Guida alla descrizione e riconoscimento di invertebrati e tracce fossili (parte 8) Echinodermi

Stefano Rossignoli – 8 novembre 2013

Parte 1 – Introduzione. Come iniziare

Parte 2 –  Porifera, Archeociata, Stromatoporoidea

Parte 3 – Coelenterata (Coralli)

Parte 4 – Molluschi

Parte 5 – Le strutture geopetali

Parte 6 – Molluschi 2 – Gasteropodi

Parte 7 – Brachiopodi

Non ho ancora concluso (e chissà quando ci riuscirò?!!!) la settima parte del manuale/guida alla descrizione degli invertebrati fossili dedicata ai Brachiopodi ma eccomi qui almeno a introdurre l’argomento “Echinodermi” con qualche notizia generica che sia utile alla loro descrizione.

Il Taxon degli Echinodermi è davvero vasto. Se ne conoscono molti generi e specie attuali, pensate ad esempio alle Stelle Marine, ai Ricci, ai cetrioli e ai gigli di mare… Scientificamente hanno nomi diversi ma per ora li raggrupperemo tutti nel Taxon “Echinodermata”.

E’ certamente nel passato che gli Echinodermi mostrano il periodo di massimo splendore, soprattutto durante l’era primaria, nel Paleozoico.

E’ scoraggiante cercare di essere esaurienti in un articolo divulgativo ma ci proverò, un passo alla volta…

Primo: Gli Echinodermi attuali e con buona certezza quelli del passato sono tutti marini.

Questo non servirà molto a descriverli ma sarà utile nel “Passo successivo”, la ricostruzione paleoambientale, ovvero a utilizzare i fossili per comprendere come fosse un determinato ambiente nel passato…

Secondo: Il loro scheletro detto “Teca”, che è ciò che si conserva allo stato fossile, è composto da piastre di calcite.

Piastre di crinoide - calcare di Moltrasio - Monte Generoso
Piastre di crinoide – calcare di Moltrasio – Monte Generoso

E’ un mesoscheletro. Meso vuole dire che sta in mezzo, ovvero che contiene ed è ricoperto da parti molli che, normalmente, non si conservano allo stato fossile.

Gli Artropodi ad esempio hanno un esoscheletro che forma il loro strato più esterno.

Le piastre di calcite degli Echinodermi, in origine sono porose e, durante la fossilizzazione i pori tendono a riempirsi di altra calcite che segue il reticolo cristallino non distinguendosi dal minerale originale (quindi mostrando anche le stesse proprietà ottiche).

Terzo: La loro simmetria è pentamera, fino a diventare bilaterale e questa sarà una delle prime caratteristiche da elencare nella descrizione di un esemplare.

Quarto: Tutti presentano l’apparato ambulacrale, la bocca e l’ano e la loro forma, posizione, nonché la posizione delle piastre calcitiche che li delimitano saranno basilari nella descrizione.

Per quanto riguarda altre forme e strutture le tratterò, tempo permettendo, man mano che si presenteranno nei vari taxa…

 

crinoide-completo-monte-generoso-calcare-moltrasio
Un Crinoide piuttosto completo trovato sul Calcare di Moltrasio nel Giurassico inferiore del Monte Generoso

Le notizie principali per la descrizione saranno sempre quelle: la forma, la simmetria, i caratteri particolari che, come sempre e ancor più questa volta richiederanno una conoscenza approfondita dell’anatomia di questi animali.

E prima di tutto dovremo conoscere gli organismi attuali, poi potremo addentrarci nell’anatomia dei fossili.

Sottolineo ancora una volta come la forma e i caratteri particolari degli echinodermi spesso dipendano da localizzazione e caratteristiche delle piastre calcitiche di cui dovremo conoscere anche il nome!!!

 

La guida sarà in aggiornamento fino a che la riterrò soddisfacente.

A presto con i prossimi taxa.

Stefano Rossignoli 09 novembre 2013

 

Guida alla descrizione e riconoscimento di invertebrati e tracce fossili (parte 7) Brachiopodi

Stefano Rossignoli 7 giugno 2012 (in aggiornamento…)

Parte 1 – Introduzione. Come iniziare

Parte 2 –  Porifera, Archeociata, Stromatoporoidea

Parte 3 – Coelenterata (Coralli)

Parte 4 – Molluschi

Parte 5 – Le strutture geopetali

Parte 6 – Molluschi 2 – Gasteropodi

E’ passato tanto tempo dalla stesura dell’ultimo capitolo (Molluschi2 – Gasteropodi) ma rieccomi qui a studiare e scrivere ancora di Invertebrati fossili, sperando che non si noti nessun cambio di stile rispetto ai capitoli precedenti…o chissà, che si noti in meglio!!!

Parliamo di Brachiopodi.

