Problemi in fisica?

Stefano Rossignoli 5 dicembre 2013

A 12 anni dalla laurea eccomi, per svariate ragioni, di nuovo alle prese con i meandri della REGINA delle MATERIE SCIENTIFICHE.

Sapete qual’è vero?

E’ LA FISICA.

Tutto ciò che facciamo e ci circonda è fisica applicata a noi e al nostro pianeta.

Un piccolo salto scendendo dal monte Generoso - Estate 2013
Un piccolo salto scendendo dal monte Generoso – Estate 2013 – Questa è fisica allo stato puro!

Sto studiando (In realtà sto ripassando! Fortunatamente per me non ho mai avuto grossi problemi con questa materia salvo nei livelli più avanzati).

E’ un po’ che non mi applico e sono un po’ arrugginito! Ho ancora qualche bel libro (quello delle scuole superiori lo utilizzai per studiare fisica all’università).

Un bravo prof che spieghi bene e si faccia capire però è tutta un’altra cosa.

ERIK VIOTTI non lo conosco di persona ma solo dal suo sito internet. E’ un ciclista iperattivo in molti altri campi…mi ricorda qualcuno…

Siamo stati linkati insieme a nostra insaputa sul bellissimo “BICIGIRI.IT” e da allora vado spesso su questo sito per osservare i progressi dei vari ciclisti e “non solo ciclisti” linkati.

Erik è un professore di FISICA e, leggendo il suo “La fisica in tasca” ho notato che per certi aspetti è molto simile ai miei manuali, allora lo evidenzio con piacere nei links di scienzafacile.it.

…e soprattutto userò il suo manuale e gli esercizi risolti che si trovano qui: http://www.erikviotti.it/scuola.asp

 

I fossili alla scuola primaria – terza elementare

di Stefano Rossignoli

Ascolta il file audio dell’articolo in formato .mp3

Articolo In continuo aggiornamento

Un Rettile Marino addenta un'Ammonite
Un Rettile Marino addenta un’Ammonite

Questo piccolo e semplice post è soprattutto dedicato ai ragazzi e ragazze di terza elementare, alle e agli insegnanti della scuola primaria! …ma  chiunque può leggerlo!!!

Nel caso di ragazze e ragazzi di terza elementare, quando siete su inernet, consiglio di leggere una paginetta per volta e meglio se in compagnia di un adulto…

Approfitto di questo post anche per augurare a tutte e a tutti, insegnanti, alunni e impiegate/i scolastici un ottimo anno scolastico 2013/2014 a nome di scienzafacile.it.

Ma ora cominciamo!

Ciao a tutte e a tutti!

Bene! Prima di tutto, quando si parla di qualche cosa, bisogna sapere di cosa parliamo!

Parliamo di Fossili.

I fossili sono “Ciò che rimane degli esseri viventi del passato”. Si conservano solo alcune parti, quelle più resistenti, di solito le parti dure.

In alcuni casi molto rari si può conservare anche l’intero organismo, ad esempio nel caso del congelamento. E’ capitato di trovare Mammut, Bisonti e Rinoceronti congelati da millenni,  anche alcuni semi delle piante…

Quando accompagno le visite guidate in Museo a Milano, molto spesso i vostri compagni mi dicono che i fossili sono le ossa dei Dinosauri, ma non basta! Anche altri esseri viventi possono conservarsi per tanto tempo, esseri viventi di tutti i tipi: animali, piante e a volte anche esseri viventi che non conosciamo molto bene.

Vi siete mai chiesti come facciamo a sapere come si muovevano gli animali del passato, ad esempio i Dinosauri o i nostri antichi parenti ominidi?

Non basta studiare le ossa!

E anche per sapere cosa mangiavano, non basta studiare la forma dei denti!

I Paleontologi, che sono scienziati studiosi di fossili, per rispondere a queste domande studiano fossili importantissimi, cioè le tracce, come veri e propri investigatori.

I fossili allora sono CIO’ CHE RIMANE DEGLI ESSERI VIVENTI DEL PASSATO, COMPRESE LE TRACCE che questi esseri viventi hanno lasciato.

Grazie alle tracce fossili a volte possiamo capire come venivano appoggiate le zampe degli animali, possiamo sapere se strisciavano, camminavano, correvano, se appoggiavano la coda quando si muovevano e se appoggiavano il corpo a terra quando si fermavano, possiamo ricostruire la loro velocità studiando la distanza tra le orme.

NON possiamo invece conoscere il peso dell’animale. La stessa bestiola può lasciare impronte di diversa profondità in base alla durezza della superficie su cui si muove…

Se vengono trovate tracce di denti sulle ossa o sul guscio di un altro animale e la forma e posizione dei denti coincidono con quella dei denti di un animale già conosciuto, si può capire chi si è cibato di quell’animale. Questo è il caso del disegno in apertura in cui un Rettile Marino addenta un Mollusco per ucciderlo e mangiarlo.

A volte possiamo sapere semplicemente che in un certo posto ci sono stati degli animali, trovando le loro tane o i loro escrementi o le loro uova, le loro tracce. E raramente possiamo capire che animale le ha lasciate di preciso.

Una tana
Una tana

Per poter capire tutte queste cose, bisogna imparare a conoscere molto bene le tracce lasciate dagli animali di oggi in modo da poterle confrontare con quelle del passato.

Un nido di uccello e un nido di Dinosauro ad esempio hanno molto in comune!

