Canto d’autunno

L’inverno è alle porte e i nostri centri urbani si popolano di vivaci pettirossi che il freddo rende più intraprendenti. Agli individui che vi risiedono abitualmente tutto l’anno si aggiungono quelli delle vicine montagne e alcuni arrivano da molto lontano, dalle fredde terre del Nord Europa.

E’ con estremo piacere che scienzafacile dà inizio alla rubrica di fotografia naturalistica, ‘La foto del mese’.

Alessandra Morgillo 17 novembre 2010

Erithacus rubecola_A.Morgillo

Erithacus rubecola Foto A.Morgillo

L’inverno è alle porte e i nostri centri urbani si popolano di vivaci pettirossi che il freddo rende più intraprendenti. Agli individui che vi risiedono abitualmente tutto l’anno si aggiungono quelli delle vicine montagne e alcuni arrivano da molto lontano, dalle fredde terre del Nord Europa.

L’aria dolce e indifesa di questo uccellino cela un’indole solitaria e territoriale, non divide la propria area di alimentazione con individui della stessa specie, anzi la difende gelosamente mostrando, fiero, l’inconfondibile macchia arancione. Diventa quindi necessario affermare il territorio conquistato, così sia i maschi che le femmine, che d’aspetto si assomigliano molto, cantano. Il Pettirosso è uno dei pochi uccelli che canta tutto l’anno, tra i primi a farsi sentire all’alba e uno degli ultimi a smettere la sera. Anzi, non è improbabile sentire i suoi armoniosi vocalizzi anche di notte, specialmente nelle aree urbane soggette a disturbo antropico (inquinamento acustico, forte illuminazione). Il segnale deve giungere forte e chiaro ai propri simili e durante le ore notturne, quando il traffico è minore, il canto può risultare più efficace.

Ascolta il canto del pettirosso