Il Monte generoso era fuori dai ghiacciai Quaternari?

Stefano Rossignoli – luglio 2013

E’ sera.

Ho lavorato tutto il giorno come guida alla Grotta dell’Orso sul Monte Generoso.

Qualche giorno fa mi sono quasi rotto un braccio e non riesco ancora a guidare la mia splendida bicicletta.

Oggi comunque ho voglia di farmi un giro per la montagna e decido di percorrere a piedi buona parte del Versante Occidentale della montagna.

Il sentiero che sto percorrendo è bellissimo, piuttosto curato e attraversa un ambiente eccezionale.

E’ sempre facile ma decisamente pericoloso a causa della pendenza di questo versante e uscire dal sentiero o scivolar fuori in alcuni punti non darebbe speranza di scamparla. Diciamo che non ci porterei un bambino o una persona non abituata a camminare in montagna…

Il ripido versante poco sotto "Bellavista"
Il ripido versante poco sotto “Bellavista”

 

Sono partito da Bellavista nei pressi della stazione intermedia del trenino a Cremagliera che porta alla Vetta del Monte Generoso.

Da qui, a circa 1300m di quota, il sentiero attraversa il versante a mezza costa e in leggera discesa. Ad un certo punto poi, dei ripidi tornanti mi fanno perdere quota fino a circa 1000m.

Arrivo all’Alpe di Melano a 917m sul livello del mare. Questo è un luogo incantato.

Uno scorcio dall'Alpe di Melano
Uno scorcio dall’Alpe di Melano

Mi fermo ad osservare il paesaggio e il Lago di Lugano dall’alto.

Mi rinfresco ad una sorgente nelle vicinanze dell’Alpe.

A questa quota, la montagna al suo interno è carica di acqua e alcune sorgenti sono sempre attive.

Sorgente nei pressi dell'Alpe ma un po' fuori mano!
Sorgente nei pressi dell’Alpe ma un po’ fuori mano!

A quote più elevate la montagna si riempie d’acqua solo in caso di piogge importanti poi, più o meno velocemente, l’acqua scorre o comunque percola verso il basso attraverso gli strati e le abbondanti grotte per poi fuoriuscire alle quote più inferiori…

Riparto sul sentiero che continua a mezza costa sui ripidi pendii occupati da rocce e bosco.

Qualche camoscio cammina davanti a me anticipandomi sul sentiero.

Su un costone della montagna, a quota leggermente inferiore ai 900m, mi rendo conto che l’ambiente cambia.

Il versante in qualche punto è meno inclinato e non affiorano più le rocce calcaree del Monte Generoso ma mi trovo circondato da massi di Gneiss e di Granito, due rocce che non dovrebbero trovarsi da queste parti ma al centro delle Alpi…

 

Grosso masso erratico di Gnaiss - Il bastone appoggiato è lungo circa un metro
Grosso masso erratico di Gnaiss – Il bastone appoggiato è lungo circa un metro

Questi sassi che vanno dalla dimensione della ghiaia fino a qualche metro cubo, sono qui perchè sono stati depositati dai ghiacciai quaternari, ovvero quelli che fino a poco meno di 20000 (ventimila) anni fa partivano dal centro delle Alpi e percorrevano anche la valle attualmente occupata dal Lago di Lugano trasportando e depositando il materiale preso in carico durante il loro lungo tragitto verso la Pianura Padana…

Per il loro “Errare”, nel senso di “Viaggiare”, queste rocce vengono chiamate “Massi Erratici”, “Trovanti Glaciali” o semplicemente “Erratici” o “Trovanti” e mostrano spesso fino a che quota il ghiacciaio lambiva le Montagne come il Monte Generoso.

