Daniele Tona – 7 giugno 2011

Copertina In Dino Veritas

In Dino Veritas – Guida ad una visione consapevole dei dinosauri è scritto da Marco Castiello, Marco Lampugnani e Stefano Broccoli, ed è pubblicato da Rswitalia.com editore. Si tratta di un’opera particolare, non solo per la giovane età degli autori (tutti e tre ventitreenni), ma anche perché rappresenta un tentativo di proporre al grande pubblico un testo sui dinosauri che possa essere accessibile senza però semplificare troppo i concetti esposti, relegandolo così al confino nel reparto dei libri per bambini.

Il libro è un possente tomo della bellezza di 580 pagine, cosa che in effetti potrebbe scoraggiare i più ma che non deve però trarre in inganno, poiché sono solo le prime 150 pagine ad essere zeppe di concetti. La prima parte è infatti dedicata a trattare i vari aspetti legati ai dinosauri, al loro studio e al mondo in cui sono vissuti e tuttora vivono.

I primi cinque capitoli costituiscono una sorta di introduzione al discorso, andando a inquadrare alcuni aspetti che sono fondamentali nella comprensione degli organismi del passato. Il fattore tempo e i concetti legati alla determinazione dell’età dei fossili sono oggetto del primo capitolo. Nel secondo vengono trattati la paleontologia e il modo in cui si studiano i fossili. Nel terzo si accenna all’intrico di regole di nomenclatura da seguire per dare un nome agli esseri viventi. Il quarto è dedicato all’evoluzione, mentre nel quinto sono illustrati alcuni concetti di cladistica e un primo accenno di anatomia comparata, importanti per capire in che modo gli esseri viventi sono imparentati fra loro.

Con il sesto capitolo inizia una sorta di “marcia di avvicinamento” ai veri protagonisti del libro. Nel capitolo in questione e nei due seguenti si risale progressivamente l’albero della vita, illustrando passo dopo passo le caratteristiche dei vari precursori dei dinosauri e dei dinosauri stessi, riprendendo nel frattempo l’anatomia comparata nel settimo capitolo. Con il nono si entra nel cuore dell’opera, e si inizia una lunga ed esaustiva trattazione dei molti gruppi di dinosauri avvicendatisi nei milioni di anni, dai feroci teropodi ai colossali sauropodi, dagli adrosauri crestati agli anchilosauri corazzati, fino ai ceratopsidi muniti di corna.

I capitoli successivi esplorano invece la biologia dei dinosauri, per esempio in merito all’inesauribile diatriba sul loro metabolismo, alla loro anatomia, al loro comportamento e cura della prole. Seguono poi alcuni capitoli che forniscono una panoramica del mondo durante l’era Mesozoica, in particolare riguardo al clima, alla geografia e agli altri organismi con cui i dinosauri sono vissuti. In ultimo, viene discusso l’evento che ha portato al termine dell’era dei dinosauri e alla loro (quasi) estinzione.

La seconda parte del libro è senz’altro la più corposa, e consiste in un’enciclopedia dei molti generi di dinosauri noti ai paleontologi. Per ogni animale è fornita una scheda nella quale sono riportati il significato del nome, le dimensioni, luogo ed epoca in cui è vissuto, chi lo ha descritto e quindi una esposizione delle caratteristiche dell’animale. I generi riportati sono diverse decine, e sono aggiornati all’inizio del 2011, comprendendo quindi alcune delle scoperte più recenti.

Il testo è corredato da immagini e diagrammi; in particolare sono presenti esaustivi cladogrammi, prodotti dal paleontologo Thomas Holtz Jr che ha gentilmente concesso agli autori di tradurli in italiano, che illustrano le relazioni filogenetiche nei vari gruppi di dinosauri, arrivando in taluni casi fino ai singoli generi. Vi sono inoltre numerose ricostruzioni realizzate da alcuni paleoartisti di grande talento, fra i quali Scott Hartman per gli scheletri e l’italiano Lukas Panzarin per gli animali in carne e ossa; anche uno degli autori, Stefano Broccoli, si è cimentato nell’impresa contribuendo alla parte iconografica con i suoi disegni.

 

Poiché questa è un recensione, a un certo punto dovrò pur dare un parere sul libro, e quindi ecco la mia modestissima opinione. Per prima cosa, i pregi: il libro è interessante e ben concepito nella sua struttura; i concetti sono espressi in modo esaustivo ma cercando di renderli comprensibili anche ai non addetti ai lavori (che in fondo sono i principali destinatari dell’opera). Cosa importante, lo stile di scrittura è scorrevole e non scade in quel tono affettato e rigido da testo universitario vecchio stile, che renderebbe la lettura noiosa e alla lunga farebbe passar la voglia di proseguire.

