Davide Bertè – ottobre 2015

Davide Bertè

Davide Bertè

In questi giorni sta infervorando una polemica contro il Museo di Antropologia criminale Cesare Lombroso a Torino e si stanno raccogliendo delle firme per farlo chiudere.

Vediamo di approfondire la questione e perchè, secondo me, non solo sarebbe assolutamente sbagliato chiuderlo, ma anzi sarebbe consigliato visitarlo.

Il museo è un omaggio della città a questo pseudo-scienziato che teorizzò l’inferiorità dei meridionali rispetto ai settentrionali, ad oggi le sue teorie che si basano sulla fisiognomica, sono riconosciute false e senza fondamenti scientifici, ma quel museo resta ancora aperto e mostra al suo interno centinaia di crani, diversi scheletri e ricostruzioni di volti in cera, ma con peli e capelli originali.

Tra i vari commenti in rete si trova anche un intervento di un insegnante che scrive, a proposito delle teorie lombrosiane: “La Comunità scientifica le ha definite ‘pseudoscienza’, ecco perchè appare inquietante e innammissibile il fatto che nel 2009 sia stato riaperto a Torino il Museo Lombroso, dove gli ignari visitatori, compresi i tanti studenti, trovano esposti centinaia di resti umani e, tra questi il cranio del Villella presentato come grande scoperta. Ecco, io ritengo che, in nome della morale e della dignità dell’uomo ed anche in considerazione del fatto che i musei sono agenzie educative dello Stato che devono veicolare sapere, cultura e valori umani e non errori, questo museo andrebbe chiuso e i resti umani restituiti alle famiglie, ove ve ne siano, o ai Comuni di appartenenza affinchè venga data loro degna sepoltura.

Mi fermo a queste due citazioni, ma potrei riportarne molte altre, perchè già contengono in nuce tutti gli elementi necessari alla mia critica.

cesare lombroso

Cesare Lombroso

Non so se chi ha tanto criticato il Museo di Antropologia criminale Cesare Lombroso lo ha davvero visitato, quello che è sicuro è che non lo ha capito.

Questo tipo di pensieri denota solo la generale ignoranza di cosa sia veramente la Scienza e l’elevato grado di analfabetismo scientifico in Italia. Vediamo il perché.

1 – “I musei sono agenzie educative dello Stato”. Innanzitutto questo Museo è un museo STORICO, vale a dire che ricostruisce lo studio del Lombroso e raccoglie numerosi reperti a lui appartenuti. La storia non andrebbe mai cancellata, a prescindere. E’ come affermare che metà dei musei di Berlino andrebbero chiusi perchè legati al terzo Reich.

2 – “I musei non devono veicolare errori“. Il percorso museale fornisce tutti gli strumenti necessari al visitatore per contestualizzare storicamente il lavoro di Cesare Lombroso. Le teorie lombrosiane vengono riportate e non esaltate, differenza sostanziale. Secondo questa logica dovrebbe chiudere anche il Museo delle cere anatomiche di Firenze perchè alcune non

sono esatte!

3 – “Pseudo-scienziato“. Il Lombroso non fu uno pseudo-scienziato. Fece delle osservazioni, sviluppò una ipotesi, raccolse dati e cercò di verificarli. Questo è metodo scientifico sperimentale.

Altri scienziati dopo di lui raccolsero ulteriori prove e confutarono l’ipotesi. Anche questo normale processo di continua verifica delle conoscenze è tipico della Scienza. Una ipotesi scientifica deve essere confutabile, altrimenti esce dal campo della Scienza (vedi il falsicazionismo di Karl Popper).

4 – “Pseudo-scienza“. La Scienza non racconta verità assolute e non è nemmeno sua intenzione farlo. Criticare una teoria in auge nel passato solo perchè adesso se ne è affermata una nuova, senza tenere conto del contesto storico, è un gravissimo errore. Non si deve stigmatizzare chi ha fatto ipotesi che poi si sono rivelate errate. Qualsiasi scienziato degno di questo nome, di fronte a evidenze empiriche e a dimostrazioni rigorose contrarie alla sua ipotesi, la abbandonerebbe. Insomma, se Lombroso avesse potuto seguire gli sviluppi storici e scientifici, probabilmente non sosterrebbe più le sue tesi.

5 – “…trovano esposti centinaia di resti umani“. E’ assolutamente normale che un Museo di antropologia esponga resti umani, altrimenti si chiamerebbe in un altro modo. Se mostrare resti umani fosse considerato offensivo dovremmo chiudere anchela famosa cripta dei cappuccini di Roma e tutti i vari ossari in giro per il mondo, i musei archeologici, Pompei, etc.

Forse vale anche la pena ricordare che Lombroso non considerava tutti i delinquenti come criminali nati, ma solo quelli con alcuni ‘segni’ caratteristici. Tutti gli altri, ovvero la maggior parte, erano spinti al crimine dalle cattive condizioni sociali; per costoro Lombroso invocava riforme e addirittura sconsigliava la galera. Le sue tesi, nella formulazione originale, erano ben diverse dal voler favorire delle misure restrittive e repressive.

Inoltre, è grazie a lui e a Ottolenghi se è stata creata la polizia scientifica; la stessa che oggi analizza la scena del crimine e trova gli indizi necessari.

Letture consigliate

Per approfondire la figura del Lombroso vi è lo splendido e documentatissimo libro:

Mary Gibson (2004) Nati per il crimine. Cesare Lombroso e le origini della criminologia biologica. Ed. Bruno Mondadori.

Per tutti gli sviluppi che si sono avuti dalle sue teorie invece:

Silvano Montaldo e Paolo Tappero (2009) Cesare Lombroso cento anni dopo. Utet editore.

Immagine di Cesare Lombroso da www.cesarelombroso.net (sconsigliato ai bambini)