Differenza tra la roccia tipica del Monte Generoso (calcare di Moltrasio) e un piccolo masso di granito proveniente dalle Alpi Centrali
Differenza tra la roccia tipica del Monte Generoso (calcare di Moltrasio) e un piccolo masso di Granito proveniente dalle Alpi Centrali

Ho scritto questo semplice articolo perchè molto spesso i turisti, i passanti e alcuni visitatori della Grotta in cui lavoro mi dicono che il Monte Generoso era fuori dai ghiacciai ma, come sempre, è tutto relativo!

Non mi accontento di affermare che i Ghiacciai sul Monte Generoso c’èrano ma, in stile con scienzafacile, ho voluto spiegare il motivo per cui si può affermare che qui i ghiacciai c’erano, arrivavano ad una quota di circa 900m sul versante occidentale mentre solo i restanti 700m superiori di montagna restavano fuori dal flusso glaciale come fossero una “Piccola” isola in un mare di ghiaccio di ghiacciaio in movimento!

La Photogallery completa su www.stefanorossignoli.com – Photogallery

Museo di Arsago Seprio (VA) – La nuova sala paleontologica

2 maggio 2013

E’ davvero una soddisfazione per me, vedere i lavori che vanno a buon fine.

Un paio di anni fa, tramite il mio prof. di Paleontologia dei Vertebrati, venni contattato dalla Sopraintendenza ai beni Archeologici e tra qualche peripezia, feci un inventario di fossili al Museo di Arsago Seprio.

Fabio Bona
Fabio Bona

Lo scopo dell’inventario era regolarizzare la collezione presente in museo, donata dal Dott.Politi, in modo da poter ufficializzare e realizzare un’esposizione di carattere scientifico, divulgativo e didattico presso lo splendido e già presente Civico Museo Archeologico di Arsago.

La collezione inventariata, si componeva principalmente di una fauna a pesci e rettili italiani. Erano presenti anche alcuni resti di invertebrati e di vegetali…

Molti fossili (soprattutto pesci) provenivano da Bolca, famosa località fossilifera che si trova a nord di Verona e i Rettili erano del Monte San Giorgio che ben conoscete se frequentate scienzafacile.it.

Tutti i fossili erano esteticamente notevoli ed alcuni anche in ottimo stato di conservazione. Alcuni di questi erano rari, nonché scientificamente importanti.

Il lavoro di inventario, per quanto semplice, fu minimamente problematico per vari motivi, logistici e di rapporti con la Sopraintendenza…

Comunque sia, riuscii a finire il lavoro in un tempo relativamente breve grazie alle istituzioni di Arsago, primo tra tutti l’assessore alla Cultura Martino Rosso che mi venne incontro aprendomi il Museo anche quando la gente dovrebbe far vacanza e che mi permise di lavorare senza dover guardare troppo l’orologio!

Durante il mio lavoro, la dottoressa Alpago Novello, colonna del Museo di Arsago, mi portò a vedere una nuova sala adiacente al museo. La saletta era in restauro ma mi fu anticipato che avrebbe accolto la nuova collezione paleontologica Politi.

Mantennero la promessa e qualche giorno fa ho assistito all’inaugurazione della nuova sala visitando il museo in prima persona.

Ho espresso il mio piacere per il risultato a Martino Rosso e al dott. Fabio Bona che si è occupato della parte scientifica, dell’esposizione e dei pannelli didattici molto esaurienti, utili sia per il turista sia alle visite da parte delle scolaresche. Fabio, se non lo conoscete già è un amico, un collega, nonchè responsabile degli studi, e degli scavi alla Caverna Generosa del Monte Generoso in Val d’Intelvi .

Il risultato ve lo lascio tutto da scoprire. Vale certo la pena fare un giro da quelle parti.

Io sono rimasto affascinato non solo dalla nuova sala Paleontologica ma anche e soprattutto dai reperti archeologici relativi alle antiche popolazioni che abitarono la zona a partire da almeno 3000 anni a.C. fino a poche centinaia di anni fa e dalla storia che se ne percepisce…

Allora, passate ad Arsago per una visita.

Non ve ne pentirete!