Scienza Facile

Blog di curiosità e divulgazione scientifica. Le Scienze Naturali per tutti. – E' un'idea di Stefano Rossignoli – Benvenuti!

Stefano Rossignoli – gennaio 2017

Leggi solamente sul sito originale: www.scienzafacile.it

Questo articolo fonda le sue radici qualche anno fa. Basta leggere i commenti di questo’altro: La lunga strada per lavorare coi fossili e per diventare paleontologo/a.

studio dei limiti

Scrivo su scienzafacile.it durante le pause dallo studio dei limiti.

Le radici erano lì, sotto terra e, ultimamente, sono state innaffiate abbondantemente, così sono spuntate due gemme ed, infine, le foglie, i fiori…e per i frutti vedremo! Il tutto è profondamente personale ma anche piuttosto oggettivo…

Parlo per esperienza…

Sono troppi i ragazzi e le ragazze che sbagliano la scelta della scuola superiore e reputo che questo sia dovuto in parte alla superficialità delle loro scelte e soprattutto al loro poco impegno nel cogliere la sfida e a sfondare gli ostacoli ma anche alla scarsa capacità preparatoria della scuola, delle sue scarse capacità di gratificazione, di buona parte del corpo docente (di cui adoro una parte e ne disprezzo un’altra) e alle poche possibilità della nostra scuola in generale a compiere percorsi educativi ad hoc.

Chiedo perdono per questa mia sfacciataggine ma la smetto subito e vi racconto un paio di episodi…

“Mi sono iscritto a Informatica perchè mi piace il computer”. Bene! Cosa fai al computer? “Gioco”…

Mi sono iscritto al liceo scientifico sportivo perché mi piace il calcio…

I risultati? Tanta matematica, e fisica e informatica nel primo caso…No di certo tornei alla Play Station…Ma guarda un po’ che strano!!!

E tanta matematica, fisica, biologia, fisiologia, ecc, ecc nel secondo caso…e ben poche partitelle se non niente: tre ore di educazione fisica in più in cui si studiano le regole di alcuni sport e anche fisiologia…

Mi vien da dire:”Ma che pensavate? Di andare a scuola a giocare a Fifa al computer o per davvero??”

E poi bisogna studiare ragazzi/e!

Come dice un mio caro amico, si vede che chi manda nello spazio i satelliti alla NASA o all’ARIANNE SPACE o chi scrive software che gestiscono miliardi di dati sono dei falliti, quelli bravi li pagano per giocare al computer…sul calcio ok, il discorso è diverso ma comunque la scuola c’entra ben poco…salvo per quella che dovrebbe essere la conoscenza della cultura generale, della lingua italiana, inglese e poco altro…comunque…Anche per eccellere nel calcio o in qualsiasi altro sport bisogna poi ascoltare almeno un coach e applicarsi duramente.

Semmai mi iscriverò a informatica per riuscire un bel giorno a scriverlo il software di un gioco…e per arrivare a questo risultato c’è da spaccarsi in quattro il fondoschiena a studiare, almeno all’inizio, poi ci sono gli eletti che devono studiare poco ma sono delle rarità e comunque devono studiare anche loro… Se si applichieranno tanto poi eccelleranno, altrimenti resteranno probabilmente mediocri.

Il liceo scientifico sportivo lo vedo per un futuro allenatore, che sia lavoro o un hobby a cui applicarsi con serietà, un massofisioterapista, un osteopata, un medico sportivo, ecc, ecc…

Capisco chi vuole fare il cuoco o la cuoca e che si iscrive all’alberghiero. Questi hanno azzeccato. ma dovrà studiare lo stesso! …altrimenti, a patto di diplomarsi, in quanto a cultura resterà uno che cucina e basta. …poi magari in sensibilità mi supera, ma il discorso che sto facendo è un altro. Fa bene studiare (e soprattutto capire) la matematica, le scienze e l’italiano anche ai futuri cuochi e cuoche!

