Complimenti Marco Restivo e complimenti Etna!

4 dicembre 2015 – Stefano Rossignoli

www.thecoronpost.com NON mi piace.

 

Eccolo il grande Vulcano!

Immagine di Marco Restivo https://www.flickr.com/photos/marcorestivo/22859103964/.

 

Uno dei miei sogni è quello di avere quattro soldi in più e qualche giorno per andare ad osservarlo mentre erutta!

E proprio questi giorni, a quattordici anni dalla mia laurea in Scienze Naturali, si è svegliato in una grande e spettacolare eruzione.

Questa volta i giorni forse potrei anche trovarli…certo, non dovrei arrampicare per un po’, non dovrei vedere persone che amo…e poi comunque mancano i quattro soldi in più ma non è un grosso problema.

Grazie a queste opere fotografiche meravigliose posso ammirare a più di 1000km, una delle meraviglie assolute del mondo: questo magnifico Vulcano che supera i 3300m di quota, un bestione di settecentomila anni che si affaccia sul Mar Mediterraneo.

Leggevo su facebook recentemente che ‘è in corso una piccola polemica sul fatto che la fotografia sia circolata in rete senza citazione della fonte e purtroppo è una cosa comune.

Cari bloggers e cari lettori ecc, ecc, l’etica di un post qualsiasi o di un articolo divulgativo deve essere ferrea e sono felice che scienzafacile.it sia sempre stato di esempio in questo citando sempre le fonti da cui attinge e linkandole direttamente ai siti di origine.

Personalmente sono molto felice che le immagini delle meraviglie della natura siano così facilmente reperibili.

Certo, anni fa immagini come queste potevano realizzarle in pochi e sarebbero pure state pagate milioni di lire ma oggi cambia tutto e certi lavori del passato, diventano tutt’altro che semplici passioni costose in termini di denaro, di tempo e di dedizione, quindi almeno riconosciamole con complimenti e gratitudine

Tanto di cappello allora a questa immagine e al suo autore Marco Restivo e grazie a tutti e tutte, fotografi e fotografe che ci illustrano il mondo e che, spesso, abbelliscono questo sito internet!

E grazie Monte Etna.

Grazie! …a tutte le meraviglie della natura!

A presto Monte Etna!

Milano Montagna – Professor Smiraglia. Intervento a Mountain in the City

Stefano Rossignoli 18 ottobre 2014 – Immagini: giuliamonego.com

Se la Montagna non va a Milano, Milano va alla Montagna.

Giulia Monego - Action in the Alps
Giulia Monego – Action in the Alps

 

Milano è una grande città e, per quanto io non ne sia il più grande amante, sono innumerevoli le occasioni e gli eventi che ogni giorno, in qualche modo, la colorano.

Questo w-end è stata la volta di “Mountain in the City“.

Sono stato lì la prima sera, in Università statale in via Festa del Perdono, dove qualche anno fa mi iscrissi e mi laureai in Scienze Naturali!

Free riders, guide alpine e sciatori estremi presentavano le loro attività, molto simili in alcuni aspetti a quello che cerco recentemente sulla mia Mountain Bike. Filmati spettacolari, mozzafiato che mi han fatto un po’ tornare quella voglia di sciare veloce e di saltare che spinge sempre forte dentro di me e che avevo nei primi anni 90, quando a metà maggio cominciavo ad aspettare la neve dell’inverno successivo…

Però non vi parlo di questo perchè non sono più dell’ambiente dello sci da molto tempo e non me ne intendo più. Posso solo sottolineare la mia ammirazione e invidia per Davide Capozzi e Luca Rolli che hanno ripetuto dopo 28 anni la discesa della “Parete che non c’è”, ovvero la Est dell’Aguille Blanche de Peuterey effettuata per la prima volta da Stefano De Benedetti nel 1986.

Sotto le pareti del M.Bianco ho vissuto per circa quattro anni della mia vita e ne ho sempre subito il timore e il fascino crescendo col mito di chi le percorreva sia in salita che in discesa con gli sci o la tavola…

Sottolineo poi la mia ammirazione per le donne free-rider.

Adoro da sempre le atlete, specialmente quelle un po’ più lanciate. Le ammiro sia fisicamente sia per la loro dedizione e mi ha colpito incrociare e vedere Giulia Monego, poter guardare i video che la ritraggono protagonista e conoscere un poco le sue conquiste…giusto per dirne una: 1° calssificata O’neill Xtreme’06 Verbier CH…

Giulia Monego - intervistata a "Mountain in the City" 16 ottobre 2014
Giulia Monego – intervistata a “Mountain in the City” 16 ottobre 2014 – foto facebook

Quello di cui vi parlerò invece è l’intervento del Professor Smiraglia che già conoscerete di certo.

