Guida alla descrizione e riconoscimento di invertebrati e tracce fossili (parte 4) I Molluschi

Stefano Rossignoli 14 dicembre 2011 (in aggiornamento)

Parte 1 – Introduzione. Come iniziare

Parte 2 –  Porifera, Archeociata, Stromatoporoidea

Parte 3 – Coelenterata (Coralli)

Molluschi

Ricostruzione in gesso di "Rosso Ammonitico Lombardo" prima della colorazione
Ricostruzione in gesso di “Rosso Ammonitico Lombardo” prima della colorazione

Ovviamente, descrivendo molluschi fossili, ci capiterà raramente (o mai) di descrivere il corpo molle. Più che altro si tratterà di descrivere la struttura di gusci, opercoli, tracce sui gusci stessi e sarà indispensabile riconoscere e specificare in fase descrittiva se ci troviamo di fronte ad un guscio attuale, uno pseudoguscio,  un modello interno o entrambi, una coquina (insieme di gusci accumulati e ammassati non in posizione di vita) e, come sempre, descriverne le caratteristiche dal macroscopico al microscopico.

Per fare ciò coi molluschi, la terminologia e il vocabolario del descrittore si deve arricchire ulteriormente in quanto il taxon è particolarmente complesso e variabile nei suoi caratteri…

Mi sembra inutile e controproducente mettermi a copiare e disegnare questa figura che si trova su tutti i libri di paleontologia generale, tafonomia, ecc nonché in un sacco di musei di storia naturale dove ci siano fossili, quindi prenderò l’immagine in internet linkando la sorgente come faccio spesso…

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Monoplacofori, Poliplacofori

Di questi molluschi distribuiti dal Cambriano ad oggi, ci limeteremo a descriverne la forma  e le dimensioni (sempre che le sottili piastre dei poliplacofori siano ancora conservate e articolate)

Scafopodi

Il taxon (Devoniano – Recente) ha forme molto simili tra loro, approssimativamente tutte a tronco di cono ricurvo e forate ad entrambi gli apici.

Comincia a poter subentrare ornamentazione del guscio.

Quindi, una volta determinato se l’esemplare in nostro possesso è attuale o fossile, se è un fossile cominceremo col definire se è uno pseudoguscio o modello interno o entrambi poi continueremo con le sue dimensioni: diametro max (in corrispondenza dell’apertura anteriore), diametro min (apertura posteriore) e curvatura definita da Lunghezza della conchiglia (sulla linea mediana), lunghezza della corda e altezza tra corda e superficie del guscio… Più difficile a dirsi che a farsi!

Infine preciseremo se la superficie del guscio è liscia o ornamentata, solitamente da coste longitudinali e se sono visibili linee di crescita.

Già sugli scafopodi come in molti altri molluschi (soprattutto Lamellibranchi e Gasteropodi) possono essere presenti tracce di predazione (piccoli fori  del diametro di 3 – 5 mm perfettamente circolari realizzati da un altro mollusco gasteropode e predatore).

Molto spesso i fori (soprattutto su Scafopodi e Lamellibranchi) vengono utilizzati per fare collane con gli esemplari attuali predati e ritrovati sulle spiagge… Negli scafopodi non è nemmeno così necessario perchè, se attuali, sono già forati da entrambe le parti!!!

 

Lamellibranchi (o Bivalvi)

Bivalvi del Mar Nero
Bivalvi del Mar Nero

 

 

Una volta approfondito lo studio delle parti anatomiche di questi molluschi che esistono dal Cambriano medio, possiamo cominciare a descriverne qualche Leggi tutto “Guida alla descrizione e riconoscimento di invertebrati e tracce fossili (parte 4) I Molluschi”