Sottolineo la parola CAPIRE perchè è il trucco per rendere interessante anche a quello che inizialmente non ci interessava per nulla. E’ il trucco per poter proseguire nell’apprendimento di maggior livello e per far tornare utili i nostri sforzi.

Ma il punto arriva adesso…

Per quel che mi riguarda, una scuola vale l’altra.

Le motivazioni che mi portano a questa conclusione sono soprattutto quattro:

La prima è che, se avrete voglia di spaccarvi in quattro a studiare e non avete particolari problemi di apprendimento, riuscirete a frequentare con successo qualsiasi buona scuola.

La seconda è che può essere molto più preparatoria una scuola considerata “semplice o professionale” in cui si trovino ottimi insegnanti (e ne conosco qualcuno/a) con senso critico, del dovere, passione e amore per l’insegnamento, piuttosto che in una scuola considerata d’elite in cui, durante il proprio cammino, si incontrino insegnanti frustrati, pigri e o incapaci…

La terza è che, per la legge dei grandi numeri, si dovrebbero trovare comunque sia buoni sia pessimi insegnanti in quasi tutte le scuole.

La quarta è che, con un diploma da perito meccanico (che è un progettista, manutentore diplomato all’ITIS dopo anni di matematica, fisica, ecc, non uno che guida e aggiusta automobili!) uno/a si potrebbe poi iscrivere a filosofia o andare a fare il commesso o il camionista o diventare uno sportivo di successo o un artista…

Mi rendo conto che il mio intervento poteva essere ridotto a questi ultimi quattro punti…

Una piccola precisazione sulle capacità preparatorie della scuola.

Purtroppo è difficile essere all’altezza anche per chi ci prova. Seguire tutti gli alunni in modo personalizzato (che per alcuni casi, come dsa e disturbi dell’attenzione, sarebbe indispensabile) è molto difficile, dispendioso e, oggettivamente, quasi impossibile.

Un buon metodo di insegnamento o un ottimo metodo non può essere sempre buono per tutta la classe, quindi andrebbe poi adeguato a chi resta in dietro ma difficilmente potrà farlo la stessa persona nelle ore di lezione e, di certo, lo/la studente/ssa avrà almeno il 50% della responsabilità nello star dietro ai programmi e dovrà mettersi sotto a studiare forte per arrivare ad un livello sufficiente di preparazione!

Essere seguiti da un tutor (come me ad esempio!) resta un’opzione costosa e riservata solo a chi possa permetterselo.

Per concludere, a scuola si studia!

In qualsiasi scuola.

I programmi ministeriali sono duri, sia da insegnare, sia da imparare.

Per prendere e meritarvi un diploma, in qualsiasi scuola superiore,anche  se non avete particolari problemi di apprendimento, considerate che un bel po’ di tempo sulla sedia dovrete trascorrerlo ogni giorno ma, soprattutto, sarebbe utile, produttivo e ricco di soddisfazioni, raccogliere la sfida e Alè!

…poi si arriva in fondo all’Università anche senza saper parlare e scrivere una lingua correttamente e in modo chiaro…ma questa è ancora un’altra storia e magari, qui, scriveremo come fare il contrario, ovvero arrivare alla laurea meritatamente, bene e come si deve. Lo stiamo già facendo da un po’!!!

 

 

 

 

Daniele Tona – 24 novembre 2016

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Alcuni anni or sono, nell’ormai remoto 2011, parlammo dei dinosauri vegetariani e delle diverse strategie adottate dai vari gruppi per riempirsi lo stomaco, soprattutto a livello di dentatura e di articolazione delle ossa del cranio. I video che vi proponiamo oggi, realizzati dal Canadian Museum of Nature, sono un approfondimento degli argomenti trattati nel post, dove grazie a delle ricostruzioni in computer grafica possiamo vedere più chiaramente e da varie prospettive come funzionava la masticazione in due gruppi di dinosauri caratterizzati da meccanismi di masticazione alquanto complessi, vale a dire i Ceratopsi e gli Ornitopodi. In particolare va sottolineato che si tratta di metodi di masticazione ben diversi da quello dei mammiferi, nei quali la mandibola (o, più nello specifico, l’osso dentale che è l’unico osso che compone la mandibola dei mammiferi) compie una rotazione che permette la triturazione del cibo tra i molari; in ogni caso sono meccanismi altrettanto efficienti che hanno contribuito al grande successo di questi due gruppi durante il Cretaceo.

