Da Tarassaco a Soffione!

Stefano Rossignoli – 27 marzo 2016

Il 21 marzo, primo giorno di primavera, girellavo per i campi in ottima compagnia di Silvie e ci si chiedeva come si trasformasse in soffione il Tarassaco (Taraxacum officinale).

Gli acheni piumosi sono i frutti del Tarassaco e contengono i semi. Questi  vengono portati in giro dal vento (dicesi inseminazione anemocora) da una specie di mini paracadute naturale detto “Pappo”.

Parlandone, abbiamo pensato che su internet esistesse già qualche documento video a riguardo, infatti così è.

Il video non è di scienzafacile, quindi, se volete mettere un apprezzamento, mettetelo sul canale youtube di Neil Bromhall al quale vanno i nostri complimenti vivissimi e un sentito ringraziamento!

Buona visione di questo meraviglioso filmato che mostra un mese di riprese con fotografie scattate a brevi intervalli di qualche ora l’una dall’altra.

Buona Primavera, buona Pasqua e a presto

…su scienzafacile.it

Selvaggia Grigna – CAI Corsico

Stefano Rossignoli – Un ricordo dell’estate 2014

In collaborazione con RADAR, il trimestrale del CAI di Corsico

Radar n°115 – apri – download gratuito

panorama verso la grignetta
panorama verso la grignetta

Un titolo di solito lo si dà a una canzone, una poesia, a un quadro, ad un opera letteraria, a un racconto, tutt’al più a un articolo…
Lo si dà per rendere l’idea e, molto spesso nel mio caso, per rendere omaggio alla musa e alla protagonista dei miei pensieri.
Ne ho scritte molte di canzoni e di racconti, anche di articoli di divulgazione scientifica ma questa volta il titolo è per lei e solo per lei: per la guerriera bella e senza amore!
E’ per rendere omaggio a tre meravigliose stagioni di scavi paleontologici passati negli angoli più reconditi della Grigna Settentrionale!
Dunque è lei la protagonista!
Quella montagna apparentemente immobile all’orizzonte rapisce spesso i miei e i nostri pensieri ispirando una breve fuga dell’ultimo istante o itinerari grandiosi che vanno accuratamente pianificati e poi guadagnati dopo regolari ed estenuanti allenamenti.
La Grigna Settentrionale o Grignone è stata per anni anche oggetto del mio lavoro.
Non sono un ricercatore, un dottorando, men che meno un professore o chissà che cosa, ma ho avuto la fortuna di lavorare per anni a contatto col mondo della ricerca scientifica come tecnico e operaio per paleontologi e studenti di Paleontologia, ovvero come “Cercatore e preparatore di fossili” presso il Dipartimento di Scienze della Terra di Milano.
E’ così che, spinto non poco dall’instancabile Alessandra Panvini Rosati, mi sono impegnato ad omaggiare il Grignone ideando un itinerario escursionistico EEA nelle aree di lavoro dell’Università degli Studi di Milano e poi oltre.
Un itinerario severo, di indiscutibile bellezza e di grande interesse geologico e paleontologico.
La Gita era in calendario per il 28 giugno 2014 in collaborazione con Edelweiss.
Quel giorno scendeva il diluvio universale e, a gita ufficialmente annullata, solo gli impavidi accompagnatori si sono avventurati in via del tutto privata su per la montagna ripida e ferrigna…ma andiamo con ordine:
Vi descriverò le varie parti del tracciato sfruttando come filo logico le caratteristiche e l’ottima compagnia dei miei soci di ricognizione della settimana prima, della mia socia accompagnatrice e degli allievi del corso di arrampicata che han voluto esplorare successivamente l’itinerario…

Gianlu  e Laura
Gianlu e Laura

Su cinque compagni di viaggio ce ne sono tre chiacchieroni e due silenziosi.
I chiacchieroni hanno volumi della voce diversi tra loro: Molto forte, forte, piano… (Il mio volume è “medio/piano” e sono anche io un inguaribile chiacchierone che ogni tanto si sforza di stare in silenzio con magri risultati…)
Si parla di noi, mica si spettegola. Questo non lo sopporterei!

28 giugno 2014, parcheggio della chiesetta del Sacro Cuore sopra il colle di Balisio. Non piove ancora…

Socia: Alessandra. Chiacchierona. Volume vocale: molto forte!

Il tempo è comunque un inferno. In giro è tutto bagnato fradicio. Non si vede quasi nessuno ma si sa che sulle Grigne c’è sempre qualcuno in giro…. Quindi nessuno o quasi ha potuto ascoltare i racconti di Alex, tranne me ovviamente! Dopo un caffè a Balisio, partiamo sulla sterrata nella valle dei Grassi Lunghi (ovvero dei Prati Lunghi). Siamo coperti come se fosse marzo o aprile ma in realtà fa più caldo del previsto.
Dopo un altro caffè al Rifugio Antonietta in Pialeral ci spingiamo alla piana superiore dove sorgeva il vecchio rifugio Tedeschi. Fino a qui camminiamo su sentieri abbondantemente frequentati dagli escursionisti in caso di bel tempo.
Dal pianoro erboso, salendo lievemente a sinistra nel pascolo e infilandosi tra due roccette, si trova una traccia a mezza costa che, attraverso pascoli e un bosco di faggi, porta fino alla Baita Amalia presso la quale c’è una fontana.
Sempre a mezza costa, dal prato antistante la baita, continua la traccia di sentiero verso la Baita dello Scudo.
Il versante comincia a farsi ripido ma non ancora esposto.
Il sentiero ogni tanto sparisce sotto i piedi, reso sconnesso dalle intemperie e dalla forza di gravità. Siamo fortunati perchè la neve è andata via da poco tempo e l’erba e le ortiche non hanno ancora fatto in tempo a crescere rigogliose e non vanno oltre i 50/70 cm di altezza!
La Grignetta non si vede. I panorami sono appiattiti dalla scarsa luce diffusa dalle nuvole. Prendiamo un sacco di acqua ma non è temporale. Si può proseguire!
Alessandra è dispiaciuta di aver dimenticato la macchina fotografica perchè il prato è disseminato di colori.
I fiori di innumerevoli famiglie, generi e specie sono una gioia per gli occhi.

