Interpretare le carte topografiche con naturalezza.
Forma del rilievo, coordinate, profilo topografico…

Stefano Rossignoli estate-autunno 2010
– Parte I
– Proiezioni, misure e scala
– Le Isoipse o curve di Livello

Puoi consultare il manuale gratuitamente,

oppure fare una piccola donazione (3€ ad esempio) con carta di credito cliccando sul tasto “Donate” nella barra laterale.

Grazie!

 

Il Profilo Topografico

Il profilo topografico, detto anche profilo altimetrico, è una linea che mostra (nel limite del possibile) l’esatta inclinazione di un tracciato che andremo ad indicare sulla carta, solitamente questo tracciato è una linea retta, allora la nostra gita a Piano la schematizzeremo in tre linee rette:

demo_profilo

Per avere il profilo esatto delle pendenze, dovremo lavorare nella medesima scala, sia nelle misure in orizzontale che in quelle in verticale.
Nella nostra carta 4cm corrispondono a 2km e lo stesso sarà per il nostro profilo, quindi 4 cm in verticale corrisponderanno a 2000m di dislivello.
Per comodità, a volte si raddoppiano o comunque si moltiplicano le misure in modo da ottenere un profilo in scala diversa un po’ più grande, quindi più facile da guardare e maneggiare…
Noi lavoreremo al 50000.

Cominciamo a ragionare tratto per tratto…

Partendo dall’abitato di ‘Cristina’ abbiamo un tratto di 3cm con orientazione ESE-WNW che riporteremo su un sistema di assi cartesiani (preferibilmente su carta millimetrata…)

poi abbiamo un tratto di 5cm orientato ENE-WSW ed infine 2.5cm orientati SSE-NNW

Il punto di partenza del nostro profilo si trova alla quota di circa 925m (a metà strada tra l’isoipsa 900 e la 950). E’ ovvio che non potremo essere più precisi su questa mappa.
Dopo 4mm dalla partenza incrociamo l’isoipsa 950.
Dopo 8mm dalla partenza incrociamo l’isoipsa 1000.
Dopo 11mm dalla partenza incrociamo l’isoipsa 1050.
Dopo 13mm dalla partenza incrociamo l’isoipsa 1100.
Dopo 14mm dalla partenza incrociamo l’isoipsa 1150.
Dopo 15.5mm dalla partenza incrociamo l’isoipsa 1200.
Dopo 21mm dalla partenza incrociamo l’isoipsa 1250.
Dopo 24mm dalla partenza incrociamo l’isoipsa 1300.
Dopo 30mm ci troviamo a circa 1325m (o meglio, tra le isoipse 1300 e 1350).

Non resta che riportare questi punti sulla carta ed unirli tra loro per avere il profilo del primo tratto…

E così via per il resto del nostro profilo…


Qui notate i punti del secondo e terzo tratto. Con le frecce rosse ho indicato i punti che sono a quote intermedie tra due isoipse.

Fate attenzione a due cose:
Quando prendete le misure della distanza dei punti, solitamente con un righello, siate precisi (al mezzo millimetro) e cominciate sempre dall’inizio della linea tracciata (possibilmente senza spostare mai il righello). Questo evita di fare errori che poi si sommerebbero di volta in volta.
Quando poi unite i punti, fate attenzione (soprattutto nel caso in cui incrociate più volte la stessa isoipsa) a non ‘uscire dai binari’ e rimanere entro le isoipse inferiori o superiori secondo i vari casi…

Ecco il risultato finale di questo semplice profilo (non potevamo mica partire subito da uno difficile no??):

Nulla vieta di farlo al contrario! In questo caso però ricordatevi di invertire tutte le orientazioni!!!

Ora vediamo un caso più completo e leggermente più complesso…

diff_profilo1
Qui, una linea di 13.5cm parte quasi dal vertice NW della mappa, più precisamente da Lu (che sarà una baita (…magari molto accogliente!) facile da quotare perchè si trova vicino ad un’isoipsa quotata 2500m. La linea poi passa su un ghiacciaio, il Ghiacciaio di Paola!
Sale fino alla linea di cresta (che corrisponde ancora una volta col confine comunale) e scende nell’ampio vallone del torrente Bea per poi risalire fino ad incrociare il torrente poco prima del villaggio di Vero e terminare poco dopo quest’ultimo su tratteggio artistico…

Questa interpretazione la traduco sempre in una ‘brutta’ del mio profilo, in modo da poterla poi confrontare col risultato finale e avere una sorta di prova di verifica che il mio profilo sia corretto.

diff_profilo_brutta

In questa bozza comunque non dimenticherò l’orientazione e tutti i particolari che vengono incrociati come villaggi, ghiacciai, cime, punti quotati, torrenti, ecc.
Insisto sull’orientazione perchè è la prima cosa che viene cercata su un profilo ed è questione di metodo. Impariamo a scriverla come prima cosa e non la dimenticheremo più!