La cosa che più mi ha affascinato questa volta è che c’è sempre qualcosa di nuovo. Ci si accorge dell’evoluzione della ricerca scientifica. E questo forse lo percepisco ancor di più da quando ne sono Leggi tutto “Milano Montagna – Professor Smiraglia. Intervento a Mountain in the City”

Ghiacciaio del Pre de Bar – Storia di avanzate e ritiri negli ultimi 20000 anni

Stefano Rossignoli 29 luglio 2014

ghiacciaio di pre de bar 1983 sf
ghiacciaio di pre de bar 1983 per scienzafacile.it

Ho revisionato appena ora l’articolo sottostante che tratta di ghiacciai e di uno in particolare, quello di Pre de Bar sul quale ho girato anche un breve video-post durante l’estate 2012.

Ieri, mio papà ha voluto perdersi nei ricordi e ha rovistato tutta la sera nel borsone delle fotografie di famiglia. Un album di fotografie scattate in Val Ferret mi ritraeva piccino, all’età di circa 10 anni durante una gita in cui andammo ad osservare la fronte del Ghiacciaio di Pre de Bar (rigorosamente da lontano… “Non ci si avvicina alle fronti dei ghiacciai. E’ pericoloso” ripeteva insistentemente mio papà! …come dargli torto in questo e in molti altri casi?).

E’ dunque intorno al 1983 che è stata scattata questa splendida immagine di apertura che può solo far morire d’invidia noi, amanti dei ghiacci alpini che vanno scemando di anno in anno. (ingranditela e godetevela cliccandoci sopra!)

Auguriamoci almeno che gli anni senza estate come questo servano ad addobbare di nuovo le alte vallate alpine e appenniniche, nonché  a regalarci riserve abbondanti d’acqua per il futuro…

Stefano Rossignoli 27 settembre 2012

Ghiacciaio di Pre de Bar - La netta linea di separazione...
Quel che resta del Ghiacciaio di Pre de Bar e la netta linea di separazione…

Scherzosamente, io e il mio socio di trekking Daniele abbiamo definito la nostra vacanza, una vacanza scientifica perchè, per mia fortuna, durante il nostro trekking 2012 (vedi gli altri trekking qui) io ero molto allenato, lui un po’ meno, allora ne approfittavo sempre per chiacchierare, spiegare, puntualizzare su tutto ciò che vedevamo e per mia fortuna Daniele ascoltava senza annoiarsi…

Il nuovo video post riguarda le avanzate e i ritiri del Ghiacciaio di Pre de bar in alta Val Ferret (AO) e in questo frangente volevo spiegare brevemente come si può ricostruire la sua storia semplicemente dai depositi lasciati e, in questo caso, semplicemente dal colore dei depositi e dall’attività erosiva …ma forse è meglio se prima vi guardate il video.

Bene. Da cosa dipende la differenza di colore tra l’alloggiamento del ghiacciaio negli anni 80/primi anni 90 e quello invece più antico della Piccola Età Glaciale? Dipende soprattutto dalla vegetazione…

I sassi, ecc lasciati liberi negli anni 90 non sono ancora stati popolati dalla vegetazione. Forse solo da qualche lichene o poco altro, mentre le zone libere dal ghiacciaio da oltre 100 anni sono ricche di copertura vegetale.

Anche gli alberi, man mano che passa il tempo riescono a colonizzare le morene glaciali fino a certe quote, ma hanno bisogno di tempo appunto.

Quindi, dalla copertura vegetale da cui dipende anche il colore delle morene si può ricostruire da quanto tempo queste siano state abbandonate dal ghiacciaio. Il colore delle rocce delle morene dipende anche dall’alterazione chimica ma anche le reazioni chimiche hanno bisogno di tempo…

Questo ovviamente lo si può fare anche ad occhio per casi come questo…

Un altro fattore importante per comprendere da quanto tempo il ghiacciaio se ne sia andato, è quello dell’erosione.

Superfici appena abbandonate presentano spigoli netti (morene aguzze ad esempio) ed intensa attività erosiva e gravitativa.

Superfici antiche sono sempre più arrotondate e smussate man mano che l’età aumenta…

Così, e con un po’ di esperienza si può ricostruire la storia di un ghiacciaio nelle ultime migliaia di anni.

Da sottolineare che oggi la vegetazione è anche misurabile. La lichenometria (studio della dimensione dei talli lichenici) e soprattutto la dendrogeomorfologia (studio degli anelli di accrescimento dei fusti degli alberi in base alla loro posizione nello scenario geologico) ci ‘regalano’ ogni giorno nuovi dati per comprendere al meglio i cambiamenti dei ghiacciai: indicatori climatici e ambientali di prim’ordine.

Con questo vi saluto e vi do appuntamento alla ricostruzione di avanzate e ritiri glaciali in base alla morfologia di una valle laterale della Val Ferret.

A presto.

Stefano Rossignoli