Quando due mondi collidono: il Grande Scambio Biotico Americano

Davide Bertè – gennaio 2015

13 gennaio 2015 – Scrivo una brevissima presentazione, soprattutto per ringraziare Davide per aver reso disponibile questo prezioso testo a lettrici e lettori di scienzafacile.it che troveranno curiosa questa raccolta di notizie, nonché utilissima nello studio della paleobiogeografia e paleoecologia.

Recentemente gli è stato commissionato un capitolo intitolato “Paleontologia e paesaggio” da inserire in un libro che parla del “Paesaggio” in senso ecologico, ovvero, una visione più ampia dell’ecosistema per cui vi riporto a due letture, ma prima leggete l’estratto di Davide che ci racconta dei ripetuti passaggi di mammiferi tra le due Americhe!

La prima lettura è in casa nostra, il primo articolo che ho pubblicato su scienzafacile in cui cerco di far capire che l’unica arca che potrebbe conservare integralmente la vita sulla Terra è la Terra stessa a causa dell’estrema variabilità e interazione degli ecosistemi  e la seconda in un libro del 1999 che cerca di spiegare cosa sia l’Ecologia del Paesaggio http://www.treccani.it/enciclopedia/ecologia-del-paesaggio_%28Frontiere_della_Vita%29/) .

Il libro per cui ha scritto Davide uscirà a breve in Brasile ma noi abbiamo una delle fonti che parla e scrive nella nostra lingua e siamo contenti di poterne approfittare!

Grazie Davide!!!

SR

Davide Bertè
Davide Bertè

Circa tre milioni di anni fa l’emersione dell’istmo di Panama mise in collegamento il continente nord americano con quello sud americano.

Il Sud America terminò così un lungo periodo di isolamento cominciato circa 84 milioni di anni fa, quando si era separato dall’Africa. L’apertura dell’Atlantico meridionale durante il Cretaceo Superiore, l’ultima epoca del Mesozoico, determinò quindi la separazione di Africa e America meridionale.

Quando avvenne la separazione, gli ecosistemi delle terre emerse erano ancora dominati dai grandi dinosauri ma i mammiferi erano già presenti e differenziati nei principali gruppi: prototeri o monotremi (che depongono le uova), metateri o marsupiali ed euteri o placentati.

Con la separazione dall’Africa animali e piante sudamericane si ritrovarono completamente isolati dal resto del mondo; circa 65 milioni di anni fa l’estinzione dei dinosauri rese disponibili numerose nicchie ecologiche e i mammiferi ebbero una straordinaria radiazione adattativa.

Il Sud America funse da enorme laboratorio naturale e le strade dell’evoluzione portarono i marsupiali qui presenti verso soluzioni adattative uniche. Molte delle forme evolute in Sud America erano endemiche di questo continente e non avevano corrispettivi nel resto del mondo. Tra i gruppi più importanti vi erano sicuramente gli xenartri, che devono il loro nome (in greco: “strana articolazione”) alla presenza di una articolazione accessoria tra le vertebre, assente in tutti gli altri mammiferi. Al superordine degli xenartri appartengono vermilingui (formichieri), pilosi (bradipi) e cingulati (armadilli). Tra i rappresentanti estinti di questo gruppo ricordiamo i gliptodonti, i bradipi di terra e i pampateri. Altri mammiferi erano inclusi nel superordine dei meridiungulata, che includevano piroteri (simili agli elefanti, con tanto di incisivi trasformati in zanne), astrapoteri (simile a un ippopotamo, forse con una piccola proboscide, zampe posteriori robuste e quelle anteriori esili), notungulati (un gruppo molto diversificato che includeva animali di taglia variabile tra quella di un coniglio e quella di un rinoceronte) e litopterni (simili ai camelidi, il rappresentante più famoso di questo gruppo è Macrauchenia). I predatori principali erano grossi uccelli inetti al volo. Tra i mammiferi predatori vi erano gli sparossodonti che includevano tilacosmilidi, borienidi e proborienidi.

Macraucheria

Pur avendo una dieta a base di carne, questi marsupiali non erano imparentati con l’attuale ordine Carnivora, appartenente ai mammiferi placentati.

Infine vi erano i paucitubercolati, un gruppo di piccoli mammiferi insettivori o frugivori a cui attualmente appartengono solo i cenolestidi o opossum-toporagno con un areale limitato alle Ande.

