Stefano Rossignoli estate 2010
...in via di scrittura...
Cosa vuole dire interpretare una carta con naturalezza?
Sapersi orientare sulla mappa, capire dove si è, oppure, quando ci si trova in un altro luogo, sapere immaginare come sarà l'ambiente quando ci troveremo su un punto della carta, conoscere e sapersi aspettare una certa inclinazione del pendio, sapere cosa si vedrà da un certo punto, come sarà la forma del rilievo...
Ad alcune persone viene naturale e normalmente sono individui che sono cresciuti con le mappe in mano.
Frequentando, anche se non più da studente, la facoltà di Scienze Naturali (in cui bisogna sostenere un esame di cartografia) mi sono reso conto però che sono davvero poche le persone in grado di leggere una carta topografica o di aiutare efficacemente un allievo in difficoltà.
Con un po' di presunzione, ammetto che gli studenti che ho aiutato in questa materia (che sono diverse decine) sono sempre arrivati ad un buon livello di preparazione ed hanno tutti (tranne uno) superato l'esame tranquillamente.
Così ho deciso di mettere a disposizione qualche istruzione per chi volesse cercare di approfondire questo argomento da autodidatta via web.
Mi sento in dovere di raccomandare che il modo migliore per imparare ad usare una carta è quello di vagare in un ambiente naturale sconosciuto o quasi, con il solo ausilio della mappa, degli occhi, delle gambe e ovviamente del cervello, osservando l'ambiente e parallelamente la carta.
Solo così, col tempo si imparerà ad utilizzare appieno le potenzialità di una buona mappa e magari a pianificare una gita osservando questo foglio apparentemente così complicato.
Se volete però cominciare con un manuale, l'inizio sarà un po' meno bello, ma vi auguro di poter poi godere della chiarezza e bellezza di questi strumenti che sono le carte topografiche...
Parlando di mappe del nostro pianeta, su tutti i testi (specialistici e non) viene sottolineato che rappresentare quindi proiettare su un foglio piatto la superficie del nostro pianeta che è più o meno una sfera, è un problema che porta inevitabilmente a delle imprecisioni nella rappresentazione e quindi anche nell'interpretazione.
Non starò qui a spiegare come si è cercato di rimediare a questo problema, ma mi limito a dire che le carte che troviamo in vendita nei negozi sono sufficientemente precise e sono più precise, quanto più rappresentano un'area molto piccola del 'terreno'.
Ovviamente un'ottima mappa è pur sempre un'approssimazione del territorio, quindi non possiamo pretendere un dettaglio perfetto, ma dovremo abituarci e anche accontentarci di quel che potremo ricavare dalla sua lettura.
E' ovvio che in una mappa viene rappresentata un'area molto più grande di quella che vediamo nelle nostre mani...
- Se 1cm sulla carta rappresenta 250m (cioè 25.000cm) si dice che la carta è in scala 1:25.000
- Se 1cm sulla carta rappresenta 100m (cioè 10.000cm) si dice che la carta è in scala 1:10.000
...e così via...
Questo rapporto che trovate sempre tra le informazioni scritte sulla cornice della carta, o comunque in legenda, si chiama scala.
Le carte topografiche, così come quasi tutte le mappe sono sempre orientate col Nord N verso l'alto e di conseguenza il sud S verso il basso, l'ovest W a sinistra e l'est E a destra.
Ho evidenziato due cose:
il quasi perchè il Nord che viene indicato nelle mappe è il nord geografico che differisce dal Nord magnetico che è quello che invece viene indicato dalla bussola.
I 'due' nord sono diversi perchè è insito nel campo magnetico terrestre avere delle variazioni e quindi non avere un posto fisso.
Normalmente per orientarsi sulle nostre mappe (ovvero quelle italiane) l'uso della bussola è sufficiente perchè le direzioni verso il nord magnetico e il nord geografico quasi coincidono, ma più ci si avvicina al nord la differenza tra i 'due nord' diventa sempre maggiore. Ma questo è un semplice problema geometrico che vi lascio risolvere da soli!!!
Sulla mappa comunque in legenda o sulla cornice sono indicati i dati per ricavare la differenza tra i 'due nord'. E' indicato l'anno di produzione della carta e l'angolo di declinazione magnetica, ovvero di quanto si discosta annualmente il Nord magnetico da quello geografico.
La seconda cosa che ho evidenziato sono i simboli N S W E
.
Vengono utilizzati a livello internazionale per descrivere una direzione sulla carta o un'orientazione.
Per dire che una traccia va verso sinistra, ad esempio, diremo che va ad ovest W, se invece punta lievemente a sud ma con direzione predominante verso ovest diremo che va a ovest-sud-ovest WSW.
