno, sarebbero state sostituite dalla lettera L

Ecco spiegato l’arcano, ma ho citato volutamente l’orso bruno per indicare questo Linnaeus

Carlo Linneo, detto così all’italiana, è stato l’inventore della nomenclatura binomia, cioè del metodo che si usa ancora oggi per indicare i nomi delle specie attuali e del passato.

Con il suo trattato ‘SYSTEMA NATURAE’ rivoluzionò il modo di dare un nome alle specie e diede il nome a più di 12000 organismi!

Genere e specie sono solo gli ultimi due gradini del sistema naturale di Linneo. Attualmente gli organismi sono classificati in:

Regno
Phylum
Classe
Ordine
Famiglia
Genere
specie
…con la possibilità di variazioni per la classificazione del mondo vegetale e di livelli intermedi come ad esempio super-classe o sotto-classe, ecc.

Oggi sappiamo che diverse specie appartenenti allo stesso genere sono tra di loro parenti stretti in quanto gli individui di un genere, hanno un’antenato in comune relativamente vicino.
Anche i diversi generi appartenenti ad una stessa famiglia sono parenti e così anche gli individui di famiglie dello stesso ordine e così via.
Così, due specie che appartengono allo stesso ordine ma a famiglie e generi diversi saranno parenti più lontani tra loro…
Risalendo nei livelli della classificazione, è un po’ come percorrere un albero coi rami all’in giù, partendo dai rami ed arrivando poi al tronco (fermandoci alla base del tronco!).
Così facendo andremo a toccare antenati comuni sempre più antichi e che hanno dato origine a tutto il resto delle forme di vita sotto di loro…
Risalendo idealmente un albero fatto in questo modo, arriveremo poi all’unica forma di vita che tutti abbiamo in comune e che rimane ancora sconosciuta!!!

Anche se Linneo era dichiaratamente creazionista, aveva già classificato gli organismi in gruppi determinati secondo le loro somiglianze anatomiche.
Aveva fatto scalpore che avesse classificato l’uomo insieme alle scimmie, ovvero agli altri Primati.
Involontariamente (o chissà, ma questa è farina del mio sacco!), aveva già stabilito alcuni gradi di parentela che oggi conosciamo piuttosto bene come quello tra di noi e le scimmie attuali con le quali abbiamo un antenato in comune che pare risalire a circa 6-8 milioni di anni fa!

 

Ed ecco qui di seguito il commento di un amico che piacerà molto agli addetti ai lavori e ai Cladisti!

Marco Castiello 24 gennaio 2010

Quello che tu hai scritto sulla sistematica linneiana è essenzialmente corretto, ma vorrei che tu ponessi l’attenzione su quello che in realtà è la struttura archetipata e poco evoluzionista di tale sistemtica.
Essendo che essa classifica gli organismi viventi in categorie, ben distinte e fisse, promuove una visione fissista della vita.
Ti faccio un esempio: quella che è definita Classe reptilia in realtà non esiste, poichè gli uccelli (che sono dinosauri) sono in un’altra classe, i mammiferi (rettili sinapsidi particolarmente derivati) sono anc’essi una classe.
Quindi in definitiva la Classe reptilia non comprende quelli che sono i suoi rami più diverivati e anche maggiormente diffusi.
Se noi continuiamo a considerare classe i rettili, allora non vediamo il significato evolutivo della trasformazione da uno stato rettiliano ad uno mammaliano o aviano. Oppure, se noi poniamo pesci, anfini e rettili sullo stesso piano (elevandoli ad uno stesso grado gerarghico) difficilmente riusciremmo a vedere un continuu tra questi due gruppi, che sono internodati tra loro da una serie di modificazioni.
Dal punto di vista linneano, una classe non potrà mai evolversi in una classe, perchè esse sono sullo stesso piano. Eppure per l’evoluzione è così, alcuni pesci si sono evoluti in anfibi, che a loro volta si sono evoluti in rettili e così via.

Per questo nasce il metodo cladistico..ma qui il discorso si fa lungo..se però vuoi approfondire sono ben disposto…

 

Letture consigliate: http://paleostories.blogspot.com/2010/09/nozioni-fondamentali-di-paleostories_24.html

Ecologia o Educazione Civica?

