Stefano Rossignoli 1 febbraio 2011

Immagini di Alessandra Morgillo ed Enrico Rovira.

Gemma di Larice Foto E. Rovira

Gemma di Larice Foto E. Rovira

Nei paesi temperati come il nostro, siamo soliti vedere il risveglio della vegetazione in primavera e così è. Questo perchè le piante in inverno diminuiscono drasticamente la loro attività per la quale serve in continuazione che passi acqua dalle radici alle foglie  ma con le temperature invernali così basse l’acqua congela!! Anche le piante ‘sempreverdi’ sono molto più attive nella bella stagione, rispetto all’inverno…

In inverno però le piante non dormono del tutto ed ora sono quasi pronte all’esplosione di attività primaverile/estiva a partire dalle loro gemme che in questo periodo sono al massimo della forma e di cui scriverò qualcosa in questo piccolo articolo…

Tanto per introdurre l’argomento dal punto di vista botanico, è d’obbligo dire che una gemma è una parte del fusto (detto anche caule) della pianta. Nonostante lo studio della Botanica all’università, porto con me il ricordo di bambino per cui dalle gemme, in primavera nascono le nuove foglie della pianta…

In realtà non serve studiare Botanica, ma basta qualche semplice osservazione, che presto avremo occasione di fare dal vero (finalmente!) per renderci conto che da una gemma non nascono solo foglie, ma anche rami e, delle volte, fiori… In questo caso, sto parlando delle gemme che tutti conosciamo: quelle dormienti che diventano quiescenti (una sorta di sonno!) a fine estate o  in autunno e aspettano la fine dell’inverno o la primavera per svegliarsi rigogliose!

Questo tipo di gemme, nella maggior parte dei casi, è molto ben adattato allo svernamento essendo rivestito da piccole foglioline molto robuste dette perule, disposte embricate (come le scaglie di alcuni pesci o le tegole dei tetti ‘vecchia maniera’) nonché sovrapposte in modo particolarmente protettivo e  che spesso sono anche ricoperte di peli. Le perule sono impermeabili all’acqua e servono principalmente come protezione meccanica dagli agenti atmosferici, contro eventuali urti o sfregamenti, e per evitare la disidratazione (la perdita di liquidi) della gemma stessa e non servono come isolamento termico. La temperatura interna della gemma infatti è sempre del tutto simile a quella esterna.

In realtà all’apice di ogni fusto attivo c’è una gemma: la gemma terminale. Possono ovviamente esserci anche gemme laterali o ascellari.

gemme di acero al disgelo Foto di A.Morgillo

gemme di acero al disgelo Foto di A.Morgillo

Le gemme possono essere vegetative, ovvero contenere solo rami e foglie, cioè le parti non adibite alla riproduzione, oppure florali se contengono le parti dei fiori a livello embrionale o miste se contengono entrambi

Quello che però possiamo vedere noi, è solo la parte esterna della gemma. In realtà è molto curioso conoscere la struttura interna, la zona embrionale e mi affascina sapere che è da questa che ha origine tutto ciò che vediamo di una pianta.

Per quanto riguarda le radici (che però non sempre vediamo!) il discorso è analogo, ma ora non ce ne occuperemo.

Gemme di Quercia - Foto E. Rovira

Gemme di Quercia – Foto E. Rovira

La gemma costituisce come accennavo sopra, la zona embrionale della pianta e contiene sia le parti principali del fusto in formazione, sia (soprattutto) il meristema apicale, cioè quelle cellule che, continuando a dividersi, producono tutte le parti aeree della pianta come foglie, rami e fiori.

link a wikipedia: meristema

Una cellula meristematica è, in generale, una cellula che, continua a dividersi, producendo altre cellule. Qualcuno paragona le cellule meristematiche alle cellule staminali del mondo animale e mi sembra un paragone azzeccato.

Nel caso delle piante, le cellule del meristema apicale si dividono in continuazione a formare nuove cellule che non ‘sanno’ ancora di preciso cosa diventeranno e che si divideranno ancora, ma poco dopo, a seconda principalmente della posizione in cui si trovano si trasformeranno (in biologia, al posto di ‘si trasformeranno’, si utilizza il termine ‘si differenzieranno‘) in foglie, rami e fiori con le loro complesse strutture, nonchè alcune daranno origine ad altri meristemi…!

gemme e rugiada - Foto A.Morgillo

gemme e rugiada – Foto A.Morgillo

Il tutto parte da alcune cellule chiamate cellule iniziali che si trovano sulla porzione più apicale detta apice del germoglio (vedi figura qui sotto). L’apice del germoglio cambia forma in continuazione con ciclicità. Inizialmente è a forma di cupola, poi ai suoi lati compaiono delle protuberanze che saranno le bozze fogliari. A questo punto l’apice, continuando a dividersi, riprende la forma di cupola, fino a che ai suoi lati non spunteranno nuove bozze fogliari e così via.

I primordi dei rami si formano nella zona detta ascella fogliare, ovvero l’angolo interno tra il fusto e la foglia (in questo caso tra la bozza fogliare e il fusto embrionale), a volte subito dopo la formazione della bozza fogliare, altre volte invece quando ormai si sono formate già altre due o tre bozze fogliari…

La cosa curiosa è che poi, ogni primordio si differenzia in una gemma (in questo caso ascellare) che darà origine a nuovi rami, foglie, ecc… e questo succede in continuazione per tutto il periodo di attività della pianta, fino a quando nell’inverno successivo il sistema andrà in quiescenza, cioè a riposo formando gemme dormienti.

Questa figura che non è nient’altro che il disegno stilizzato di una gemma in sezione vista al microscopio, ci aiuterà meglio a comprendere:

gemme-1 - disegno

Man mano che le cellule si allontanano dall’apice del germoglio, continuano a dividersi e ad allungarsi, facendo crescere le varie parti del fusto, poi gradualmente perdono la facoltà di dividersi e di accrescersi in lunghezza, mentre di solito manterranno la capacità di dividersi (e solo in alcune piante)  le cellule adibite all’accrescimento in larghezza. Il tronco di un albero o di un arbusto  in effetti cresce in continuazione di anno in anno in larghezza e questo è dovuto ad un altro tipo di meristemi collocati tra il legno propriamente detto (o xilema) e la corteccia (detta sughero).

Detto questo però non ho nessuna intenzione di fare il botanico per ora, quindi mi fermo qui, sperando di avervi almeno introdotto al ‘semplicemente complicatissimo’ mondo delle gemme delle piante!!!

gemme di acero  - Foto A.Morgillo

gemme di acero – Foto A.Morgillo

Bibliografia: Oreste Arrigoni “Elementi di Biologia Vegetale – Botanica generale”