Notiamo subito che sul ghiacciaio e sulle pendici del Monte Paola non sono rappresentate isoipse…
Lascerò allora qualche punto di domanda sulla brutta e risolverò la quotatura con maggior precisione sulla versione definitiva.

In effetti sul ghiacciaio ci sono solo dei segni che però per convenzione seguono le isoipse.
Anche i tratti che rappresentano Il versante SE del Monte Paola, chiamati tratteggio artistico, che stanno a indicare le pareti rocciose, sono per convenzione paralleli alle isoipse.
Con tutte le approssimazioni del caso potremo quindi ‘ridisegnare’ le isoipse sia sui ghiacciai, sia sui versanti rocciosi.

Direi di cominciare col prendere i punti certi, ovvero quelli in cui la linea tracciata incrocia le isoipse facilmente quotabili.

diff_profilo2

Notate che ho comunque lasciato qualche punto di domanda e qualche linea nei punti in cui dovrò stare particolarmente attento nella costruzione/quotatura del profilo.
Cancellerò tutto questo insieme ai numeri che ho scritto sotto l’asse X (quello orizzontale) che ho usato come riferimento per poter tenere il righello fermo sulla mappa in modo da prendere le misure con maggior precisione e non sbagliare a riportare i punti sul foglio di carta millimetrata.

Ora vediamo come quotare il Ghiacciaio e il tratteggio artistico

diff_profilo3

Cominciamo dal ghiacciaio.
Le isoipse sul vertice NW della mappa sono facilmente quotabili per la presenza di una di queste che è già quotata 2500m. (pensate se non ci fosse stata quella quota come sarebbe stato complicato ricostruire anche solo l’altitudine di ‘Lu’! Forse sarebbe stato possibile! …magari dopo proviamo e verifichiamo l’accuratezza della mappa!!!

In rosso, ho ricostruito (ovviamente con netta approssimazione) le isoipse 2600 e 2700 seguendo quei tratti sul ghiacciaio che decorrono paralleli alle isoipse.
A volte sono indicate le isoipse anche sul ghiacciaio, ma è comunque un’approssimazione perchè i ghiacciai sono entità estremamente dinamiche, in movimento e soprattutto in continuo cambiamento (leggi articolo dedicato ai ghiacciai)
In conclusione sono riuscito a tracciare in modo sufficientemente affidabile solo le isoipse 2600 e 2700

Veniamo ora al tratteggio artistico.
Per determinare dei punti di incrocio del nostro profilo con alcune isoipse dovremo utilizzare le isoipse (preventivamente quotate) che terminano dove comincia il tratteggio artistico e prolungarle sul tratteggio stesso, ricordandoci che i tratti del tratteggio (perdonatemi la sfilza di ripetizioni!) sono, per definizione, paralleli alle isoipse!
Sfruttando sempre l’isoipsa nelle vicinanze quotata 2500m potremo facilmente quotare le altre isoipse a SE del monte Paola fino alla 3400. Potremo ricostruire poi le isoipse sul tratteggio solo fino alla 3100 perchè poi la scritta col nome del monte non ci permette di vedere i piccoli trattini… Già aver segnato la 3100 è un po’ azzardato!
Ho evidenziato la isoipsa 2900 per far notare che questa arriva fino al colle/passo tra i monti Lu e Paola, quindi 2900 è pressapoco l’altitudine del passo (direi più o meno 100m).
Non ci sarà molto utile ora, ma fa sempre parte dell’interpretazione della mappa… Lo so che è un ‘pressapoco’, ma a volte sulla carta bisogna accontentarsi anche quando è seria e particolareggiata.
Una ricostruzione analoga la faremo nell’ultimo tratto del profilo in cui incrociamo ancora il tratteggio artistico. Lo lascio fare a voi. A me risulta che il profilo termini a circa 2500m

Non ci resta che prendere le misure dei nuovi punti ed unirli nel nostro profilo.