Il libro però non è esente da difetti, che mi inducono a muovere qualche critica, sia tecnica sia di contenuto. Per prima cosa, i cladogrammi dei vari gruppi elencano i caratteri all’altezza di ogni nodo, rischiando in questo modo di diventare un po’ confusionari; per quanto possa essere più immediato leggere i caratteri direttamente sullo schema, sarebbe stato meglio mettere dei numeri presso ogni nodo, per poi riportare i caratteri a parte, elencandoli ad esempio nella didascalia.

In secondo luogo, nello stile informale gli autori si sono talvolta fatti prendere un po’ la mano, tendendo ad esempio a ripetere troppe volte come i dinosauri non abbiano potuto far nulla di fronte all’estinzione di fine Cretaceo, rendendo ripetitivo un concetto che pure aveva l’intento di essere un po’ a effetto. Un’altra cosa che non ho gradito sono un paio di frasi (due frasi ben precise, per la verità) che, nelle intenzioni degli autori, volevano essere frecciate ironiche verso coloro che hanno ancora una certa chiusura mentale verso l’argomento, ma che sono state scritte in modo un po’ infelice, dando quasi l’impressione che gli autori si rivolgano al lettore con sufficienza, quasi squadrandolo dall’alto in basso.

Il difetto più grande è però senz’altro la carente bibliografia, che per quanto riporti un gran numero di riferimenti bibliografici non li riporta tutti. La bibliografia non è solo un mezzo per dimostrare di essersi documentati, ma costituisce il punto di riferimento per chi vuole approfondire gli argomenti trattati, dal momento che fornisce le indicazioni per risalire all’articolo o al libro originale da cui sono tratte le informazioni. E’ quindi essenziale fornire al lettore la possibilità di reperire facilmente tutti i lavori menzionati.

Anche l’impaginazione, soprattutto nella sezione delle schede, è talvolta malriuscita, laddove sarebbe stato meglio iniziare ogni scheda in una nuova pagina anziché accodarla direttamente alla precedente; in questo modo sarebbero forse aumentate le pagine, ma al contempo la consultazione sarebbe stata più semplice. Va però detto che in questo modo il numero delle pagine sarebbe aumentato a dismisura, e con esso il costo del libro, e quindi l’impaginazione scelta va vista come un compromesso per non rendere eccessivo il prezzo.

Un’ultima critica, che però non è rivolta tanto agli autori quanto al processo di produzione del libro, è la presenza di parecchi errori di battitura e di sviste all’interno del testo. Mi è stato tuttavia riferito dagli stessi autori che renderanno disponibile gratuitamente un’errata corrige scaricabile dal sito www.paleofox.it oppure all’indirizzo mail indinoveritas.info@gmail.com; eventualmente possono anche spedirla a casa via posta in formato cartaceo, sempre gratuitamente.

 

Volendo quindi dare un giudizio finale a In Dino Veritas, quale potrebbe essere? Io direi promosso con riserva. E’ evidente l’impegno profuso dai tre autori nel voler colmare la lacuna nell’editoria scientifica italiana con il libro che noi appassionati di dinosauri avremmo voluto avere e che nessuno ci ha mai dato, ed è evidente anche la passione che hanno messo nel creare un’opera a tutti gli effetti corposa. Tuttavia, alle volte l’entusiasmo può portare ad essere un po’ precipitosi, e come in questo caso a forzare un po’ le tappe, portando a sorvolare o a non vedere imperfezioni che possono minare la qualità generale del prodotto. Se si fossero presi ancora qualche mese prima di darlo alle stampe, rivedendo e rivedendo ancora il testo, forse si sarebbero evitati molti errori e parte delle mie critiche non ci sarebbero nemmeno state. Di certo non basta questo per affossare un’opera quanto meno encomiabile per lo scopo che si vuole prefiggere; in fondo, si tratta della prima edizione, e in futuro si spera che ci sarà modo di rimediare agli errori.

In conclusione, se fra coloro che hanno avuto la pazienza di leggere questa mia modesta recensione c’è qualcuno che vuole conoscere in modo approfondito il mondo dei dinosauri, In Dino Veritas può essere un punto di partenza ideale, che può dare i giusti elementi di base dai quali partire per poi approfondire su opere più tecniche e specialistiche.