Mi capita spesso di parlarne. Mi ritengo un potenziale insegnante anche se non ho abilitazione SILSIS! E mi ritengo ancora un potenziale studente, in quanto attivamente studioso per lavoro e sempre desideroso di imparare.  Ecco qui qualche caratteristica della mia scuola ideale. Tenetevi forte…

150 anni

Mi piacerebbe essere metodico nella descrizione, ma non lo sarò. Scriverò di getto…

La scuola, prima di tutto dovrebbe essere in gara con le altre scuole. Qualora non rispondesse a determinati standard dovrebbe chiudere. Per una che se ne chiude tanto, un’altra se ne riapre.

Per essere concorrenziale, una scuola dovrebbe essere ad altissimi livelli, il che non vuole dire professori e studenti musoni reclinati sui libri. Ad esempio l’attività fisica sarebbe importante e più o meno quotidiana, con poca ma sana competizione sportiva, ma soprattutto pensando alla salute degli individui (studenti e docenti) perchè non tutti sono atleti e non tutti possono fare attività fisica normalmente come lo intende il 99% della gente.

Comunque, indubbiamente, la competenza degli insegnanti nella loro materia e nell’insegnamento stesso (già perchè sono due cose diverse) dovrebbero essere adeguate.

Gli studenti possono essere promossi, incentivati e anche bocciati o rimandati.

D’altro canto i docenti dovrebbero fare in modo, con dedizione, che chiunque raggiunga la sufficienza nella preparazione. Un docente deve insegnare, non bocciare. Si va a scuola per insegnare e imparare, non perchè serve un pezzo di carta. Una mia vecchia prof di matematica sorrideva dandoci 3 con 3 meno. Secondo me era una fallita. L’insegnante deve prendere come un fallimento il non raggiungimento della sufficienza da parte dell’alunno. Quando poi la cosa è inevitabile, per mancate capacità o per (sindrome da vengo lì a scaldar banco e sedia, ti boccio fino a che non te ne vai! Ma anche in questo caso, un buon insegnante, prima cerca di capire il perchè della negligenza dell’alunno e poi agisce di conseguenza…). All’università, o comunque con la crescita dell’alunno, è diverso. Risultati ok e passi. Risultati insufficienti, vai a casa a studiare o te ne vai altrove!

Da subito deve essere chiaro che si va a scuola per imparare e non per prendere un diploma. Diplomi e lauree nella mia scuola ideale sono sopravvalutati. Una buona scuola superiore offre maggior preparazione di una pessima università e da cosa dipende la differenza? Non dall’indirizzo della scuola ma spesso da chi ti trovi di fronte.

Ma come evitare orde di incompetenti e falliti dietro alla cattedra? (sia ben chiaro che non sto insultando in toto il corpo docenti italiano che comprende alcuni Insegnanti con la ‘I’ maiuscola da cui vorrei imparare anche adesso)

Nella mia scuola ideale i docenti, gli assistenti, i dottorandi, ecc, vengono ammessi tramite colloquio e non tramite concorso. Chi li assume si prende una responsabilità e comunque se il docente o chi per lui non è valido deve essere bocciato esattamente come uno studente.

Lo sapete che i buoni insegnanti spesso studiano di più degli alunni?

Le modalità di bocciatura di un insegnante incompetente, negligente, gradasso o altro, dovrebbero essere assolutamente imparziali come del resto quelle degli studenti. Tutto si livellerebbe. Esci da una scuola dove promuovono tutti per avere più iscritti? Non ti vuole nessuno. Allora la scuola chiude e non ha senso che esista. Esci da una scuola dove riescono ad insegnare qualcosa di buono anche a gente che ha delle difficoltà? E’ una cosa diversa e questo di certo gli sarà utile, quindi la scuola ha senso di esistere e sarà una buona scuola. Anche la scuola dovrebbe essere esaminata e, per quel che mi riguarda, dovrebbe essere vietato avere certe strutture nonchè certi insegnanti…

Ce ne sarebbe da scrivere per quel che è la mia scuola ideale ma una cosa è certa:

in questa fantastica scuola vorrei essere docente e, appena lasciato il registro in sala professori, prenderei il blocco degli appunti e seguirei un bel corso di laurea come si deve…magari dopo una pausa sulla pista di atletica, un corso di pittura, una nuotata in piscina o una partitella coi miei studenti e professori…