Se punta a metà tra ovest e sud diremo che va a sud-ovest SW
Queste lettere sono ovviamente le iniziali dei punti cardinali.
La W è l'iniziale di 'west', cioè la parola 'ovest' in inglese.
Eccolo qui, il nostro foglio di carta in cui (per ora) c'è un quadratino nero col quale è indicato solo un'alpeggio di cui è scritto anche il nome in stampatello!
Siamo in montagna quindi. Sulle Alpi! Immaginiamo di trovarci proprio lì!
Dove c'è un alpeggio cresce ancora l'erba, quindi non saremo troppo in alto. Di sicuro sotto i 3000m. Sappiamo che il nord è sopra la scritta, il sud è sotto e così via...
Ora abbiamo già più idea di come è il luogo:
ad est dell'alpeggio c'è un lago; si chiama Ivana. Il torrente che si immette nel lago e che poi esce, ha le sue sorgenti (tratti molto sottili) a nord-ovest e si chiama Bea.
E' orientato da nord-ovest a sud-est (NW-SE).
Le sue sorgenti sono in prossimità delle montagne Monte Paola e Lu. Il torrente scende verso sud-est, quindi sappiamo già che il lago è ad una quota più elevata del fiume di fondo valle (il Fiume Elena) molto grande rispetto al torrente.
Un fiume scorre sempre in una valle più o meno ampia!
Di fianco al fiume, alla sua destra c'è indicata una strada orientata SSW-NNE Il tratteggio indica un tratto in galleria.
A nord-nord-est (NNE) dell'alpeggio c'è il Pizzo Vero.
Va bene. Già così abbiamo montagne a nord e un fiume di fondo valle ma quanto sono alte queste montagne?
In cartografia vengono spesso usati i punti quotati
La mappa si arricchisce quindi di quote e punti quotati.
Grazie ai punti quotati è anche facile indicare la quota di villaggi (Vero m2650) che 'guarda caso' si trovano molto vicini ad un corso d'acqua, picchi senza nome come quelli a m3642 o a 3500, oppure indicare la quota di una montagna come Paola m4000 o di un colle (Colle della Vero m3240).
Spero abbiate notato che le Montagne più alte formano quasi un arco intorno alla zona del lago e del nostro alpeggio.
Potremmo già quindi aspettarci di vedere una serie di cime dal luogo in cui ci troviamo, semplicemente guardando verso nord oppure voltandoci verso nord-ovest.
Ci sarà pur un sentiero per arrivare all'Alpeggio Dario, no?
Ecco che compaiono i sentieri.
A dire il vero, una strada secondaria dal fondo-valle sale verso NW al villaggio Cristina (quotato mediamente a m900).
A SW di questo villaggio c'è una chiesa (quadratino nero con croce). A NE del villaggio invece parte un sentiero facile indicato col tratteggio che procede inizialmente con ampi tornanti e poi si divide in due tracce:
una verso ovest che raggiunge un piccolissimo villaggio (Piano in prossimità del torrente Daniele)
e una verso nord che porta all'alpeggio Dario.
Appena attravrsato il torrente Bea, la traccia si ramifica ancora e a nord-ovest si può salire al villaggio Vero o avvicinarsi ai monti Paola e Lu!
Entrambi i sentieri proseguono e diventano puntinati (segno di difficoltà più elevata che potrebbe essere per escursionisti esperti o addirittura per alpinisti).
Uno prosegue e scollina sul Colle della Vero m3240, l'altro sentiero invece si perde...
Ora immaginiamo di voler andare a 'Piano' in gita.
Sarebbe bello, ma cosa dobbiamo aspettarci? Di sicuro un sentiero facile, non particolarmente pericoloso, altrimenti sarebbe puntinato, ma non sappiamo a che quota è il villaggio, quindi quanto dislivello bisogna superare e che inclinazione ha il sentiero che dovremmo percorrere. Sarà tutto in salita? O in discesa? Oppure in piano, magari a mezza-costa?
Per come è raffigurata la nostra mappa, per ora non possiamo ottenere molte informazioni, se non la direzione del sentiero e la presenza di un bivio poco dopo che saremo partiti dall'abitato di 'Cristina'.
In realtà, se vogliamo ben vedere, all'inizio e alla fine, il sentiero prosegue a tornanti e di solito questo tipo di curve si trovano sui tratti ripidi.
Ma non serve improvvisare!
Sulle carte topografiche vengono utilizzate le isoipse (chiamate anche curve di livello) per dare informazioni dettagliatissime sulla 'forma del rilievo', ovvero l'andamento e l'inclinazione dei versanti, dei fiumi, delle strade e di tutto ciò che sia rappresentato sul foglio di carta...