diff_profilo4_finito

Con il numero 1 ho indicato un particolare interessante…
Quella piccola elevazione è certamente la morena di sponda sinistra del ghiacciaio (vedi articolo precedentemente indicato).
A noi ora interessa l’altimetria. Abbiamo seguito le isoipse esattamente paralleli per circa 1Km fino ad incrociare la 2600 quasi perpendicolarmente.
E’ abbastanza scontato che incrociare un’isoipsa perpendicolarmente (ovvero a 90°) vuole dire incrociarla sulla linea di massima pendenza.
Superata la 2600 ci si avvicina alla 2650 per poi riavvicinarsi alla 2600, quindi ricapitolando, il profilo parte in piano poi sale nettamente per poi ridiscendere un attimo prima di ‘finire’ sul ghiacciaio… Un caso comunissimo in alta montagna dove c’è, oppure c’è stato un ghiacciaio.

Con i numeri 2 ho indicato le parti in cui abbiamo trovato il tratteggio artistico che di solito vengono evidenziate con un tratto leggermente seghettato (abitudine che può essere poco realistica in quanto, a volte, la roccia è molto più liscia di un prato inglese!)

Con il numero 3 ho indicato il torrente che per convenzione è rappresentato da una v poco profonda (solitamente più piccola del dislivello tra due isoipse).
Può essere anche utile indicarlo sopra il profilo come ho fatto io con una V più chiara e, se presente, il nome del torrente allo stesso modo in cui si indicano villaggi, punti quotati, monti, ecc.

Qualche appunto aggiuntivo…

Ogni tanto, in zone molto poco inclinate e comunque quasi in piano si trovano altre isoipse intermedie.
Sulle tavolette IGM si possono trovare ad esempio isoipse con equidistanza di 5m.
A volte anche il fondale dei laghi può essere ‘dotato’ di isoipse che ovviamente, dalla quota del lago, andrando scendendo di dislivello…
I segni che si trovano a SW del Lago Ivana si chiamano barbette e sono normalmente triangolari, stanno ad indicare un pendio molto inclinato o addirittura sub-verticale nel senso della barbetta con la parte più alta dove la barbetta è larga e la parte più bassa dove la barbetta è più stretta (a punta). Il pendio indicato è sempre di dislivello minore dell’equidistanza tra due isoipse.

Un ultima prova: Verifichiamo l’accuratezza della mappa e proviamo a quotare Lu, fingendo che quella utilissima isoipsa quotata 2500m a NW non sia quotata…
Ci toccherà allora ‘disegnare’ le isoipse sul tratteggio artistico partendo da SE del Monte Lu e cercare di arrivare sul versante opposto, proprio così:

verifica_carta_quota_lu

Ecco come procedo…
Provo prima a tracciare l’isoipsa 2750 sul tratteggio artistico, ma noto che arrivo a bordo carta e non posso raggiungere il versante opposto.
Allora mi viene in mente che precedentemente avevamo quotato il colle tra i monti Lu e Paola a 2900m, quindi dal colle inizio a tracciare le isoipse e vedo che riesco ad ‘aggirare’ quasi completamente il monte Lu. Non raggiungo le isoipse dell’altro versante, ma le informazioni che ho sono sufficienti alla quotatura.
Basta ragionare un attimo, anche se forse è un poco complicato:
Appena a nord dell’isoipsa 2900 che abbiamo tracciato noi, c’è un’altra isoipsa che ho quotato in rosso 2800. Se questa non fosse la 2800, ma la 2700, allora con la 2750 saremmo arrivati all’altro versante senza uscire dalla carta, quindi quell’isoipsa (2800) deve essere per forza compresa tra 2750 e 2900.
Essendo una direttrice quindi può solo essere la 2800.
Ora che abbiamo un’isoipsa quotata 2800, possiamo quotare tutte le altre.
Ma come faremo a conoscere l’inclinazione del pendio? E’ così scontato???
Beh. Direi di si. Intanto c’è una linea di cresta indicata da una diversa ‘illuminazione’ del tratteggio artistico, quindi a NW del monte Lu, avremo un inclinazione dei versanti opposta rispetto a SE.
In più abbiamo anche un ghiacciaio che dalle cime di Lu e Paola, si sviluppa poi verso NNW e i Ghiacciai decorrono e si muovono mediamente in discesa, quindi stiamo certi che dalla ‘nostra’ 2800 potremo solo scendere.
Lu ci risulterà quindi a circa 2475m, ovvero tra le isoipse 2450 e 2500.
Eh già! Vi siete accorti che abbiamo, o meglio ho sbagliato di 100m.
Beh. Vi assicuro che è un errore irrisorio e trascurabile. In un esame di cartografia credo che questa ricostruzione sarebbe valutata ottimamente. E’ ovvio però che non è precisa, quindi il cartografo deve metterci nelle condizioni di non sbagliare. Da qui quindi l’utilità di quotare almeno un isoipsa a NW in fase di costruzione della mappa! Se provate a quotare Toso a NE vi renderete conto che sarà molto facile anche se in quella zona non ci sono isoipse quotate!
Toso è 1825m circa, a metà strada tra le isoipse 1800 e 1850. Provate ad arrivarci di isoipsa in isoipsa partendo dall’abitato di Cristina o da Vero e se i conti non tornano riprovateci. Poi quando i conti tornano verificate il tutto partendo da Toso e raggiungendo un’altra isoipsa o punto quotato (facendo magari una ‘strada’ diversa rispetto all’andata)!
Buon lavoro!

