In Dino Veritas – Recensione

Daniele Tona – 7 giugno 2011

Copertina In Dino Veritas

In Dino Veritas – Guida ad una visione consapevole dei dinosauri è scritto da Marco Castiello, Marco Lampugnani e Stefano Broccoli, ed è pubblicato da Rswitalia.com editore. Si tratta di un’opera particolare, non solo per la giovane età degli autori (tutti e tre ventitreenni), ma anche perché rappresenta un tentativo di proporre al grande pubblico un testo sui dinosauri che possa essere accessibile senza però semplificare troppo i concetti esposti, relegandolo così al confino nel reparto dei libri per bambini.

Il libro è un possente tomo della bellezza di 580 pagine, cosa che in effetti potrebbe scoraggiare i più ma che non deve però trarre in inganno, poiché sono solo le prime 150 pagine ad essere zeppe di concetti. La prima parte è infatti dedicata a trattare i vari aspetti legati ai dinosauri, al loro studio e al mondo in cui sono vissuti e tuttora vivono.

I primi cinque capitoli costituiscono una sorta di introduzione al discorso, andando a inquadrare alcuni aspetti che sono fondamentali nella comprensione degli organismi del passato. Il fattore tempo e i concetti legati alla determinazione dell’età dei fossili sono oggetto del Leggi tutto “In Dino Veritas – Recensione”

Il Ginkgo biloba e i fossili viventi

Stefano Rossignoli 19 maggio 2011

clicca per visitare la pagina di www.fossilmuseum.net
Foglie di Ginkgo fossili da www.fossilmuseum.net
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Foglie di Ginkgo fossili da www.fossilmuseum.net

 

Gran parte dei lettori di scienzafacile sanno che mi capita spesso di frequentare il dipartimento di Scienze della Terra milanese…

Poco prima di arrivare, oppure appena lascio quel luogo, sono spesso infastidito da un ‘sottile’ olezzo di escrementi canini… Un giorno, percorrevo questa ‘romantica’ passeggiata con la mia amica Chiara e, mentre mi lamentavo del comportamento dei presunti padroni dei cani maleducati, Chiara si rivolge a me sorridendo e mi dice:”Ma Stefano? E’ il Ginkgo che ha questo odore!!!”

Chiara mi insegna sempre qualcosa e questa volta le è toccato insegnarmi che il ‘fossile vivente’ che sta nella piazza antistante al dipartimento, ha l’odore degli escrementi di cane!!!

Cosa sono i fossili viventi? Sono organismi che sono rimasti invariati da moltissimo tempo. Mentre le altre forme di vita si evolvevano e si evolvono, loro sono rimasti uguali o quasi. I loro fossili molto antichi (fino a centinaia di milioni di anni) sono più o meno uguali o molto simili agli esemplari attuali…

Esempi classici sono proprio il Ginkgo biloba, Il Nautlus dell’Oceano Indiano, I Triops (crostacei delle ‘mie’ risaie), i Limulus, le Latimeria, La Lingula, gli Squali, gli Equiseti, le Felci, Cianobatteri e moltissimi altri ancora…

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Mesolimulus-walchi-L – Immagine di www.fossilmuseum.net

Ma allora se non si sono più evoluti sono organismi primitivi? Leggi tutto “Il Ginkgo biloba e i fossili viventi”

Le Grandi Glaciazioni Quaternarie Parte II

Stefano Rossignoli 23 aprile 2011

Le Grandi Glaciazioni Quaternarie Parte I

Arriviamo quindi a ricordare come si è arrivati a capire che ci furono queste grandi Glaciazioni in tempi passati anche se non molto lontani…

Per fortuna nostra, ma soprattutto dei primi glaciologi i ghiacciai quando passano, avanzano e si ritirano, lasciano abbondanti nonché evidenti tracce.