Cosa è una isoipsa
Un'isoipsa è una linea.
Il termine deriva da due parole greche isos=uguale e hypsos=altezza.
Un'isoipsa quindi è una linea che unisce, o è formata da punti alla stessa altezza, o meglio, alla stessa quota.
Se noi potessimo idealmente camminare su una isoipsa, in qualsiasi territorio, cammineremmo in piano, senza mai salire nè scendere.
Una isoipsa ci dirà quali punti di un versante sono alla stessa quota.
Una serie di isoipse ci farà capire con più o meno precisione a che quota sarà un punto (o un villaggio come 'Piano') compreso tra due isoipse o a che quota è un punto sopra una di esse...
Imparare ad interpretare correttamente e soprattutto istintivamente queste linee ci dà la possibilità di aver un'idea di come è il territorio che osserviamo sulla carta, addirittura in tre dimensioni!
Le isoipse però non bastano.
Per dare un'idea in 3D della zona rappresentata sulla carta vengono utilizzati artifici come immaginare che la zona sia illuminata dal sole da una certa angolazione e quindi alcuni versanti risulteranno in ombra ed altri in luce. Questo può facilitare ad esempio l'individuazione di linee di cresta che separano vallate differenti...
Qualche esempio:
Le figure A e B sono molto simili tra loro, ma riportano due casistiche completamente diverse tra loro:
Entrambe mostrano una serie di isoipse lievemente arcuate e più o meno nella stessa posizione è rappresentata una baita (o comunque un edificio in muratura).
Vale a sinistra e Chiara a destra.
Come vedete le isoipse sono tutte quotate. Quei numeri indicano i metri sopra il livello del mare.
Vale si trova a metà strada tra le isoipse 200m e 300m quindi possiamo presumere che sia ad una quota di circa 250m.
Chiara quindi si troverà a circa 450m essendo a metà strada tra le isoipse 400m e 500m.
Ho tracciato le due frecce che puntano a SE per evidenziare che se uno si volesse spostare nella direzione della freccia, nella figura A dovrebbe salire, mentre nella figura B dovrebbe scendere.
Figure simili, ma pendenze del terreno completamente diverse!
E' molto facile un caso del genere in cui le isoipse sono tutte quotate.
Purtroppo però devo precisare che non essendoci spazio sufficiente, sulle carte le isoipse (che a volte sono molto fitte) non sono tutte quotate, ma c'è sempre il modo per arrivare a determinare la quota di un punto o la pendenza di un versante.
Vi faccio un esempio sfruttando la stessa situazione di prima:
Nella figura C vedete come sia facile capire che seguendo la direzione della freccia si salirà. Infatti abbiamo la Baita Vale che è quotata a 250m ed una sola isoipsa quotata, quella a 500m. Incrociando i due dati abbiamo sufficienti informazioni per capire come sarà la zona rappresentata.
Nella figura D è rappresentato un caso più complesso, ma che non è altro che l'insieme di due casi simili ai precedenti e leggermente estesi...
Compare un punto quotato 'Ste m680' tra le due baite 'Vale' e 'Chiara' (più o meno come quando vado a prendere il caffè con queste mie due inseparabili amiche!!!)
Immaginate di muovervi da Vale a Chiara passando da Ste:
Si partirà a quota 250m sul livello del mare e si salirà fino a 680m di Ste incrociando, in ordine, le isoipse 300m, 400m, 500m e 600m. Da Ste si riincrocia la 600 poi la 500 (quindi abbiamo ripreso a scendere subito dopo aver raggiunto Ste... e poco dopo, a circa 450m di quota raggiungeremo Chiara!
Avrete notato che le isoipse che ho rappresentato sono sempre a 100m di dislivello l'una dall'altra. Questo dato si chiama equidistanza delle isoipse ...anche se a mio parere dovrebbe chiamarsi equidistanza verticale.
L'equidistanza delle isoipse di solito è indicata nella legenda che deve essere sempre presente, più o meno ricca, su ogni carta topografica.
Se non è indicata, l'equidistanza è facilmente ricavabile controllando quante isoipse ci sono tra due punti quotati...
Qualche precisazione
Avrete notato che negli ultimi esempi l'isoipsa 500m ha un tratto più marcato.
Una isoipsa del genere si chiama direttrice e le altre si chiamano intermedie...
In carte a media e piccola scala (es 1:10.000 - 1:25.000 come ad esempio nelle tavolette IGM dell'istituto geografico militare) le direttrici di solito sono ogni 100m e le intermedie ogni 25m, il tutto per avere un migliore dettaglio del territorio...