Museo di Arsago Seprio (VA) – La nuova sala paleontologica

2 maggio 2013

E’ davvero una soddisfazione per me, vedere i lavori che vanno a buon fine.

Un paio di anni fa, tramite il mio prof. di Paleontologia dei Vertebrati, venni contattato dalla Sopraintendenza ai beni Archeologici e tra qualche peripezia, feci un inventario di fossili al Museo di Arsago Seprio.

Fabio Bona
Fabio Bona

Lo scopo dell’inventario era regolarizzare la collezione presente in museo, donata dal Dott.Politi, in modo da poter ufficializzare e realizzare un’esposizione di carattere scientifico, divulgativo e didattico presso lo splendido e già presente Civico Museo Archeologico di Arsago.

La collezione inventariata, si componeva principalmente di una fauna a pesci e rettili italiani. Erano presenti anche alcuni resti di invertebrati e di vegetali…

Molti fossili (soprattutto pesci) provenivano da Bolca, famosa località fossilifera che si trova a nord di Verona e i Rettili erano del Monte San Giorgio che ben conoscete se frequentate scienzafacile.it.

Tutti i fossili erano esteticamente notevoli ed alcuni anche in ottimo stato di conservazione. Alcuni di questi erano rari, nonché scientificamente importanti.

Il lavoro di inventario, per quanto semplice, fu minimamente problematico per vari motivi, logistici e di rapporti con la Sopraintendenza…

Comunque sia, riuscii a finire il lavoro in un tempo relativamente breve grazie alle istituzioni di Arsago, primo tra tutti l’assessore alla Cultura Martino Rosso che mi venne incontro aprendomi il Museo anche quando la gente dovrebbe far vacanza e che mi permise di lavorare senza dover guardare troppo l’orologio!

Durante il mio lavoro, la dottoressa Alpago Novello, colonna del Museo di Arsago, mi portò a vedere una nuova sala adiacente al museo. La saletta era in restauro ma mi fu anticipato che avrebbe accolto la nuova collezione paleontologica Politi.

Mantennero la promessa e qualche giorno fa ho assistito all’inaugurazione della nuova sala visitando il museo in prima persona.

Ho espresso il mio piacere per il risultato a Martino Rosso e al dott. Fabio Bona che si è occupato della parte scientifica, dell’esposizione e dei pannelli didattici molto esaurienti, utili sia per il turista sia alle visite da parte delle scolaresche. Fabio, se non lo conoscete già è un amico, un collega, nonchè responsabile degli studi, e degli scavi alla Caverna Generosa del Monte Generoso in Val d’Intelvi .

Il risultato ve lo lascio tutto da scoprire. Vale certo la pena fare un giro da quelle parti.

Io sono rimasto affascinato non solo dalla nuova sala Paleontologica ma anche e soprattutto dai reperti archeologici relativi alle antiche popolazioni che abitarono la zona a partire da almeno 3000 anni a.C. fino a poche centinaia di anni fa e dalla storia che se ne percepisce…

Allora, passate ad Arsago per una visita.

Non ve ne pentirete!

 

 

 

Insetti suicidi o PREDE?

Stefano Rossignoli 21 maggio 2012

Prede di Averla
Prede di Averla

Qualche settimana fa gironzolavo per il Monte San Giorgio come ospite della classe quarta media di Riva San Vitale (CH – In Svizzera le medie sono quattro!), accompagnata per l’evenienza dal loro professore, mio amico nonché compagno di scuola superiore e di Università (Due meccanici diventati naturalisti!!!).

Durante una sosta per spiegare che stavamo camminando sulla linea in cui le rocce cambiano da vulcaniche a sedimentarie, un ragazzo con un ottimo spirito di osservazione notò e ci chiese di spiegare il fenomeno che poi ho ripreso in fotografia di due insetti infilzati sulle spine di un arbusto…

Né io né Enrico avevamo mai visto questa cosa, ma mi venne in mente che un mio amico naturalista, qualche anno fa aveva scoperto che alcuni scoiattoli fanno una raccolta di funghi autunnale come riserva di cibo per l’inverno e li mettono a seccare sulle ramificazioni dei rami degli alberi.

Abbiamo pensato che questo fosse un comportamento analogo da parte di qualche predatore.

E’ bastata una veloce ricerca in rete da parte di Enrico per trovare il “colpevole”.

Le spine vengono infatti utilizzate dalle Averle che sono dei passeriformi presenti sul Monte San Giorgio. Le averle si cibano di insetti e di piccoli vertebrati (rettili e uccelli). Quando il cibo abbonda si fanno anche una riserva di prede che infilzano sulle spine dei rami degli arbusti del bosco e consumano successivamente…

Complimenti ai ragazzi a Enrico e grazie ancora per la bella giornata passata insieme!

Stefano!

Il finto fossile di foglia…

Stefano Rossignoli 11 febbraio 2012

E’ da qualche settimana che ho pensato di scrivere questo articolo per dare un esempio di come si possa essere indotti e prevenuti nello studio di un elemento.

finto fossile di foglia
E' un'impronta fossile di foglia? (3.5Mb)

Sono Indicate con N alcune nervature, con NC la nervatura centrale e con S le tracce della seghettatura del margine fogliare.

L’elemento in questione è decisamente un’impronta di foglia, ma ricapitoliamo…

Mi trovo sul Monte San Giorgio in compagnia di una classe di ragazzi di prima superiore. Ci troviamo al sito di scavo di “Acqua del Ghiffo” e, visto che il luogo si presta, chiacchieriamo un po’ sui metodi di scavo attuali confrontandoli con quelli del passato.

In quel luogo infatti, oltre che lo scavo di un’antica miniera di Bitume, vennero eseguiti anche gli scavi da parte dello staff del famoso Professor Peyer dell’Università di Zurigo a partire dagli anni 30 (del 1900).

Successivamente, negli anni ’90 Zurigo ricominciò a scavare in quel punto per ricampionare gli strati rocciosi detti “della Cava Superiore”. Oggi lo scavo è abbandonato ma, tra gli scarti dei vecchi scavi può ancora capitare di incappare in qualche resto fossile tra cui MAGARI addirittura insetti (ali comprese!) .

Sto chiacchierando quando un ragazzo mi interrompe e mi chiede:”Stefano! Ma questo è un fossile?”

Gli chiedo di portarmelo. So che nella maggior parte dei casi l’occhio inesperto ci fa vedere fossili dove in realtà ci sono solo macchie o alterazioni nella roccia ma non si sa mai…

Complice “la luce giusta”,  guardando la piccola lastra di roccia vedo subito il profilo di una foglia. A colpo d’occhio sono visibilmente emozionato. Sembra addirittura la foglia di un’angiosperma che però, nel Triassico Medio, non esisteva ancora!!! (Vedi: Anche le Piante sono cambiate!)

Il margine sembra quasi seghettato e a colpo d’occhio sembra una foglia attuale. Il pensiero però, accompagnato anche dalla mia vista che è sempre stata perfetta e che invece ultimamente scarseggia ahimè nella visione ravvicinata, mi porta a pensare semplicemente di considerare la localizzazione delle “grandi” nervature: quella centrale e quelle laterali e a considerarla quindi una possibile foglia di Leggi tutto “Il finto fossile di foglia…”