Per ora i Crinoidi li ho trovati in Valle d’Aosta!

Stefano Rossignoli 5 agosto 2012

Chi pensava che in Valle d’Aosta fosse impossibile trovare fossili?

Una moltitudine di colori!
Una moltitudine di colori!

Io ad esempio, fino a qualche anno fa, prima di studiare che i calcari si formano in mare per opera di organismi…

Sono infatti alcuni organismi invertebrati, uni o pluricellulari, animali e vegetali, a fissare nei loro gusci e scheletri il carbonato di calcio che forma in seguito le rocce calcaree che spesso troviamo in montagna!

Mi ricordo come fosse ieri!

Corricchiavo un po’ di anni fa per la Val di Rhemes e, di ritorno dal Colle della Nivoletta (che non è il Colle del Nivolet!!!), mi imbattei in rocce biancastre e giallognole su cui crescevano le Stelle Alpine.

Sapevo già che le stelle alpine hanno bisogno di un substrato di rocce calcaree per poter crescere spontaneamente.

Mi venne l’idea che le rocce su cui stavo correndo potessero essere calcescisti, ovvero dei calcari sottoposti a una certa pressione, temperatura, nonché a sforzi di taglio laterali (più o meno gli stessi sforzi a cui sottoponiamo la pasta di una torta quando la impastiamo a mano.).

Allora avevo solo una vaga idea delle dinamiche dell’orogenesi Alpina e Prealpina pur essendo quasi laureato in Scienze Naturali. Ora ne ho un’idea almeno un po’ meno vaga…

Mi ricordo ancora l’idea per giunta normale di sperimentare e provare a mettere una goccia di Acido Cloridrico (HCl)  al 5% su un campione che avevo prelevato.

Ero in Laboratorio di PalVert, sotto gli occhi dell’amico e collega Geologo Marco Rusconi, allora dottorando in Paleontologia a Milano, solo che al posto dell’HCl avevo preso l’Acido Acetico (CH3COOH) che è un acido molto debole e mi chiedevo perchè non reagisse…

Marco, giustamente, mi prese in giro e mi ha preso in giro per anni per quell’errore e magari lo farà anche ora!!!

Purtroppo però l’HCl non era disponibile, quindi la prova all’acido non la feci mai più…

Essendo venuto in possesso recentemente di una Carta Geologica della Val di Rhemes, ho potuto constatare che i Calcescisti ci sono eccome (anche se ormai lo avevo dato per scontato). In più, sarebbero state trovate piastre di Crinoidi (nei pressi di Villeneuve).

I Crinoidi sono degli Echinodermi (esistono ancora oggi e vengono chiamati Gigli di Mare), parenti di Ricci di Mare, Stelle Marine, ecc e le piastre che li compongono hanno anch’esse una simmetria pentamera, ovvero sono pentagonali o di forma riconducibile ad un pentagono regolare o ad una stella a cinque punte. A volte sono circolari…e hanno sempre un buchetto nel centro.

Essendo formati da cristalli di Calcite, sono piuttosto resistenti al METAMORFISMO, ovvero a quei processi banalmente descritti prima, quindi si possono trovare i Crinoidi in uno stato di conservazione decente anche in rocce trasformate in quel modo…

E QUINDI?

A CACCIA!!!

La Granta Parei
La Granta Parei

Vado verso i laghetti della Granta e so che passerò attraverso i Calcescisti di Rhemes. Li conosco bene ormai e vedo parecchie cose che potrebbero essere stati Crinoidi anche se non sono certo a Villeneuve, ma le piastre non sono molto riconoscibili, fino a che, come al solito, SUL SENTIERO, calpestabili e calpestati da chiunque decine di volte al giorno, ecco qui…

Una piastra di Crinoide nei Calcescisti Giurassici dell'alta Val di Rhemes
Una piastra di Crinoide nei Calcescisti Giurassici dell’alta Val di Rhemes
Una piastra di Crinoide nei Calcescisti Giurassici dell'alta Val di Rhemes-2
Una piastra di Crinoide nei Calcescisti Giurassici dell’alta Val di Rhemes-2

Pentagonale è pentagonale. Il metamorfismo lo ha un po’ massacrato ma è, o era se preferite, un Crinoide!

A tre ore a piedi o un’oretta e mezza di corsettina blanda da Thumel, Val di Leggi tutto “Per ora i Crinoidi li ho trovati in Valle d’Aosta!”

Si fa presto a dire quarzo!

Luca Inzerillo 31 agosto 2011

Il quarzo, oltre ad essere uno dei minerali più diffusi nella crosta terrestre (ne costituisce il 12% in volume), è sicuramente uno dei più noti minerali esistenti. Ognuno di noi lo avrà ammirato in qualche museo nella limpida e trasparente forma dei cristalli di rocca, o più semplicemente avrà notato le sue bianche vene all’interno delle rocce durante una passeggiata in montagna. In effetti la sua abbondanza si riflette nella sua presenza in moltissime rocce ed in una grandissima varietà di forme dei suoi cristalli.

Quartz,_Sphalerite,_Pyrite,_Mangano_Calcite,_Rhodochrosite_1

Figura 1 – Cristallo di Quarzo. Perù. Immagine tratta da wikipedia.com

 

Ma forse non tutti sanno che il quarzo è una delle tante fasi polimorfiche della silice.

Per polimorfismo si intende la possibilità che un composto chimico cristallizzi in diverse strutture. Infatti, il composto SiO2, noto come silice, presenta ben 22 differenti fasi di cristallizzazione.

 

La fase più nota e diffusa in natura è il quarzo-α romboedrico, componente abbondante delle rocce magmatiche acide (cioè ricche di silice), sia intrusive che effusive. Sicuramente il quarzo-α di queste rocce è cristallizzato inizialmente come quarzo-β, ovvero la fase esagonale stabile a più alta temperatura; tuttavia, durante il raffreddamento di queste rocce, tutto il quarzo-β si trasforma immediatamente in Leggi tutto “Si fa presto a dire quarzo!”