Non pensavo proprio che la parola ecologia potesse rientrare tra i miei scritti…
Ho sempre pensato alla parola ecologia come ad una piaga nelle scienze naturali perchè viene sempre scambiata per AMBIENTALISMO e non per una scienza, invece lo studio dell’ecosistema e delle interazioni tra organismi ed ambiente è ciò che ci sia di più affascinante e comprende un sacco di discipline diverse.
Facilmente un giorno parleremo di Paleoecologia…

Non ho nessuna intenzione di scrivere un trattato di ecologia, anche perchè non ne sarei in grado, ma solo di riassumere una serie di interazioni con l’ambiente di una specie particolare, l’Homo sapiens, cioè noi, la nostra specie! Ciò non è frutto di un analisi accurata, ma solo di uno sfogo. Per questo vi chiedo le mie scuse in anticipo…

Stefano Rossignoli 23 gennaio 2010

Non pensavo proprio che la parola ecologia potesse rientrare tra i miei scritti…
Ho sempre pensato alla parola ecologia come ad una piaga nelle scienze naturali perchè viene sempre scambiata per AMBIENTALISMO e non per una scienza, invece lo studio dell’ecosistema e delle interazioni tra organismi ed ambiente è ciò che ci sia di più affascinante e comprende un sacco di discipline diverse.
Facilmente un giorno parleremo di Paleoecologia…

Non ho nessuna intenzione di scrivere un trattato di ecologia, anche perchè non ne sarei in grado, ma solo di riassumere una serie di interazioni con l’ambiente di una specie particolare, l’Homo sapiens, cioè noi, la nostra specie! Ciò non è frutto di un analisi accurata, ma solo di uno sfogo. Per questo vi chiedo le mie scuse in anticipo…

Questo probabilmente sarà anche il filone della lezione ‘Ecologia come rapporto fra Alpinismo e ambiente’ che dovrò fare al corso di alpinismo 2010 del CAI di Corsico.
L’Homo sapiens così come lo conosciamo (pelo più, pelo meno) è comparso poco più di centomila anni fa. E’ nato in Africa e, con l’uso delle gambe si è spostato un po’ in tutto il mondo, interagendo ovviamente con l’ambiente naturale che si è trovato intorno, in luoghi umidi, aridi, freddi e caldi. Leggi tutto “Ecologia o Educazione Civica?”

Come studiare Scienze!

Frequentando un laboratorio in università, mi capita anche spesso di assistere ad esami orali che vengono preparati malissimo, soprattutto ultimamente!
Mi capita anche di conoscere moltissimi laureandi o peggio laureati in scienze che non hanno mentalità scientifica, il che mi sembra piuttosto grave, allora ecco qua una piccola storia che ha cambiato il mio modo di studiare nonchè la mia vita, qualche anno fa…

Di certo questo articolo non servirà, anche se non si sa mai, alle persone che hanno quel pizzico di genio e sono portate per lo studio, categoria di cui io non ho mai fatto parte…

Stefano Rossignoli 19 gennaio 2010

Frequentando un laboratorio in università, mi capita anche spesso di assistere ad esami orali che vengono preparati malissimo, soprattutto ultimamente!
Mi capita anche di conoscere moltissimi laureandi o peggio laureati in scienze che non hanno mentalità scientifica, il che mi sembra piuttosto grave, allora ecco qua una piccola storia che ha cambiato il mio modo di studiare nonchè la mia vita, qualche anno fa…

Di certo questo articolo non servirà, anche se non si sa mai, alle persone che hanno quel pizzico di genio e sono portate per lo studio, categoria di cui io non ho mai fatto parte…

