Manuale di Cartografia Topografica (Parte IV)

Manuale – Parte 1

Manuale – Parte 2

Manuale – Parte 3

Da una domanda di Flavio Cerroni comincio la quarta parte del manuale di Cartografia dedicata a chiarimenti e precisazioni…

Calcolare l’area di un bacino idrografico con la carta millimetrata…

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Grazie!

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Più difficile a dirsi che a farsi!!! …ma prima leggiamo!

Ciao mi chiamo Flavio, ti scrivo per chiederti una cosa riguardo alla tua pubblicazione che hai fatto su scienzafacile.it.
Ho letto il tuo manuale di topografia ( tutte e 3 le parti pubblicate); lo trovo molto utile ed interessanti però vorrei chiederti una cosa a riguardo di un argomento che non hai citato. Come si calcola l’area di un bacino idrografico con la carta millimetrata?
ti ringrazio per l’attenzione!
Flavio

Ovviamente sono io che devo ringraziare Flavio e le migliaia di utenti che utilizzano il mio manuale dandomi molta soddisfazione, ma ora occupiamoci di questo argomento.

Esistono dei programmi che svolgono questa operazione, ma sono convinto che la ‘versione manuale’ aiuti molto di più a ragionare e successivamente ad utilizzare con maggior cognizione di causa anche quelle digitali…

Il calcolo dell’area di un Bacino Idrografico ha una sua utilità.

Dall’area del bacino si può calcolare il volume di acqua raccolto moltiplicando semplicemente per i mm di acqua caduti durante le precipitazioni. Ovviamente tutto ciò che cadrà in una data area non si trasformerà totalmente in acque a scorrimento superficiale, ma in parte verrà assorbita dal terreno o andrà a far parte della rete idrica sotterranea nel caso ce ne sia una…

Ad esempio, in occasione di importanti precipitazioni saranno molto diverse le conseguenze per le zone percorse da un fiume o occupate da un lago con un enorme o un ridottissimo bacino idrografico.

Mai sentito parlare di straripamento del Garda?

No, ovviamente, perchè l’estensione del suo bacino idrografico è irrisoria rispetto al volume di acqua raccolto nel lago.

Il contrario è ad esempio per il lago Maggiore che ha un bacino idrografico immenso, quindi raccoglie molta più acqua di quella che può ‘sopportare’ e quindi straripa molto spesso.

Ma veniamo al ‘calcolo’. In effetti si tratta di risolvere un semplice problema di geometria e Leggi tutto “Manuale di Cartografia Topografica (Parte IV)”

Le Grandi Glaciazioni Quaternarie Parte II

Stefano Rossignoli 23 aprile 2011

Le Grandi Glaciazioni Quaternarie Parte I

Arriviamo quindi a ricordare come si è arrivati a capire che ci furono queste grandi Glaciazioni in tempi passati anche se non molto lontani…

Per fortuna nostra, ma soprattutto dei primi glaciologi i ghiacciai quando passano, avanzano e si ritirano, lasciano abbondanti nonché evidenti tracce.

Lasciano tracce molto chiare della loro esistenza ed evoluzione i piccoli ghiacciai alpini attuali, figuriamoci quelli enormi del passato…

Ghiacciaio di Lavassey - Valgrisanche (AO)

Le prime intuizioni sull’esistenza delle glaciazioni, sono state formulate  proprio sulle Alpi svizzere da parte dei primi Glaciologi o comunque scienziati che si occupavano anche di questo, come ad esempio i famosi Charpentier e Agassiz.

Ufficialmente Charpentier fu il primo agli inizi dell’800 a formulare l’ipotesi che i ghiacciai fossero stati un tempo molto più grandi di quelli che si potevano vedere in quel periodo. …oggi sappiamo anche con certezza che nel 1800 i ghiacciai erano anche molto più grandi di come sono ora (vedi articolo dedicato alla Piccola Età Glaciale!).

Ma cosa vide Charpentier per cui pensò ad enormi ghiacciai?. Vide i cosiddetti massi erratici, blocchi di roccia (più o meno grandi) che a volte non c’entrano nulla con la roccia e l’ambiente che gli sta intorno. Ce ne sono moltissimi sulle Alpi e Prealpi. Addirittura arrivano da centinaia di chilometri di distanza e in altri continenti anche da migliaia… Ad esempio nei dintorni di Lecco in Lombardia ci sono i massi erratici di Serpentino e di Gneiss che provengono dalle valli laterali della Valtellina. Curiosamente le montagne intorno sono fatte da calcari e dolomie, rocce molto diverse sia alla vista, sia come origine…

Anche le strutture moreniche, relativamente facili da intercettare anche quando sono abbandonate da tempo a causa della loro forma e dell’orientazione dei grandi blocchi, fecero intuire a Charpentier che i ghiacciai dovevano essere stati enormi…

Agassiz perfezionò tali studi sulle forme lasciate dagli antichi ghiacciai intuendo che sulle Alpi doveva esserci stata una enorme copertura glaciale del tutto simile alla calotta attuale groenlandese…

Ovviamente, le teorie precedenti non consideravano questa ipotesi, in quanto fissiste e creazioniste. Come dico spesso, i primi evoluzionisti con cognizione di causa furono i geologi perchè l’evoluzione della Terra si vede direttamente e si può misurare… Oggi si vede benissimo cosa fanno e cosa lasciano i Ghiacciai. Ragionare sulle glaciazioni vuol dire semplicemente ragionare su quel che si vede ora, ma a scala più ampia…

Ora non dico che faremo un corso di Geologia del Quaternario, ma almeno tratteremo semplicemente qualche argomento di studio relativo ad alcune prove delle glaciazioni condotto dai primi geologi che intuirono non solo la glaciazione, ma addirittura il susseguirsi di glaciazioni quindi non possiamo tralasciare Penk e Brukner

Chi erano? Erano due Geografi Austriaci che studiarono i terrazzi fluvio-glaciali e nel 1909 pubblicarono i loro studi geomorfologici sulle glaciazioni condotti sulle Alpi Bavaresi.

Ma quanti argomenti! Ma Stefano stai esagerando!!! Eh già, e lo stile blog non si presta proprio! …figuriamoci quando tireremo in ballo i Loess e magari altro…ma torniamo ai nostri terrazzi fluvio glaciali…

Il termine fluvio-glaciale indica un’origine congiunta di tale forma… La cosa vergognosa è che quando preparai l’esame di Geologia del Quaternario unimi avevo solo questo disegno e degli appunti sconfusionati e non ci capii nulla…!

terrazzi fluvio-glaciali Penk e Bruckner (clicca per ingrandire)

L’origine di questi terrazzi che Penk e Bruckner studiarono nel nord delle Alpi, è invece piuttosto semplice da capire (ora che quei due lo hanno fatto per noi!!!).

1 – Immaginate GROSSI depositi di detriti (till o morene che siano) portati da grandissimi ghiacciai . Le varie alluvioni nonché l’erosione e il normale trasporto fluviale possono accumulare a valle enormi masse di questi detriti formando Leggi tutto “Le Grandi Glaciazioni Quaternarie Parte II”