Il primo video è una ricostruzione del cranio di Vagaceratops, un ceratopside vissuto alla fine del piano Campaniano del Cretaceo Superiore (circa 75 milioni di anni fa) nella regione canadese dell’Alberta. Nel filmato si può osservare il movimento della mandibola esclusivamente lungo un piano verticale, senza movimenti laterali; i denti delle arcate superiore e inferiore occludono, cioè si toccano, lungo una superficie verticale agendo come le lame di una forbice che trancia la vegetazione fibrosa che formava la dieta di questo animale.

 

Il secondo video mostra invece il peculiare sistema di masticazione pleurocinetica adottato dagli adrosauri. Il fossile ricostruito è il cranio di Edmontosaurus regalis, un grande adrosauro lungo fino a 13 metri vissuto in Nordamerica alla fine del Campaniano, tra 73 e 70 milioni di anni fa. Nel video si può osservare il meccanismo che, al muoversi della mandibola verso l’alto e leggermente in avanti, le ossa mascellari ruotano verso l’esterno permettendo alle batterie di denti delle due arcate di sfregare le une contro le altre creando così un’azione triturante ben più intensa rispetto di quella trinciante dei ceratopsidi. Si tratta quindi di un meccanismo strutturalmente diverso rispetto a quello dei ruminanti odierni ma ugualmente capace di ridurre in pezzettini la vegetazione del Cretaceo.

Che dire, questi video, seppur brevi e molto specifici, danno però un’idea di quanto straordinari e variegati fossero gli adattamenti e le strategie evolutive dei dinosauri, animali ben lungi dall’essere i lenti, stupidi e goffi vicoli ciechi evolutivi considerati l’obsoleto fatto creatura dall’immaginario popolare. Per fortuna un po’ alla volta quest’immagine errata e, francamente, anche un po’ ingiusta dei dinosauri va estinguendosi, e noi di Scienza Facile ci auguriamo che il nostro modesto lavoro possa nel suo piccolo contribuire a rendere giustizia a quegli straordinari animali che non hanno avuto eguali nella lunga storia della vita sulla Terra.

Stefano Rossignoli – 9 novembre 2016

…23 anni fa oggi partivo per militare, uscito dalle superiori con “tre meno meno meno” in matematica, un calcio nel sedere, il minimo dei voti e giurando a me stesso che non avrei mai più studiato in una scuola…ed ora ecco qui lo Ste che, fortunatamente, ha rotto qualche tempo fa  quello stupido giuramento…

Ma torniamo a noi…

Innanzi a tutto è un piacere tornare a scrivere su scienzafacile.it dopo così tanto tempo…

La mia preparazione di base nelle materie scientifiche, mescolati ad una carissima amica e un centro specializzato, mi hanno portato a trovarmi coinvolto come tutor a ragazzi con DSA.
Se volete saperne di più sul DSA (ovvero i disturbi specifici dell’apprendimento), cliccate su questo link: http://www.disturbiapprendimento.com/.

E’ un lavoro che mi occupa parecchio tempo, anche quando apparentemente non lavoro e che comunque tengo strettamente privato e ne parlo solo vagamente per tutelare i miei “tutorati”.
Avendo però ogni tanto qualche idea che funziona, ho deciso che, almeno quelle che OGGETTIVAMENTE funzionano, le pubblicherò qui, tempo permettendo. Questo è uno dei vari motivi per cui vorrei leggere e fornire di files audio tutti gli articoli del sito…anche se magari non ce la farò mai…
L’articolo è rivolto alle e agli insegnanti ma, perchè no, anche a chi con dsa o qualche dubbio sull’argomento, voglia sbatterci un po’ la testa da sola o da solo!
Il maggiore e il minore sono spesso ostacoli enormi per chi soffre in forma grave di disturbi specifici dell’apprendimento.