Lasciano tracce molto chiare della loro esistenza ed evoluzione i piccoli ghiacciai alpini attuali, figuriamoci quelli enormi del passato…

Ghiacciaio di Lavassey - Valgrisanche (AO)

Le prime intuizioni sull’esistenza delle glaciazioni, sono state formulate  proprio sulle Alpi svizzere da parte dei primi Glaciologi o comunque scienziati che si occupavano anche di questo, come ad esempio i famosi Charpentier e Agassiz.

Ufficialmente Charpentier fu il primo agli inizi dell’800 a formulare l’ipotesi che i ghiacciai fossero stati un tempo molto più grandi di quelli che si potevano vedere in quel periodo. …oggi sappiamo anche con certezza che nel 1800 i ghiacciai erano anche molto più grandi di come sono ora (vedi articolo dedicato alla Piccola Età Glaciale!).

Ma cosa vide Charpentier per cui pensò ad enormi ghiacciai?. Vide i cosiddetti massi erratici, blocchi di roccia (più o meno grandi) che a volte non c’entrano nulla con la roccia e l’ambiente che gli sta intorno. Ce ne sono moltissimi sulle Alpi e Prealpi. Addirittura arrivano da centinaia di chilometri di distanza e in altri continenti anche da migliaia… Ad esempio nei dintorni di Lecco in Lombardia ci sono i massi erratici di Serpentino e di Gneiss che provengono dalle valli laterali della Valtellina. Curiosamente le montagne intorno sono fatte da calcari e dolomie, rocce molto diverse sia alla vista, sia come origine…

Anche le strutture moreniche, relativamente facili da intercettare anche quando sono abbandonate da tempo a causa della loro forma e dell’orientazione dei grandi blocchi, fecero intuire a Charpentier che i ghiacciai dovevano essere stati enormi…

Agassiz perfezionò tali studi sulle forme lasciate dagli antichi ghiacciai intuendo che sulle Alpi doveva esserci stata una enorme copertura glaciale del tutto simile alla calotta attuale groenlandese…

Ovviamente, le teorie precedenti non consideravano questa ipotesi, in quanto fissiste e creazioniste. Come dico spesso, i primi evoluzionisti con cognizione di causa furono i geologi perchè l’evoluzione della Terra si vede direttamente e si può misurare… Oggi si vede benissimo cosa fanno e cosa lasciano i Ghiacciai. Ragionare sulle glaciazioni vuol dire semplicemente ragionare su quel che si vede ora, ma a scala più ampia…

Ora non dico che faremo un corso di Geologia del Quaternario, ma almeno tratteremo semplicemente qualche argomento di studio relativo ad alcune prove delle glaciazioni condotto dai primi geologi che intuirono non solo la glaciazione, ma addirittura il susseguirsi di glaciazioni quindi non possiamo tralasciare Penk e Brukner

Chi erano? Erano due Geografi Austriaci che studiarono i terrazzi fluvio-glaciali e nel 1909 pubblicarono i loro studi geomorfologici sulle glaciazioni condotti sulle Alpi Bavaresi.

Ma quanti argomenti! Ma Stefano stai esagerando!!! Eh già, e lo stile blog non si presta proprio! …figuriamoci quando tireremo in ballo i Loess e magari altro…ma torniamo ai nostri terrazzi fluvio glaciali…

Il termine fluvio-glaciale indica un’origine congiunta di tale forma… La cosa vergognosa è che quando preparai l’esame di Geologia del Quaternario unimi avevo solo questo disegno e degli appunti sconfusionati e non ci capii nulla…!

terrazzi fluvio-glaciali Penk e Bruckner (clicca per ingrandire)

L’origine di questi terrazzi che Penk e Bruckner studiarono nel nord delle Alpi, è invece piuttosto semplice da capire (ora che quei due lo hanno fatto per noi!!!).

1 – Immaginate GROSSI depositi di detriti (till o morene che siano) portati da grandissimi ghiacciai . Le varie alluvioni nonché l’erosione e il normale trasporto fluviale possono accumulare a valle enormi masse di questi detriti formando Leggi tutto “Le Grandi Glaciazioni Quaternarie Parte II”