Stefano Rossignoli 7 aprile 2012

Pesto di Aglio orsino
Pesto di Aglio orsino

Volendo augurarvi una buona Pasqua di tutto cuore, mi permetto di consigliarvi un piatto semplice ma fantasticamente buono.

L’idea mi è venuta pochi giorni fa mentre ero ospite della classe dell’amico Enrico che è un prof di scienze.

Eravamo in gita sul Monte San Giorgio in Svizzera e si chiacchierava di evoluzione, fossili, glaciazioni e di vegetazione.

La vegetazione cambia in base al clima, all’esposizione ai vari punti cardinali, all’altitudine, alla latitudine e anche in base al substrato e al suolo che la nutre. In una zona caratterizzata da levata umidità, ombra, calcari in posto e copertura glaciale quaternaria ci siamo trovati in un bosco il cui sottobosco era letteralmente invaso di Aglio orsino, scientificamente Allium ursinum L. (In cui la lettera L significa “Linneo” . vedi link su scienzafacile.it).

Alla vista di quello spettacolo e, sopraffatto dal profumo di Aglio ma così delicato, mi è venuta voglia di un pesto realizzato con questa fantastica pianta.

Sul Monte San Giorgio e in molti altri luoghi ho il dubbio che sia vietato raccoglierla, ma per questo basta informarsi.

…ma…

Nel mio giardino l’anno scorso ne è spuntata una piantina (me ne accorsi a primavera innoltrata) e quest’anno si è rinforzata, nonché riprodotta. Qual migliore occasione per tagliarne una quindicina di foglie???

Metto subito in chiaro che vi darò la ricetta con due raccomandazioni:

#1 la più importante: Il mughetto (Convallaria majalis)  ha le foglie simili alla vista, fiore completamente diverso ed è velenoso, ma non ha profumo, quindi prima di preparare un bel piattino, accertatevi di aver reperito con estrema sicurezza l’aglio e non il mughetto. Per accertarsi basta strappare le foglie e annusarle. L’aglio sa di aglio, il mughetto sa più o meno di nulla.

Qualcuno sostiene anche che le foglie assomiglino al colchico (che è estremamente velenoso), ma a me non sembra e poi comunque se sa di aglio è aglio. Se proprio non vi fidate annusate spezzettando ogni foglia. …oppure lasciate perdere!!! …lo vendono anche al supermercato in certi posti…

Un’altra cosa importante che vi raccomando è di non raccogliere per sbaglio e tritare altre foglie di altre piante. Per esempio nel mio giardino, l’aglio cresce vicino all’Elleboro (Elleboro viridis) che è paurosamente velenoso!!!

La foto modificata vi potrà aiutare spero:

aglio orsino ed elleboro
aglio orsino ed elleboro

#2 Se lo pesterete lo potrete chiamare pesto, sennò vi toccherà chiamarlo “trito” o “sminuzzato”. Regola d’oro che ho imparato dall’amico e guest-blogger di scienzafacile.it Andrea Tessarollo (al quale ho anche rubato l’idea di mettere una ricetta su internet) leggendo la sua ricetta del vero PESTO alla Genovese!

Arriviamo ora alla semplicissima ricetta:

Ho sminuzzato (quindi io ho fatto un trito!!!) 15 foglie di aglio orsino insieme a tre noci, le ho versate in una ciotola di ceramica di cui avevo sporcato il fondo di olio. Ho aggiunto 6/8 cucchiaini di Parmigiano Reggiano ed un paio di pizzichi di sale. Ho mescolato il tutto con un cucchiaino aggiungendo olio d’oliva fino a che l’amalgama fosse liquida ma non troppo.

Ecco fatto!

Con questa quantità ho condito 350gr di pasta (mezze penne rigate De Cecco) e ci ho fatto un paio di bruschette di antipasto!

…moooolto buono il tutto e ottimo riscontro a tavola!!!

Sinceri auguri di buona Pasqua da me e dallo staff di scienzafacile.it

A presto!