Davide Bertè 1 febbraio 2012

uomo di neanderthal e penne
uomo di neanderthal e penne

In occasione di un viaggio a Roma ne ho approfittato per visitare la mostra “Homo sapiens” a Palazzo delle Esposizioni (fino al 9 aprile). Ne approfitto subito per consigliare, a chi ne avesse la possibilità, di andare assolutamente a vederla. Viene ripercorsa l’evoluzione umana a partire da Australopithecus fino a giungere a Homo sapiens con belle ricostruzioni e molti reperti.

L’unica cosa che mi ha fatto alzare il sopracciglio è la sezione sull’uomo di Neandertal…

Arrivando nella sala dedicata, si può ammirare una ricostruzione a grandezza naturale di un neandertaliano. Gli addetti ai lavori sicuramente avranno notato subito che ha una penna tra i capelli. Questo piccolo dettaglio (che verrá estesamente spiegato solo in una delle ultime sale) trae origine da un articolo uscito l’anno scorso. Qui trovate il link per leggere l’articolo originale.

Fino a oggi si riteneva che l’uomo di Neandertal fosse privo di interessi artistici e di vita simbolica. Le uniche sepolture e gli oggetti artistici cha abbia mai prodotto sono successivi al contatto con Homo sapiens e si ritiene quindi che siano più dovuti a imitazione che a sviluppo autonomo e indipedente.

Nella grotta di Fumane (Verona) sono state ritrovate, nei livelli abitati dal Neandertal, delle ossa di uccelli con dei segni di tagli in corrispondenza delle remiganti. Poiché le ali sono zone con poca carne attaccata, probabilmente i tagli sono stati fatti per recuperare le remiganti e non a scopo alimentare. Dato che sono le penne più vistose, per esclusione, si pensa che siano state prelevate per un uso simbolico. E via con i confronti etnografici.

A parte il fatto che si tratta di una inferenza senza basi solide, a parte il fatto che i confronti etnografici con un’altra specie lasciano il tempo che trovano, mi ha indisposto come le guide che portavano le scolaresche vendessero la notizia come cosa certa. Mentre visitavo la mostra ho sentito parlare un paio di volte della “vita spirituale del Neandertal, che seppelliva i morti e si adornava di penne, come è stato dimostrato dagli scienziati”. Il fatto che degli studiosi abbiano fatto questa ipotesi non vuole assolutamente dire che si tratti di una solida certezza. Quelle penne potrebbero benissimo essere state prelevate per scopi pratici e non simbolici. Un conto è il dato (i tagli per prelevare le remiganti) e un altro sono le interpretazioni su quel fatto (una inferenza non è una dimostrazione!).

Non credo che divulgazione debba far rima con semplificazione e banalizzazione, e problemi complessi possono comunque essere spiegati a un pubblico vasto.

Se si legittima una semplice ipotesi e la si diffonde come se fosse la verità però si esce dal campo della Scienza e si crea una leggenda…