Un nido di Dinosauro
Un nido di Dinosauro

Vediamo qualche esempio di altri tipi di tracce:

La traccia 1 dovreste conoscerla molto bene! E’ la traccia di un bipede, cioè di uno che cammina su due zampe. E’ la nostra camminata!

Provate a fare un esperimento, se avete la fortuna di poterlo fare, (oppure assistite usando un amico o amica come cavia!) magari quando andate al parco o a fare una passeggiata: in un luogo dove lasciate delle tracce, provate a passare camminando, poi camminando più veloce e poi correndo e a confrontare le tre piste di impronte! Cosa cambia? Quando aumentate la velocità fate i passi più lunghi e appoggiate i piedi uno davanti all’altro, non di fianco, Vero? E’ così che si comincia a conoscere le tracce del passato. Conoscendo prima le nostre!

La traccia 2 quindi è di un bipede che corre (potrebbe essere la traccia di un Dinosauro)!

La traccia 3 è di un bipede coi piedi simili al 2 ma che cammina lentamente.

La traccia 4 è la traccia di un uccello attuale che cammina. Potrebbe essere di un airone ad esempio.

Tracce come queste vengono chiamate “tracce di spostamento”.

 

Noi però pensiamo quasi sempre a grossi animali vertebrati con le zampe, ma anche vermi, molluschi e altri piccoli invertebrati possono lasciare tracce molto chiare.

Tracce di vertebrati e invertebrati
Tracce di vertebrati e invertebrati

Abbiamo visto le tracce lasciate da alcuni animali. La A, la B e la C potrebbero essere tracce  di Dinosauro…

Le prime due potrebbero essere dello stesso tipo di animale bipede che si muoveva a velocità diverse.

La terza è la traccia di un quadrupede che camminava tranquillamente.

La “d” è la traccia di una lucertola. Si nota che striscia lievemente col corpo e serpeggia a destra e sinistra.

La “e” potrebbe essere la traccia di un verme, un mollusco o comunque un animale che scava un passaggio nel sottosuolo.

La “f” è la traccia di un artropode, qualcosa di simile a un millepiedi …o magari a un Trilobite.

Guarda QUI le tracce dei porcellini di terra che ho osservato il 26 novembre 2013

Ce ne sarebbero molte altre! …quanti tipi di tracce esistono!!!

Se vuoi approfondire il discorso sulle tracce fossili, avevo fatto un paio di video-post.

Ecco i links:

Le tracce fossili – parte 1

Le tracce fossili – parte 2

Se vuoi andare alla pagina successiva clicca qui sotto!

Museo di Arsago Seprio (VA) – La nuova sala paleontologica

2 maggio 2013

E’ davvero una soddisfazione per me, vedere i lavori che vanno a buon fine.

Un paio di anni fa, tramite il mio prof. di Paleontologia dei Vertebrati, venni contattato dalla Sopraintendenza ai beni Archeologici e tra qualche peripezia, feci un inventario di fossili al Museo di Arsago Seprio.

Fabio Bona
Fabio Bona

Lo scopo dell’inventario era regolarizzare la collezione presente in museo, donata dal Dott.Politi, in modo da poter ufficializzare e realizzare un’esposizione di carattere scientifico, divulgativo e didattico presso lo splendido e già presente Civico Museo Archeologico di Arsago.

La collezione inventariata, si componeva principalmente di una fauna a pesci e rettili italiani. Erano presenti anche alcuni resti di invertebrati e di vegetali…

Molti fossili (soprattutto pesci) provenivano da Bolca, famosa località fossilifera che si trova a nord di Verona e i Rettili erano del Monte San Giorgio che ben conoscete se frequentate scienzafacile.it.

Tutti i fossili erano esteticamente notevoli ed alcuni anche in ottimo stato di conservazione. Alcuni di questi erano rari, nonché scientificamente importanti.

Il lavoro di inventario, per quanto semplice, fu minimamente problematico per vari motivi, logistici e di rapporti con la Sopraintendenza…

Comunque sia, riuscii a finire il lavoro in un tempo relativamente breve grazie alle istituzioni di Arsago, primo tra tutti l’assessore alla Cultura Martino Rosso che mi venne incontro aprendomi il Museo anche quando la gente dovrebbe far vacanza e che mi permise di lavorare senza dover guardare troppo l’orologio!

Durante il mio lavoro, la dottoressa Alpago Novello, colonna del Museo di Arsago, mi portò a vedere una nuova sala adiacente al museo. La saletta era in restauro ma mi fu anticipato che avrebbe accolto la nuova collezione paleontologica Politi.

Mantennero la promessa e qualche giorno fa ho assistito all’inaugurazione della nuova sala visitando il museo in prima persona.

Ho espresso il mio piacere per il risultato a Martino Rosso e al dott. Fabio Bona che si è occupato della parte scientifica, dell’esposizione e dei pannelli didattici molto esaurienti, utili sia per il turista sia alle visite da parte delle scolaresche. Fabio, se non lo conoscete già è un amico, un collega, nonchè responsabile degli studi, e degli scavi alla Caverna Generosa del Monte Generoso in Val d’Intelvi .

Il risultato ve lo lascio tutto da scoprire. Vale certo la pena fare un giro da quelle parti.

Io sono rimasto affascinato non solo dalla nuova sala Paleontologica ma anche e soprattutto dai reperti archeologici relativi alle antiche popolazioni che abitarono la zona a partire da almeno 3000 anni a.C. fino a poche centinaia di anni fa e dalla storia che se ne percepisce…

Allora, passate ad Arsago per una visita.

Non ve ne pentirete!