Scienza Facile

Blog di curiosità e divulgazione scientifica. Le Scienze Naturali per tutti. – E' un'idea di Stefano Rossignoli – Benvenuti!

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Stefano Rossignoli 20 febbraio 2012

Parte 1 - Introduzione. Come iniziare

Parte 2 –  Porifera, Archeociata, Stromatoporoidea

Parte 3 - Coelenterata (Coralli)

Parte 4 - Molluschi

Parte 5 – Le strutture geopetali

 

Un altro grandissimo taxon di molluschi è quello dei Gasteropodi. Oggi si trovano dappertutto, in acqua dolce, salata e sulla terra ferma. I loro gusci sono diffusissimi anche allo stato fossile e sono distribuiti dal Cambriano fino al Recente (ovviamente con maggior diffusione in rocce di origine marina a causa della maggior probabilità di seppellimento in caso di morte).

Gasteropode attuale - destrorso - sifonostomo - peristoma con espansioni alari

Gasteropode attuale (interno) - destrorso - sifonostomo - peristoma con espansioni alari

Per la descrizione  procederei in questo modo:

- Forma del guscio

Dalle planispirali più antiche, evolute o involute a seconda del rapporto tra larghezza dell’ultimo giro e dell’ombelico, alle fusiformi, turricolate, biconiche, ecc, ecc. In caso di fossile in sezione si nota facilmente che il guscio non è diviso in camere ma c’è un unica cavità interna.

Anche le misure sono da rilevare per una descrizione di grande precisione. Le più importanti sono l’altezza totale, l’altezza dell’ultimo giro, l’angolo apicale e l’angolo spirale. Volendo si può misurare di tutto: altezza larghezza della protoconca, degli ornamenti, del peristoma, degli altri giri e tutto quel che si vuole ma non è particolarmente utile in questa sede…

– Numero di giri

Qui non c’è nulla da spiegare. Solo aggiungerei in questa fase della descrizione se è presente o meno la protoconca, di che tipo è, ovvero che forma ha e se è olostrofica (in asse con la teloconca) o eterostrofica (a circa 90° di inclinazione rispetto alla teloconca).

Infine direi come si distingue la protoconca dalla Teloconca. Potrebbe cambiare l’ornamentazione oltre che all’asse di crescita, ecc.

– Senso di accrescimento

…detto anche orientamento della conchiglia… Bisognerebbe orientarla con l’apice verso l’alto, il peristoma in basso e l’apertura del peristoma rivolta verso i propri occhi…

Sarà destrorso (quasi sempre) o sinistrorso? Se, orientando bene la conchiglia, guardo l’apertura del peristoma e la vedo a destra rispetto al resto della prosegui la lettura…

Stefano Rossignoli 21 febbraio 2012

Ibis e tramonto

Ibis e tramonto

Oggi ho rintracciato gli Ibis che avevo visto qualche giorno fa dalle mie parti, nelle vicinanze di casa mia…

Li ho visti in mezzo ad un gruppo di almeno 30-40 Ardeidi, tra cui moltissime Garzette, Aironi cenerini ed Aironi bianchi maggiori…

Ho avuto anche un presentimento… Mi son visto tra vent’anni (se avrò la fortuna di arrivarci e se non sarà tutto case, palazzi e asfalto…), ripassare negli stessi luoghi ed essere bloccato alla vista di 30-40 Ibis e due o tre Aironi…

Probabilmente questo presentimento non sarà così facile ad avverarsi, ma non ci sarebbe certo da stupirsi. Le barriere geografiche sono sempre meno efficaci, specialmente se prosegui la lettura…

Stefano Rossignoli 20 febbraio 2012

Prima che mi dimentichi come si fa, volevo parlarvi di come si realizza uno scavo paleontologico, come si imposta il ‘terreno’ e come si organizzano i lavori …almeno in un paio di casi e di squadre che ho frequentato per diversi anni.

scavo Grigna

scavo Grigna

So che in alcuni casi, lo scavo paleontologico è materia di studio ma c’è poco da studiare. A scavare si impara scavando ma devono essere ben chiari alcuni principi in modo da comportarsi adeguatamente una volta sul campo di lavoro…il che non vuol dire che scavando non si possa anche star bene e divertirsi!

Prima di tutto, ogni scavo è diverso da un altro, almeno qui da noi in Italia dove le rocce sono tutte piegate, rotte e “mescolate” dalla Tettonica.

Poi, quali sono le cose più importanti durante la ricerca dei fossili?

Primo: NON FARSI MALE!!!