Centaurea - Foto: Paolo Cesa
Centaurea – Foto: Paolo Cesa

In una pozza d’acqua attrezzata dai pastori, notiamo qualche rospo, alcuni coleotteri predatori e larve di libellula anch’esse temibili predatrici.
Verrà anche qualche occhiata di sole e Alessandra sarà ancor più dispiaciuta di non poter catturare quella luce meravigliosa e quei colori dai toni magici.
Tra le tante cose che mi racconterà, Alex ha una Galleria fotografica in internet molto bella e capirò in seguito perchè si dispiaceva così tanto per la sua dimenticanza. Alessandra scatta delle foto meravigliose. il link: http://500px.com/matemate65. Dopo la pozza d’acqua il sentiero comincia a farsi esposto anche se solo lievemente…
Stiamo camminando sulla formazione rocciosa chiamata “Calcare di Prezzo” che sta sopra al “Calcare di Angolo”, entrambe formazioni del periodo Ladinico inferiore (sedimentate circa 240 milioni di anni fa). http://www.stratigraphy.org/index.php/ics-chart-timescale .
La banconata di rocce più bassa che forma il primo scudo rossiccio, precipita a valle per un centinaio di metri. E’ un calcare a stratificazione massiccia che alla vista può ricordare vagamente la Dolomia Principale di cui ho già scritto su Radar n 113 – apri – download gratuito.
Il Calcare di Prezzo invece è moto ben stratificato e nella sua parte basale racchiude gli strati rocciosi del “Banco a Brachiopodi”.
I Brachiopodi sono animali con la conchiglia. Qui, fossilizzati, ce ne sono a milioni, o a miliardi se preferite.

Tetractinella trigonella
Tetractinella trigonella

Sono grandi come una monetina. Non sono Molluschi e ne esistono alcuni anche oggi. Sono animali che si nutrono (e si nutrivano) attraverso una Leggi tutto “Selvaggia Grigna – CAI Corsico”

Milano Montagna – Professor Smiraglia. Intervento a Mountain in the City

Stefano Rossignoli 18 ottobre 2014 – Immagini: giuliamonego.com

Se la Montagna non va a Milano, Milano va alla Montagna.

Giulia Monego - Action in the Alps
Giulia Monego – Action in the Alps

 

Milano è una grande città e, per quanto io non ne sia il più grande amante, sono innumerevoli le occasioni e gli eventi che ogni giorno, in qualche modo, la colorano.

Questo w-end è stata la volta di “Mountain in the City“.

Sono stato lì la prima sera, in Università statale in via Festa del Perdono, dove qualche anno fa mi iscrissi e mi laureai in Scienze Naturali!

Free riders, guide alpine e sciatori estremi presentavano le loro attività, molto simili in alcuni aspetti a quello che cerco recentemente sulla mia Mountain Bike. Filmati spettacolari, mozzafiato che mi han fatto un po’ tornare quella voglia di sciare veloce e di saltare che spinge sempre forte dentro di me e che avevo nei primi anni 90, quando a metà maggio cominciavo ad aspettare la neve dell’inverno successivo…

Però non vi parlo di questo perchè non sono più dell’ambiente dello sci da molto tempo e non me ne intendo più. Posso solo sottolineare la mia ammirazione e invidia per Davide Capozzi e Luca Rolli che hanno ripetuto dopo 28 anni la discesa della “Parete che non c’è”, ovvero la Est dell’Aguille Blanche de Peuterey effettuata per la prima volta da Stefano De Benedetti nel 1986.

Sotto le pareti del M.Bianco ho vissuto per circa quattro anni della mia vita e ne ho sempre subito il timore e il fascino crescendo col mito di chi le percorreva sia in salita che in discesa con gli sci o la tavola…

Sottolineo poi la mia ammirazione per le donne free-rider.

Adoro da sempre le atlete, specialmente quelle un po’ più lanciate. Le ammiro sia fisicamente sia per la loro dedizione e mi ha colpito incrociare e vedere Giulia Monego, poter guardare i video che la ritraggono protagonista e conoscere un poco le sue conquiste…giusto per dirne una: 1° calssificata O’neill Xtreme’06 Verbier CH…

Giulia Monego - intervistata a "Mountain in the City" 16 ottobre 2014
Giulia Monego – intervistata a “Mountain in the City” 16 ottobre 2014 – foto facebook

Quello di cui vi parlerò invece è l’intervento del Professor Smiraglia che già conoscerete di certo.

La cosa che più mi ha affascinato questa volta è che c’è sempre qualcosa di nuovo. Ci si accorge dell’evoluzione della ricerca scientifica. E questo forse lo percepisco ancor di più da quando ne sono Leggi tutto “Milano Montagna – Professor Smiraglia. Intervento a Mountain in the City”