Brachiopodi del Giurassico Inferiore del Monte Generoso
Brachiopodi del Giurassico Inferiore del Monte Generoso

Sono comparsi nell’era Paleozoica dal Cambriano ed esistono tutt’ora. Ne sono piene le nostre montagne italiane e a volte li calpestiamo senza saperlo e senza accorgercene…

Hanno un guscio a due valve (un guscio bivalve) ma non sono Molluschi. Sono Lofoforati. (il lofoforo è una struttura composta da piccoli tentacoli che serve per convogliare acqua e particelle di cibo, e microorganismi, alla bocca) Il guscio è comunque una parte dura quindi i brachiopodi hanno buona possibilità di conservazione nel tempo… Un’altra parte dura che si può conservare è il Brachidio, la struttura che sorregge il Lofoforo. Per descrivere e studiare il Brachidio bisogna di solito procedere alla distruzione del reperto per sezioni seriate, anche se adesso (sempre che ne valga le pena) si possono usare metodi di indagine non distruttivi …ma ovviamente più costosi!

Normalmente le valve del guscio si trovano ancora articolate (al contrario che nei molluschi bivalvi o Lamellibranchi).

Questo è dovuto a due coppie di muscoli (2 adduttori e 2 diduttori) che regolano sia l’apertura che la chiusura delle valve…Quando l’organismo muore quindi il guscio non si apre per forza come nel caso dei Lamellibranchi in cui un legamento elastico apre le valve e i muscoli le tengono chiuse.

Un’altra differenza sostanziale rispetto aiLamellibranchi riguarda la posizione di vita e, di conseguenza, la diversa orientazione delle valve.

piano-di-simmetria-e-commissura-brachiopodi
Differenza tra piano di simmetria e piano di commissura

Nel disegno qui sopra si dovrebbe notare la differenza tra il piano di simmetria di un brachiopode rispetto al suo piano di commissura.

I due piani sono perpendicolari tra loro (nei Molluschi Lamellibranchi i due piani spesso coincidono tra loro).

Una buona orientazione (nel senso di maneggiarlo come se lo si conoscesse!!!) prevede che la valva peduncolare stia sotto alla valva brachiale. Di solito la valva peduncolare è di dimensioni maggiori di quella brachiale.

 

Altro gruppo di Lofoforati sono i Briozoi…

 

Parte 8 – Echinodermi

 

La guida sarà in aggiornamento fino a che la riterrò soddisfacente.

A presto con i prossimi taxa.

Stefano Rossignoli 09 novembre 2013

Guida alla descrizione e riconoscimento di invertebrati e tracce fossili (parte 6) Molluschi 2 – I Gasteropodi

Stefano Rossignoli 23 febbraio 2012

Parte 1 – Introduzione. Come iniziare

Parte 2 –  Porifera, Archeociata, Stromatoporoidea

Parte 3 – Coelenterata (Coralli)

Parte 4 – Molluschi

Parte 5 – Le strutture geopetali

 

Un altro grandissimo taxon di molluschi è quello dei Gasteropodi. Oggi si trovano dappertutto, in acqua dolce, salata e sulla terra ferma (gli unici molluschi di terra ferma!). I loro gusci sono diffusissimi anche allo stato fossile e sono distribuiti dal Cambriano fino al Recente (ovviamente con maggior diffusione in rocce di origine marina a causa della maggior probabilità di seppellimento in caso di morte).

Gasteropode attuale - destrorso - sifonostomo - peristoma con espansioni alari
Gasteropode attuale (interno) – destrorso – sifonostomo – peristoma con espansioni alari

Mi rendo conto, studiando e ripassando, quanto sia complicata la loro descrizione, ma procediamo poco alla volta…

Procederei in questo modo: (per ora escludiamo i Gasteropodi patelliformi e ci concentriamo sulle forme più comuni)

Forma del guscio

Dalle planispirali più antiche, evolute o involute a seconda del rapporto tra larghezza dell’ultimo giro e dell’ombelico, a quelle ad avvolgimento elicospirale fusiformi, turricolate, biconiche, ecc, ecc. In caso di fossile in sezione si nota facilmente che il guscio non è diviso in camere ma c’è un unica cavità interna.

– Numero di giri

Quanti sono?

I giri sono delimitati dalla sutura adapicale (verso l’apice/protoconca) e dalla sutura abapicale (la parte più lontana dall’apice verso il peristoma). Se avete capito, avrete anche notato anche che la sutura però è sempre quella!!! La sutura è appiattita, incavata,sulcata o canalicolata?

Qui non c’è nulla da spiegare. Solo aggiungerei in questa fase della descrizione se è presente o meno la protoconca, di che tipo è, ovvero che forma ha e se è olostrofica (in asse con la teloconca) o eterostrofica (a circa 90° di inclinazione rispetto alla teloconca).

Infine direi come si distingue la protoconca dalla Teloconca. Potrebbe cambiare l’ornamentazione oltre che all’asse di crescita, ecc.

– Senso di accrescimento

…detto anche orientamento della conchiglia… Bisognerebbe orientarla con l’apice verso l’alto, il peristoma in basso e l’apertura del peristoma rivolta verso i propri occhi…

Sarà destrorso (quasi sempre) o sinistrorso? Se, orientando bene la conchiglia, guardo l’apertura del peristoma e la vedo a destra rispetto al resto della Leggi tutto “Guida alla descrizione e riconoscimento di invertebrati e tracce fossili (parte 6) Molluschi 2 – I Gasteropodi”