In questo periodo sto affrontando questo argomento con uno dei “miei” ragazzi ma NON dal punto di vista elementare.
In effetti, da questo punto di vista, è facile insegnare a riconoscere il simbolo “>” dal simbolo “<” ed è facile anche che i bambini ne comprendano presto il significato e imparino ad usarlo autonomamente.

Per questo, anche su internet, con una semplice ricerca, si trovano buoni suggerimenti per aggirare questo ostacolo…

Il muro duro da abbattere l’ho trovato quando ci siamo “scontrati” con una disequazione, una disequazione fratta o a un sistema di disequazioni…non tanto nel metodo di risoluzione che è complesso ma strutturabile in modo quasi sempre ordinato, quanto nella traduzione del grafico risolutivo.
Come scrivo la soluzione? Sembrerà banale per chi non ha di questi problemi ma, a volte,  non lo è per nulla, ve lo assicuro!

Il mio lavoro è quello di “hakerare” il problema, ovvero di aggirarlo, utilizzando il bagaglio già acquisito del ragazzo, in modo da fargli apprendere e maneggiare il nuovo concetto o il nuovo meccanismo.

Per questo ho “inventato” , ma forse no, questo metodo che chiamerò “Metodo della x” per cui vi invito a leggere un P.S. in fondo all’articolo.

La lettera “x” è formata da un maggiore e da un minore come vediamo in figura:

 

X: a sinistra il segno > "maggiore", a destra il segno < "minore"

X: a sinistra il segno > “maggiore”, a destra il segno < “minore”

Mi avvalgo di una semplice disequazione fratta di esempio per spiegare il metodo che ho insegnato per scrivere la soluzione della disequazione:

Prima di tutto le condizioni di esistenza…!!! E’ vero che nelle disequazioni fratte non sono così necessarie ma quando la x è al denominatore a me piace comunque iniziare con le C.E….

 

CE Condizioni di esistenza: denominatore diverso da zero

CE Condizioni di esistenza: denominatore diverso da zero

Poi studiamo il segno mettendo il numeratore maggiore di zero (qui non è necessario l’uguale perché non è richiesto nel testo dell’operazione!)

e il denominatore maggiore di zero (questo invece non va mai uguale a zero visto che non si può dividere per zero…e questo dovremmo saperlo tutte e tutti e, per questo motivo le C.E. non sono così necessarie!)

 

numeratore e denominatore maggiore di zero

Numeratore e denominatore maggiore di zero

Realizzo il grafico dello studio del segno e guardo quando quest’ultimo è maggiore di zero come richiesto dalla disequazione, il che rappresenterà la soluzione…
Fino a qui nessun problema con quello che un alunno dovrebbe saper fare in seconda o terza superiore…poi…

 

studio del segno e soluzione disequazione

Studio del segno e soluzione della disequazione

…per scrivere la soluzione, ovvero l’ultima riga dell’esempio, si vede come prendo la metà della x rivolta verso il numero a cui devo rapportarla e questo è quanto!!!
Ognuno ha i suoi skills (perdonate ma non mi viene in italiano!) e ognuno i suoi bug. Ed è tutto estremamente affascinante da studiare e cercare di risolvere!

Il metodo è valido anche per valori di x compresi tra due numeri, con la differenza che la soluzione verrà scritta in modo un po’ strano come per esempio x > -1  e  x < +2 invece di -1 < x < +2 …ma, insegnare a scrivere questo tipo di soluzione a me è risultato molto più facile che non il precedente…che (bando alle ciance e alle persone fiscali) è sempre valido!!!

E così via per sistemi di disequazioni, eccetra, eccetra…!

 

Grazie di avermi letto!

Mi do io stesso il bentornato su scienzafacile.it e, a presto!

