Diamo con estremo piacere il benvenuto al nostro amico geologo Luca Inzerillo che ci spiega semplicemente cosa sono le ‘salse eruttive’…

Luca Inzerillo 23 maggio 2011

Immaginate dei vulcani in miniatura, sostituite la lava con il fango ed il gioco è fatto! No, non è il riassunto dell’ultima puntata di Art Attack ma uno dei più curiosi fenomeni geologici esistenti in Italia.

Una salsa durante una fase eruttiva. In questa zona, l’emissione continua di fango poco viscoso non consente la formazione del caratteristico cono.

Una salsa durante una fase eruttiva. In questa zona, l’emissione continua di fango poco viscoso non consente la formazione del caratteristico cono.

 

Le salse eruttive traggono origine dalla risalita di fanghi argillosi salmastri, che nel tempo edificano le strutture a cono che tanto ricordano gli edifici vulcanici. Il termine salsa deriva, infatti, dall’estrema sintesi della descrizione del fenomeno stesso: “risalita di acque salmastre”, che diviene “sorgenti salmastre” ed, infine, “salse”.

 

La genesi del fango è dovuta alla presenza di depositi di idrocarburi, principalmente gassosi (metano) e in misura minore liquidi (petrolio), in contatto con la superficie attraverso alcune fratture della roccia. Il gas, che nel giacimento si trova ad una certa pressione, fuoriesce sospingendo le acque sotterranee. Queste stemperano le argille che, fluidificate e portate in superficie, danno luogo alle caratteristiche emissioni e alle tipiche forme a cono.

La crescita dei vulcanetti è, quindi, in equilibrio tra il continuo apporto di fango e il dilavamento operato dalla pioggia. Invece, la forma a cono o a polla delle bocche lutivome (così si chiamano i vulcanetti) è dovuta alla viscosità del fango emesso dalla bocca.

Vista panoramica delle Salse di Nirano.

Vista panoramica delle Salse di Nirano.

Pur presentando meccanismi e caratteristiche simili a quelli dei vulcani (forma di cono, cavità sommitale a cratere, ribollimenti all’interno del cratere, emissioni di materiali sotto forma di colate), le salse eruttive non sono assolutamente collegate con le manifestazioni magmatiche tipiche dei veri fenomeni vulcanici: il fango che pare ribollire all’interno delle bocche, in realtà, fuoriesce a temperatura ambiente ed il ribollire è dovuto, semplicemente, al metano che viene liberato in atmosfera.

 

Il fenomeno, descritto per la prima volta da Plinio il Vecchio intorno al 50 d.C., trova una delle sue massime espressioni nei pressi di Modena, nella Riserva Naturale delle Salse di Nirano.

Incorniciata dal tipico paesaggio appenninico a calanchi, il cuore della riserva si trova in una conca naturale caratterizzata dall’affioramento di argille marine plio-pleistoceniche (Argille del torrente Tiepido e Argille del Rio del Petrolio). L’ambiente argilloso e ad elevata salinità consente la crescita di una rara graminacea tipica delle zone costiere che può prosperare nei pressi degli apparati eruttivi grazie alla sua particolare affinità con le elevate concentrazioni di sali. E se mai andrete a visitare questa splendida riserva, potrete anche avere la fortuna di rinvenire qualche piccolo fossile intrappolato nelle argille!