Di queste faune sorprendono soprattutto le convergenze evolutive di forme molto distanti tra loro verso soluzioni anatomiche simili, come per esempio la Macrauchenia, un mammifero litopterno sudamericano molto simile al lama, un camelide oggi diffuso nelle stesse aree e in ambienti simili. Darwin, durante il suo viaggio intorno al mondo sul brigantino H.M.S. Beagle, ebbe modo di osservare dei fossili di Macrauchenia e notò la grande somiglianza con i camelidi ma anche che il numero di dita che appoggiano per terra era differente. Pur avendo classificato erroneamente Macrauchenia tra i perissodattili (animali che appoggiano sul terreno un numero dispari di dita come cavalli, tapiri e rinoceronti) Darwin tuttavia ebbe, da questo incontro, uno stimolo a ragionare sulla convergenza evolutiva.

Thylacosmilus atrox

Una delle forme di convergenza evolutiva più peculiari è rappresentata sicuramente da Thylacosmilus, una tigre dai denti a sciabola marsupiale. La somiglianza con le vere tigri dai denti a sciabola è straordinaria, soprattutto considerando che Leggi tutto “Quando due mondi collidono: il Grande Scambio Biotico Americano”

Problemi in fisica?

Stefano Rossignoli 5 dicembre 2013

A 12 anni dalla laurea eccomi, per svariate ragioni, di nuovo alle prese con i meandri della REGINA delle MATERIE SCIENTIFICHE.

Sapete qual’è vero?

E’ LA FISICA.

Tutto ciò che facciamo e ci circonda è fisica applicata a noi e al nostro pianeta.

Un piccolo salto scendendo dal monte Generoso - Estate 2013
Un piccolo salto scendendo dal monte Generoso – Estate 2013 – Questa è fisica allo stato puro!

Sto studiando (In realtà sto ripassando! Fortunatamente per me non ho mai avuto grossi problemi con questa materia salvo nei livelli più avanzati).

E’ un po’ che non mi applico e sono un po’ arrugginito! Ho ancora qualche bel libro (quello delle scuole superiori lo utilizzai per studiare fisica all’università).

Un bravo prof che spieghi bene e si faccia capire però è tutta un’altra cosa.

ERIK VIOTTI non lo conosco di persona ma solo dal suo sito internet. E’ un ciclista iperattivo in molti altri campi…mi ricorda qualcuno…

Siamo stati linkati insieme a nostra insaputa sul bellissimo “BICIGIRI.IT” e da allora vado spesso su questo sito per osservare i progressi dei vari ciclisti e “non solo ciclisti” linkati.

Erik è un professore di FISICA e, leggendo il suo “La fisica in tasca” ho notato che per certi aspetti è molto simile ai miei manuali, allora lo evidenzio con piacere nei links di scienzafacile.it.

…e soprattutto userò il suo manuale e gli esercizi risolti che si trovano qui: http://www.erikviotti.it/scuola.asp

 

INGV terremoti – Un sito che in Italia lavora

21 novembre 2013

Questa mattina sono stato scosso (nel vero senso della parola!) da un terremoto.

E’ durato pochissimo.

Il tempo di rendersi conto che lo schermo del computer ondeggiava e così anche la libreria dietro di me, mi alzo ed è già finito!

Una scossa corta ma piuttosto intensa.

ingv-terremoti-21nov2013
da ingv-terremoti-21nov2013

Vivo su uno zatterone di centinaia di metri di spessore di sedimenti e qui, nel centro della Pianura Padana, i terremoti non ci preoccupano moltissimo.

Certo, ma quando la terra trema fa comunque paura!

Vivere qui da me però è anche un modo per disabituarsi ad avere paura dei terremoti e non farci troppo caso anche quando si va altrove.

A poche decine di Km infatti (senza parlare di altri stati e continenti) ci sono zone in cui ad ogni tremolio della Terra c’è da farsela sotto e, se possibile, darsela a gambe velocemente dalle abitazioni…

Quando dopo la scossa il mio stato d’allarme interiore è passato, è stato inevitabile andare a dare un’occhiata al sito “INGV terremoti” che monitorizza queste situazioni in tempo reale.

Ho verificato che ci fosse stata realmente la scossa (che era di 3.8 gradi della scala Richter)

Ho anche compilato il questionario relativo alla percezione dell’evento dalle mie parti. Questo è utile a loro e poi a noi per comprendere se vi sono zone in cui le scosse vengono trasmesse amplificate o ammortizzate in determinate zone…

Poi, vista l’intensità dell’evento, lo staff del sito ha pubblicato un articolo dedicato:

http://ingvterremoti.wordpress.com/2013/11/21/eventi-sismici-tra-le-province-di-alessandria-e-pavia-del-21-novembre/

E’ scritto molto bene, chiaro e non devo tradurvi nulla.

Vi esorto solo a notare la possibile intensità degli eventi prevista, questo non certo per spaventarvi ma  serve per non “cadere dal Pero” in caso di scosse ben più importanti di quella di oggi che per fortuna non ha fatto danni e nemmeno è stata avvertita da una moltitudine di gente (facebook docet!).