Stefano!

P.S.

Il “metodo della x” non credo di averlo inventato. E’ troppo ovvio per non essere già stato utilizzato…

Credo che i simboli maggiore e minore derivino proprio dalla forma della x o anche, e più probabile, che la x sia stata scelta come variabile di base proprio perché è formata da un maggiore e da un minore.

Semplicemente, forse, su internet non si trovano notizie o “forse” si tende a non insegnare concetti considerati troppo complicati e questo invece è il bello della sfida. Poi, che ognuno/a abbia bisogno o arrivi ad utilizzare metodi totalmente personali e unici, è un aspetto che rende il tutto ancor più affascinante …indubbiamente faticoso!!!

Purtroppo la mia ignoranza non mi permette di trovare una fonte attendibile per questa mia ipotesi…

 

Daniele Tona – 28 ottobre 2016

Leggi solamente sul sito originale www.scienzafacile.it

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Nel precedente post abbiamo parlato di sauropodi, in particolare del titanosauro trovato a Rocca di Cave e pubblicato di recente. Gli autori del lavoro (Dal Sasso et al. 2016) hanno stimato una lunghezza dell’animale a cui appartenevano le ossa intorno ai 6 metri, una bestia robusta dal nostro punto di vista ma decisamente piccola per gli standard dei sauropodi.

Orbene, il gruppo dei titanosauri a cui appartiene il sauropode italiano (che, ricordiamolo, non ha un nome scientifico perchè gli autori ritengono di non avere abbastanza materiale da poter creare un nuovo taxon ad hoc o da attribuirlo a uno già esistente) comprende anche animali smisurati, fra i più grandi mai vissuti sulla Terra e quasi certamente i più grandi che abbiano mai camminato sulla terraferma; tra questi vi sono Argentinosaurus, vissuto (come dice il nome) in Argentina tra 93 e 97 milioni di anni fa, e Puertasaurus, vissuto più o meno nella stessa epoca ma trovato più a sud, nella Patagonia meridionale; i ritrovamenti di questi animali sono quasi sempre frammentari, anche perchè la conservazione di scheletri interi della loro immensa taglia è chiaramente quasi impossibile, ma dai pochi resti rinvenuti si è potuto stimare a grandi linee le loro dimensioni che sembra si attestassero attorno ai 30 metri di lunghezza per un peso che doveva oscillare attorno alle 50-60 tonnellate. Erano quindi animali ciclopici, in grado di far sembrare minuscoli anche i mammiferi terrestri più imponenti come il rinoceronte Paraceratherium, alto quasi 5 metri alla spalla, o il mammut Mammuthus trogontherii che superava i 4 metri.

Tutta questa disquisizione su misure e dimensioni, tuttavia, non rende adeguatamente l’idea di quanto i titanosauri fossero realmente grandi. Siccome, come si suol dire, un’immagine vale più di mille parole, voglio proporre un breve ma affascinante filmato realizzato dalla BBC. Il grande naturalista e divulgatore David Attenborough, potremmo dire il Piero Angela britannico, ci mostra quanto sarebbe minuscolo un essere umano se un titanosauro gli passeggiasse accanto, tanto che per trovarsi all’altezza del torace del colosso occorre piazzarsi su una piattaforma rialzata.

Attenzione al video perchè è una ripresa a 360 gradi, per cui se lo visionate dal computer (rigorosamente in HD, mi raccomando!) potrete ruotare l’inquadratura muovendo il mouse mentre tenete premuto il tasto sinistro; se invece lo guardate con uno smartphone dotato di sensore di movimento basta muovere il telefono.

Buona visione!

 

Bibliografia e link

  • Sasso, C.D., Pierangelini, G., Famiani, F., Cau, A., Nicosia, U., First sauropod bones from Italy offer new insights on the radiation of Titanosauria between Africa and Europe, Cretaceous Research (2016), doi: 10.1016/j.cretres.2016.03.008.
  • https://www.youtube.com/watch?v=rfh-64s5va4