Non posso certo dire di avere cominciato l’università partendo in quarta, anzi, il mio cammino di studente universitario è stato lento e difficile, anche se l’ho percorso quasi sempre con entusiasmo.
Inizialmente mi son dovuto riabituare a studiare, non facendolo più da qualche anno. I primi esami sono stati un disastro, a parte in rari casi in cui l’impegno mi ha premiato, facevo davvero fatica ad entrare nel pensiero scientifico, fino a che, dopo l’ennesima bocciatura, insieme a Thomas, un amico e compagno di università sono andato a chiacchierare con la professoressa di Sistematica e filogenesi animale, la fantastica Prof Cristina Sotgia. Era il settembre del 1995!
Per quell’esame avevo anche studiato poco e non conoscevo neppure il titolo del libro su cui avevo letto!!! …Pazzesco! Oggi mi vergogno un sacco di quell’esame, anche se lo ricordo con molta simpatia…

Quindi cosa mi ha detto la professoressa?
Primo:”Tu non hai studiato!!!”
Già, era vero, ma più che altro non avevo mai studiato scienze in vita mia e non sapevo nemmeno da che parte cominciare…
E poi a thomas ha spiegato:”Devi sempre chiederti il perchè delle cose e poi devi cercare di capirlo ragionandoci sopra e vedrai che quella cosa non la dimenticherai, magari parlane anche insieme a qualcuno e ragionaci insieme. Aiuta a capire meglio e a fissare i concetti nella mente. Beh, quel qualcuno sono stato io e da allora ho cambiato modo di studiare e di vedere i libri di scienza, non più come un elenco telefonico da imparare a memoria, ma come uno stimolante insieme di ragionamenti ed illuminazioni…

Detto questo, per affrontare un esame di università non basta chiedersi e risolvere il perchè delle cose!
Di certo è necessario, ma non sufficiente.
Sembrerà ‘strano’ ma bisogna saper parlare, saper spiegare, anche se oggi i docenti si sono talmente abituati ai linguaggi e alle frasi incomprensibili che chiudono un’occhio e in alcuni casi purtroppo fanno parte del mucchio!

Quando spiego, rispondendo ad una domanda devo prima di tutto andare con ordine e collegare logicamente i vari argomenti.
Se affermo qualcosa, sono obbligato a sapere perchè è così e a sapere anche come si è arrivati a capirlo. Se non ci riesco studiando su un libro o su degli appunti, ne consulterò altri. Quando poi arriverò a risolvere il perchè, dovro per forza domandarmi se è logico o se sembra ‘campato per aria’ e se siamo nel secondo caso, forse è meglio approfondire ancora…
Faccio un semplice esempio che riguarda la preparazione di uno degli esami di paleontologia a Milano…
Parlando di una grotta, in particolare della Caverna Generosa (conosciuta come Grotta dell’Orso!!!) posso conoscere anche a memoria l’elenco delle specie trovate e va bene, ma non basta studiare a memoria.
Oltre ad essere maledettamente difficile, E anche controproducente ed inutile. Devo conoscere le specie e sapere perchè vengono trovate lì, Così facendo posso sapere da chi è stata frequentata, posso dire ad esempio che è stata utilizzata da alcuni carnivori. Questo lo posso affermare perchè sono state trovate le tracce dei denti dei carnivori su alcune ossa trovate all’interno della grotta… via via approfondendo l’argomento potrò studiare che tipo di impronta dentaria è stata lasciata e quindi (se possibile) risalire al tipo carnivoro che fece quel pranzetto! Ma questo è solo un piccolo esempio! Figuratevi quando devo fare una ricostruzione paleoclimatica e paleoambientale!

In sintesi bisogna fare un po’ i bambini e chiedersi continuamente il perchè!
Se non si ha una memoria infallibile è meglio scrivere e riassumere il tutto in qualche appunto schematico e poi arriva il bello: costruirsi un ordine di idee logico di esposizione in cui non si trascuri nulla, partendo dai concetti generali ed entrando sempre più nello specifico. Ascoltandovi, l’interlocutore deve poter immaginare con chiarezza ciò di cui parlate.
Certo è difficile studiare così e richiede del tempo, oltre che un pizzico di pignoleria! Ma ci sono dei lati positivi.
Rcorderete molto di più, sarete in grado di muovervi all’interno dell’argomento e soprattutto sarete in grado di ristudiare e riapprofondire la materia anche a distanza di anni.
Poi facilmente vi chiederanno una mano nella preparazione perchè avrete raggiunto il senso critico per poterlo fare! …ma ci vuole tanto tempo anche per questo!!!

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