Le coordinate chilometriche UTM e GAUSS-BOAGA e le coordinate geografiche

Tratto da un articolo scritto in risposta ad una domanda dell’amica Chiara

Per questo vi consiglio di procurarvi almeno una tavoletta IGM.

Le coordinate le impariamo a dare ed interpretare da piccoli, quando si gioca (o si giocava) a battaglia navale…
A4 A5 A6 A7 A8 ed affondavi una portaaerei!
Educherà alla guerra (cosa non bella che il sito non appoggia in assoluto) ma anche alle coordinate!!!
Facile quindi anche dare le coordinate di un punto su una mappa, solo che invece di una lettera ed un numero, si utilizzano altri valori (ma sempre due) per raggiungere la più grande precisione possibile.
Prima di iniziare a spiegare i metodi più in voga attualmente, volevo fare una piccola distinzione tra coordinate geografiche e coordinate chilometriche
Nelle coordinate geografiche, la prima coordinata che si da è il valore della longitudine (ovvero di un meridiano) in gradi/primi/secondi ed il secondo è il valore della latitudine (ovvero di un parallelo)sempre in gradi/primi/secondi.
Il reticolo su cui si basano queste coordinate è infatti quello geografico composto da paralleli (linee circolari ideali parallele all’equatore) e meridiani (linee circolari ideali passanti per i poli).
Nelle coordinate chilometriche non parliamo di latitudine e longitudine, ma di chilometri, rappresentati da quadrati divisi in altri quadrati, divisi a loro volta in altri quadrati di 1Km di lato (questi formano il reticolato chilometrico).
C’è una differenza sostanziale nel fatto che 1Km è sempre 1km ovunque lo si indichi, mentre un grado di longitudine non è sempre lungo uguale, ma avrà la sua lunghezza massima all’equatore e la sua lunghezza minima (cioè 0) ai poli in cui tutti i meridiani convergono in un punto…
In Italia (…anche se qualche lettore di scienzafacile non abita qui, ma molto lontano e ne approfitto per salutarlo calorosamente!) ci troviamo a metà strada tra Equatore e Polo Nord, quindi va sempre tutto bene nell’indicazione delle coordinate, ma capite che se dovete indicare un punto a 20Km dal Polo Nord o Sud che sia, Il reticolato geografico non sarà il migliore a cui riferirsi!

Ora cominciamo con quelle riferite ai reticolati chilometrici internazionale e italiano.

COORD CHILOMETRICHE UTM (quelle internazionali)

Si basano su un reticolato diviso in quadrati di un Km di lato.
Questi quadrati, su una tavoletta IGM sono segnati in viola.
Una tavoletta comprende un’area di 10Km di lato, quindi di dieci quadrati.
Meridiano di riferimento: quello di Greenwich!
Parallelo di Riferimento: l’Equatore!!!

