La PEG …o Piccola Età Glaciale

Prima di tutto devo chiarire che un’era glaciale o glaciazione (quando si parla con me…) è un periodo di tempo e non un film!!!
In secondo luogo, anche se a molti sembrerà strano, durante una glaciazione le temperature non sono così basse come ci si aspetterebbe. C’è l’estate, l’autunno, l’inverno e la primavera, il tutto un po’ più fresco di adesso!
Nelle glaciazioni quaternarie (vedi scala dei tempi geologici) le temperature medie sono state più basse al massimo di circa 7 °C rispetto alle attuali. Ma delle grandi glaciazioni quaternarie parleremo in seguito.

Per capire al meglio queste grandi glaciazioni, cominciamo a trattare con qualcosa di simile e soprattutto di visibile e documentato, appunto la ‘Piccola Età Glaciale’ detta ‘PEG’ dagli addetti ai lavori.

Stefano Rossignoli 5 febbraio 2010

Se vuoi, prima leggi ‘Che cosa è un ghiacciaio’

Qui parliamo anche di storia, non solo di scienze.
Parliamo di qualcosa avvenuto tra il 1550 e il 1850, Quindi relativamente poco tempo fa!
Ma cosa è avvenuto di così straordinario da meritarsi questo nome?

Prima di tutto devo chiarire che un’era glaciale o glaciazione (quando si parla con me…) è un periodo di tempo e non un film!!!
In secondo luogo, anche se a molti sembrerà strano, durante una glaciazione le temperature non sono così basse come ci si aspetterebbe. C’è l’estate, l’autunno, l’inverno e la primavera, il tutto un po’ più fresco di adesso!
Nelle glaciazioni quaternarie (vedi scala dei tempi geologici) le temperature medie sono state più basse al massimo di circa 7 °C rispetto alle attuali. Ma delle grandi glaciazioni quaternarie parleremo in seguito.

Per capire al meglio queste grandi glaciazioni, cominciamo a trattare con qualcosa di simile e soprattutto di visibile e documentato, appunto la ‘Piccola Età Glaciale’ detta ‘PEG’ dagli addetti ai lavori.

Se prendete una qualsiasi immagine di un ghiacciaio alpino che abbia ancora una lingua, o meglio andate ad osservarlo dal vero, vi renderete conto che ai lati della lingua ci sono delle montagne di detriti allungate nella direzione della lingua stessa.
Queste sono le morene di sponda formate dal ghiacciaio mentre stava avanzando.
Si nota quasi sempre come sia piccolo il ghiacciaio, là in fondo, dentro questi altissimi ‘muri’ laterali.

In rosso le morene di sponda, in blu il ghiacciaio attuale

Le morene di sponda si formano perchè il ghiacciaio in espansione è gonfio e spinge i detriti lateralmente e in più questi scivolano anche dal centro della lingua verso l’esterno (vedi figura)

schema

Si deduce automaticamente quanto doveva essere più grande il ghiacciaio nel momento in cui ha costruito quelle morene…

Beh, in questo caso però non dobbiamo fare deduzioni o ipotesi. Alla fine del 1800 esisteva già la fotografia e abbiamo le immagini di tantissimi ghiacciai che sono ancora estremamente vicini alle loro enormi morene di sponda.
E ci sono un sacco di documenti di paeselli, alpeggi e pascoli che erano stati invasi, cancellati o minacciati dall’avanzata dei ghiacciai.
Addirittura si scrivevano lettere al Papa per invocare Dio affinchè interrompesse l’espansione dei ghiacciai…

Le immagini parlano chiaro…
Se invece di spulciare tra le mie fotografie si guardassero quelle degli archivi del Comitato Glaciologico Italiano, o ad esempio del Servizio Glaciologico Lombardo (online) si potrebbero notare i passi indietro e i passi avanti fatti dai ghiacciai alpini negli ultimi anni…

Ad esempio, nel 1850 i ghiacciai ricominciarono a ritirarsi. Nel 1961 circa però assistiamo ad una nuova avanzata, una ‘piccola’ avanzata durata fino al 1985.
Questa è chiamata di solito ‘pulsazione’… E’ durata troppo poco per meritarsi il nome di Età Glaciale!
Ecco un esempio di piccola morena costruita in questa pulsazione dal ghiacciaio di Lavassey (Val di Rhemes – Aosta):

Piccola morena di sponda evidenziata in rosso e fotografata dalla morena formatasi durante PEG

Dal 1986 in poi, i ghiacciai hanno ricominciato ad indietreggiare fino alla situazione che conosciamo bene oggi.

Queste avanzate e ritirate glaciali, dipendono ovviamente dalla temperatura media, soprattutto di quella estiva.
La cosa incredibile è che per avere la piccola età glaciale è bastato un abbassamento delle temperature medie di circa 1°C rispetto all’attuale, che a pensarci bene è pochissimo.
Vuole dire che in un giorno di estate, dalle nostre parti, invece di 30°C, in quel periodo ce n’erano all’incirca 29!!! Una variazione irrisoria, ma sufficiente perchè in inverno si accumulasse più neve sui monti e in estate se ne sciogliesse di meno, in modo da ‘caricare’ maggiormente i bacini di accumulo dei ghiacciai che poi hanno risposto con una certa inerzia avanzando…

Anche nell’ultima pulsazione glaciale si sono formate delle morene di sponda e delle morene frontali (vedi foto qui sopra). Queste sono di minori dimensioni rispetto a quelle della PEG ed essendo soggette all’erosione, si stanno cancellando velocemente. In alcuni casi sono già obliterate.
I processi erosivi, vicino al ghiacciaio sono molto attivi e modificano continuamente la forma del rilievo. Di certo l’ambiente periglaciale è uno tra gli ambienti naturali più attivi e dinamici che si conoscano…

Andiamo a vedere un Ghiacciaio

Per curiosità aggiungo la fotografia di una morena frontale lasciata in un breve momento di stasi durante il generale ritiro del ghiacciaio.

Antica (ma non troppo) morena frontale (Rhemes Notre Dame - AO)

Bibliografia:

‘Guida ai Ghiacciai e alla Glaciologia’  di Claudio Smiraglia

…nonchè un corso di laurea in Scienze Naturali (annessi e connessi) e  numerose osservazioni!!!