E già! Gli scavi vengono eseguiti spesso in luoghi pericolosi, instabili oppure in luoghi resi instabili dagli scavi stessi.

Si maneggiano strumenti e attrezzi a volte pesanti e che scaricano una forza notevole …ed è bene non scaricarsela su una mano, una gamba o in testa! Si maneggiano anche rocce, a volte blocchi di grandi dimensioni, e poi secchi, carriole, ecc.

Ci si muove su terreni difficili, magari scivolosi e spesso si è molto carichi. Capita di spostare blocchi di decine di chili che a volte sfiorano o superano il centinaio e c’è da stare all’occhio!

A volte sono necessarie attrezzature per la sicurezza personale quali corde, imbragature (se lo scavo viene eseguito in zona esposta a cadute dall’alto) , caschetti, guanti, occhiali protettivi per evitare schegge di roccia impazzite, scarpe con punta rigida per evitare che i piedi finiscano schiacciati da un masso, e altro a seconda dei casi…

Un bel caffè per stare attenti e lucidi è quel che ci vuole!!!

Un bel caffè per stare attenti e lucidi è quel che ci vuole!!!

Se fa caldo bisogna bere tanto e se fa freddo bisogna coprirsi. Se si scava in montagna, ad alta quota può capitare che nello stesso giorno si cominci a scavare a torso nudo e due ore dopo si muoia di freddo (o viceversa) per cui bisogna essere attrezzati, soprattutto se si è lontani dal Campo Base. Il sole è un amico ma bisogna spesso proteggersi il capo per non beccarsi un’insolazione (ecco da dove arriva il cappello del Paleontologo!!! …che ripara anche un poco dalla pioggia durante una ritirata!!!)

Secondo: IL TEMPO

Lo scorrere del tempo è la cosa più importante di tutte dal punto di vista paleontologico, quindi bisognerà organizzarsi per poter dare una successione temporale al record fossilifero del sito in corso di scavo. In parole più semplici bisogna poter collocare nel tempo dal più antico al più recente i vari prosegui la lettura…

Stefano Rossignoli 15 febbraio 2012

Ibis sacro - individuo giovanile ...e un "bel" copertone di camion

Ibis sacro - individuo giovanile ...e un "bel" copertone di camion

Mi verrebbe da chiedere:”Invece come possiamo chiamare quello che ha gettato quel copertone di camion?”

Ma ormai sapete che credo nella divulgazione delle cose buone, più che negli insulti, quindi preferisco dirvi che, dopo una faticaccia che non immaginate, il copertone è nel mio cortile pronto per andare in discarica insieme ad altri generi di schifezze che ho raccolto su quella riva.

Mi trovavo sulla riva per una potatura e il mantenimento di una riva sana fa parte del dovere di chi abita sulla riva di una roggia.

Una roggia è un corso d’acqua artificiale che  serve per portare acqua di irrigazione ai campi.

Io quest’acqua la utilizzo da sempre per innaffiare l’orto ma l’alveo va tenuto pulito. Così facendo, oltre a far star bene il mio orticello, potranno star bene gli orticelli più a valle ma anche anfibi, pesci, rettili, uccelli, crostacei, insetti, anellidi, ecc e “pure” qualche mammifero.

Mentre stamattina mi recavo sulla riva, ho notato un Uccello di grandi dimensioni in volo …e in fuga, ma non sembrava la “solita” Garzetta che tutti i giorni è a caccia in queste acque.

Il profilo del becco inconfondibile e il colore decisamente bianco …con un po’ di nero qua e là non mi ha lasciato dubbi: E’ un Ibis! L’uccello sacro degli antichi egizi!

Ho imbracciato ovviamente la macchina fotografica ed ho realizzato subito questa pessima fotografia. Nel caso dovesse tornare (l’Ibis, non il copertone), i fotografi amici di scienzafacile sono già ai blocchi di partenza!!!

Genere e specie sono Threskiornis aethiopicus.

Dovrebbe avere tutto il collo nero, ma questo è un individuo giovane che ha meno di un anno. Sarà nato la primavera scorsa e ha ancora il collo un po’ bianco….

Non sto a catalogarvi tutte le caratteristiche dell’Ibis sacro. E’ già pieno di siti internet che lo fanno.

L’unica cosa a cui accenno è la sua distribuzione che storicamente è in Africa a sud del Sahara ed occasionalmente un poco più a nord… Qualcuno però ne ha allevati in Italia e, come succede per le nutrie, ce lo troviamo qui!!!

Non è proprio lo stesso caso, anche perchè sembra, forse, magari, che prosegui la lettura…