Problemi in fisica?

Stefano Rossignoli 5 dicembre 2013

A 12 anni dalla laurea eccomi, per svariate ragioni, di nuovo alle prese con i meandri della REGINA delle MATERIE SCIENTIFICHE.

Sapete qual’è vero?

E’ LA FISICA.

Tutto ciò che facciamo e ci circonda è fisica applicata a noi e al nostro pianeta.

Un piccolo salto scendendo dal monte Generoso - Estate 2013
Un piccolo salto scendendo dal monte Generoso – Estate 2013 – Questa è fisica allo stato puro!

Sto studiando (In realtà sto ripassando! Fortunatamente per me non ho mai avuto grossi problemi con questa materia salvo nei livelli più avanzati).

E’ un po’ che non mi applico e sono un po’ arrugginito! Ho ancora qualche bel libro (quello delle scuole superiori lo utilizzai per studiare fisica all’università).

Un bravo prof che spieghi bene e si faccia capire però è tutta un’altra cosa.

ERIK VIOTTI non lo conosco di persona ma solo dal suo sito internet. E’ un ciclista iperattivo in molti altri campi…mi ricorda qualcuno…

Siamo stati linkati insieme a nostra insaputa sul bellissimo “BICIGIRI.IT” e da allora vado spesso su questo sito per osservare i progressi dei vari ciclisti e “non solo ciclisti” linkati.

Erik è un professore di FISICA e, leggendo il suo “La fisica in tasca” ho notato che per certi aspetti è molto simile ai miei manuali, allora lo evidenzio con piacere nei links di scienzafacile.it.

…e soprattutto userò il suo manuale e gli esercizi risolti che si trovano qui: http://www.erikviotti.it/scuola.asp

 

Gelide Atmosfere

Alessandra Morgillo – 17 gennaio 2012

Questi giorni in Nord-Italia fa freddissimo!!! La Brina, la Galaverna e la Neve Chimica la fanno da padrone…

In questo articolo Alessandra Morgillo ci aiuta a capire qualcosa di più! …e ci mostra i suoi meravigliosi scatti fotografici!

i ricami di ghiaccio della galaverna sui rami di un carpino bianco - Alessandra Morgillo
i ricami di ghiaccio della galaverna sui rami di un carpino bianco - Alessandra Morgillo

 

La neve chimica

In questi giorni in Pianura Padana si sta verificando un fenomeno dal nome curioso e al contempo un po’ inquietante: la neve chimica. Eppure il meteo assicura cielo sereno e assenza di precipitazioni… di che neve si tratta dunque?

Il bel tempo invernale in pianura è sovente caratterizzato dalla presenza di nebbia e inversione termica* che provocano anche un aumento della concentrazione di inquinanti in prossimità del suolo in un’area come questa già fortemente industrializzata.

Le polveri in sospensione costituenti le sostanze inquinanti agiscono come nuclei di aggregazione attorno cui l’umidità condensa e, se le temperature sono inferiori allo zero, solidifica. Si originano così veri e propri cristalli di neve, solitamente molto piccoli, che fluttuano nell’aria e sottoforma di nevicate molto deboli hanno creato in alcune zone accumuli di un paio di centimetri.

 

La galaverna

i ricami di ghiaccio della galaverna sui rami di un carpino bianco - Alessandra Morgillo
i ricami di ghiaccio della galaverna sui rami di un carpino bianco - Alessandra Morgillo

Sempre la nebbia è all’origine di un altro fenomeno che si manifesta con candide decorazioni di merletti di ghiaccio sugli alberi. Si verifica quando le minuscole goccioline d’acqua sopraffuse** in sospensione nell’atmosfera si tramutano direttamente in cristalli di ghiaccio. Questo avviene se la temperatura è sotto lo zero ed è presente uno strato di nebbia al suolo. Il cielo sereno e l’assenza di vento sono condizioni ottimali per la formazione di nebbia bassa. Le goccioline di acqua che costituiscono la nebbia possono restare allo stato liquido fino a temperature molto basse, anche molto al di sotto dello zero, ma non appena vengono a contatto con superfici fredde, come ad esempio i rami delle piante, si solidificano subito in piccoli aghi di ghiaccio che si accrescono in relazione all’umidità assumendo forme caratteristiche a seconda della temperatura.

 

Come si distingue dalla brina?

La galaverna si forma tipicamente sulle piante, mentre la brina si rinviene al suolo o sulla superficie di oggetti che sono rimasti all’esterno durante la notte. La brina, infatti, si forma a partire da gocce di rugiada che gelano per le basse temperature. Si trova solo a livello del suolo perché non è presente uno strato di nebbia esteso verticalmente in grado di creare dei cristalli di ghiaccio a quote superiori.
Quando fa molto freddo spesso i tetti delle case si ricoprono di brina poiché si comportano come dei conduttori di calore verso l’esterno, proprio come fa il suolo, cedendo il calore accumulato durante il giorno sotto l’ effetto della radiazione solare.

i ricami di ghiaccio della galaverna sui rami di un carpino bianco - Alessandra Morgillo
i ricami di ghiaccio della galaverna sui rami di un carpino bianco - Alessandra Morgillo

 

**sopraffusione = fenomeno per il quale piccolissime gocce d’acqua rimangono allo stato liquido a temperature inferiori a 0°C

*inversione termica = in condizioni normali la temperatura dell’aria diminuisce all’aumentare della quota. In inverno le lunghe notti fredde e la presenza di nebbia nelle aree pianeggianti non consentono al sole di scaldare il suolo durante le ore diurne. Così l’aria a contatto con il terreno si raffredda molto rapidamente e raggiunge temperature inferiori rispetto agli strati sovrastanti, invertendo quindi il normale gradiente termico.

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