C’è quasi sempre un esempio delle coordinate di un punto sulla legenda della tavoletta. Lo trovate scritto in viola

esempio chilometriche UTM

La sintassi da utilizzare per questo tipo di coordinata è:

1 – La designazione di zona (es: 32T). E’ segnata nell’esempio in legenda.
2 – Identificaz del quadrato di 100Km di lato (es: LR). E’ segnato al centro della tavoletta e nell’esempio a cui mi riferivo prima.
3 – Il valore del ‘meridiano’ (non è effettivamente un meridiano) che potete leggere sul lato basso o alto della carta. Questo è composto da diverse cifre scritte in viola. Bisogna prendere solo le ultime due (scritte più in grande) ed aggiungere un decimale
(Qualcuno usa chiedere due decimali, pur essendo diverso dallo standard anche se indubbiamente più preciso…)

4 – Il valore del ‘parallelo’ (non è effettivamente un parallelo, comunque si procede allo stesso modo del ‘meridiano’, ma ci si riferisce ai numeri in viola sui lati destro e sinistro della carta)

Il tutto potrebbe risultare coosì, giusto a titolo di esempio:

32TLR557568 che corrisponde a ‘Ligne’ sulla Tavoletta IGM di ‘Rhemes Saint Georges’

COORD CHILOMETRICHE GAUSS-BOAGA

Queste, sulla tavoletta, sono indicate in modo più sbrigativo.
Meridiano di riferimento: Greenwich? Parallelo di riferimento: il solito!

In realtà quando poi indichiamo le coordinate, non si può parlare nè di meridiani nè di paralleli, in quanto il reticolato chilometrico è formato da linee di riferimento sempre parallele tra loro che delimitano quadrati di un km di lato, mentre meridiani e paralleli formano un reticolato diverso (reticolato geografico) ed i meridiani non sono paralleli tra loro ma convergenti verso i poli… Sempre sulla legenda, sono indicati: il fuso in cui ci troviamo (est o ovest) e le coordinate dei quattro vertici della nostra Tavoletta.

es: FUSO OVEST

N.O. E 1350226 – N 5058906
N.E. E 1359963 – N 5058683
S.O. E 1350003 – N 5049648
S.E. E 1359755 – N 5049422

Gauss-Boaga

Questi numeri non rappresentano dei chilometri, ma dei metri.
I chilometri sono quindi la cifra centrale o, se preferite, la quarta cifra da destra.
Il reticolato chilometrico è segnato in nero sulla Tavoletta. Se non sono tracciate le linee (cosa abbastanza frequente) troverete dei simboli sul bordo della carta ad un Km di distanza l’uno dall’altro ed in legenda le istruzioni per individuarli.
Con una riga potete tracciare il reticolato nella zona che vi interessa.
Questo non sarà per forza parallelo a quello viola. Fate quindi ATTENZIONE a congiungere i punti con lo stesso valore sui bordi opposti della carta!!!

Fatto questo, partite dal vertice di riferimento più comodo e indicate le coordinate con la seguente sintassi:

FUSO (EST oppure OVEST) E (La E va messa anche se vi trovate nel fuso ovest!!!) Poi la coordinata che va modificata fino al centinaio di metri e le ultime due cifre le lasciamo 00, non avendo la possibilità di essere così precisi con un righello!
(Anche qui, qualcuno chiede di inserire un decimale in più, quindi si modificherà anche la penultima cifra…) A titolo di esempio, un punto che si trovasse ad un chilometro ad est ed un chilometro a sud del vertice N.O. avrebbe queste coordinate:

FUSO OVEST E 1351200 N 5057900

Arriviamo ora all’indicazione delle coordinate geografiche italiane e internazionali.
Ultimamente, c’è la tendenza di considerare più importanti le coordinate internazionali, al contrario di qualche decina di anni fa, quando in alcune tavolette IGM il reticolo internazionale veniva addirittura snobbato!

Per indicare le coordinate geografiche dovremo specificare longitudine e latitudine espresse in gradi, primi (sessantesimi di grado) e secondi (sessantesimi di primo).

COORDINATE GEOGRAFICHE GAUSS-BOAGA

Sui vertici della carta, troverete scritte in NERO le coordinate geografiche GAUSS-BOAGA del vertice stesso.
Il meridiano di riferimento è quello che passa da Montemario (Roma) ed il parallelo di riferimento è l’equatore, quindi, se ci troveremo in una zona a ovest di Montemario il valore della longitudine crescerà da destra verso sinistra e sarà indicata come longitudine OVEST di Montemario, altrimenti crescerà da sinistra verso destra e sarà indicata come longitudine EST.
Sul bordo della carta sono indicati i primi di grado tramite strisce alternate grige e bianche. Questi coincidono esattamente con i primi di grado del reticolato geografico GAUSS BOAGA.

Gauss-Boaga

Facilmente quindi si ricavano i valori di longitudine (EST o OVEST) e di latitudine (NORD) sommando o sottraendo i primi e (dividendo idealmente i primi in 60 parti uguali) i secondi di grado ai valori indicati nei vertici della carta. Attenzione ad eseguire somma o sottrazione secondo dove ‘vi trovate’ rispetto al meridiano di Montemario e secondo il vertice di riferimento da voi scelto!!!

COORDINATE GEOGRAFICHE INTERNAZIONALI

Sui vertici della carta, troverete scritte in viola le coordinate geografiche internazionali del vertice stesso (da questo valore potrete notare che anche i primi di grado sono sfalsati rispetto a quelli Gauss Boaga di alcuni secondi).
il meridiano di riferimento è quello di Greenwich ed il parallelo di riferimento è l’equatore. ATTENZIONE! I primi di grado sono esattamente lunghi uguali a quelli delle coord Gauss-Boaga, ma risultano sfalsati di alcuni secondi (e non sono segnati sul bordo della carta IGM. Quelli sul bordo della carta IGM sono i primi di grado del reticolo GAUSS-BOAGA).

Il meridiano di Montemario SU CUI SI BASA IL RETICOLATO GEOGRAFICO ITALIANO si trova infatti a 12° 27′ 10″ o, come vedo su molte carte, di 12° 27′ 11″ di longitudine est da Greenwich.

Anche l’equatore di riferimento risulta sfalsato di qualche secondo di grado rispetto a quello del reticolato G-B…

Detto questo, per indicare la longitudine di un punto della carta, conviene prendere come riferimento la longitudine (per le tavolette IGM sarà longitudine EST) da Greenwich indicata su uno dei vertici sinistri della carta e sommare i primi di grado , poi indicare anche i secondi di grado (dividendo idealmente i primi di grado in 60 parti uguali) e poi si somma o si sottrae il valore dei secondi di grado di cui è sfalsato il reticolo geografico internazionale rispetto a quello Gauss Boaga.

Per indicare la latitudine (per le tavolette IGM, latitudine NORD) ci riferiremo ai vertici in basso (S-O e S-E) ai quali sommeremo i primi e i secondi di grado di distanza dal vertice.

NOTE: Il reticolato geografico di una tavoletta è sempre formato da linee parallele ai bordi della carta(ma non per forza, anzi quasi mai parallelo al reticolato chilometrico).

Un esempio:
Le coordinate geografiche GAUSS-BOAGA di ‘Ligne’ in Val di Rhemes (Aosta) sono:

5° 18′ 16″ longitudine ovest da Montemario
45° 38′ 8″ latitudine nord

Le coordinate geografiche internazionali di ‘Ligne’ in Val di Rhemes (Aosta) sono:

7° 8′ 55″ longitudine est di Greenwich
(notare che la somma dell’utima cifra (6″) dei secondi delle coord G-B e l’ultima (5″)delle Internazionali danno 11 e avrebbero dato 11 anche in un altro punto della carta)

45° 38′ 14″ latitudine nord
(sei secondi in più di prima come si evince dalla latitudine indicata ai vertici)

Mi rendo conto che sia più complicato spiegarlo che farlo.
Qualora trovassi un modo migliore per spiegare il tutto, non esiterò a riscrivere meglio l’articolo!
A presto e… in bocca al lupo per l’esame di Cartografia!!!

Io ho ricavato le coordinate, improvvisando sulla carta.
Consiglio di farlo anche a voi. Troverete un modo infallibile.
Il metodo deve essere logico e dovete avere idea di come ricavate un valore delle coordinate.
Non potete basarvi solo su un calcolo che potrebbe essere sbagliato. Prima cercate magari di ricavarle a occhio (basta solo un po’ di allenamento!). Otterrete così un valore che potrete confrontare con quello ottenuto coi calcoli più precisi e di certo non sbaglierete perchè saprete già cosa aspettarvi!

… Ora sarà più facile indicare i punti da cui parte ed in cui termina un Profilo o un Bacino Idrografico, argomento di cui ci occuperemo nella terza parte di questo manuale.
A presto!

– Parte III
– Il Bacino Idrografico

Puoi consultare il manuale gratuitamente,

oppure fare una piccola donazione (3€ ad esempio) con carta di credito cliccando sul tasto “Donate” nella barra laterale. Grazie.