Stefano Rossignoli 3 gennaio 2012

In un breve video (a cui seguirà la storia geologica del Monte San Giorgio) parlo dell’interpretazione che i paleontologi danno alla presenza o meno degli Ittiosauri negli strati bituminosi e nelle dolomie laminate della Formazione di Besano in modo da dare un esempio di come si arriva ad aggiungere un tassello nel puzzle del passato.

Le rocce della Formazione di Besano (conosciuta anche come Grenzbitumenzone o Zona Limite Bituminosa) sono famose tra i Paleontologi dal 1800 e conosciute da molto prima per il loro caratteristico contenuto in bitume.

Scavo paleontologico di sasso caldo (VA)
Scavo paleontologico di sasso caldo (VA) - Si notano ancora i cartellini bianchi per la numerazione degli strati

Sono state conosciute inizialmente nella ricerca di combustibile fossile grezzo, poi per estrarne Gas a seguito di un progetto ambizioso in cui si voleva illuminare la città di Milano col gas ottenuto dal bitume (vedi questo link affascinante del 1839 “Dei vari modi d’Illuminare” da documenti del Politecnico di Milano) e successivamente per estrarne Saurolo ,una pomata medicamentosa per la pelle del tutto simile (o uguale!) all’Ittiolo che veniva già prodotto in Austria a Seefeld (il nome Ittiolo non poteva più essere utilizzato per una questione di copyright quindi si optò per Saurolo in quanto negli strati bituminosi erano presenti rettili fossili …sauro=rettile)…

La conoscenza dei fossili del San Giorgio quindi  è dovuta, come spesso accade, allo sfruttamento commerciale delle rocce della montagna.

Molte miniere del passato divennero scavi paleontologici ed altri siti fossiliferi sono stati rintracciati dai Paleontologi in seguito, anche in questi ultimi anni in cui il San Giorgio è diventato anche sito UNESCO per la paleontologia.

Non esiste attualmente un sito fossilifero in cui è “registrata” una serie così continua di eventi relativi al Triassico Medio…anche se nello Yunnan in Cina, le novità non mancano, ma di questo parleremo semmai prossimamente!!!

Buona visione e a presto!

Bibliografia:
Oltre a molte chiacchierate col Prof Andrea Tintori e Markus Felber (rispettivamente direttore scientifico e site managr Monte San Giorgio UNESCO), anche:

“Il triassico medio delle Prealpi lombarde”
Autori:
Andrea Tintori (Dip. Scienze della Terra A.Desio UNIMI Milano)
Cristiano dal sasso (Museo civico di Storia Naturale Corso venezia 55, 20121 Milano)
Markus Felber (Markus Museo dei fossili di Meride (TI_CH)
Cristina Lombardo(Dip. Scienze della Terra A.Desio UNIMI Milano)
Stefania Nosotti(Museo civico di Storia Naturale Corso venezia 55, 20121 Milano)
Silvio Renesto (Dipartimento di Biologia strutturale e funzionale Uninsubria -21100 Varese)
Giorgio Teruzzi(Museo civico di Storia Naturale Corso venezia 55, 20121 Milano)

ecc, ecc…

 

 

11 pensiero su “Formazione di Besano (Triassico Medio – Monte San Giorgio)”
  1. Mi piacciono molto queste tue cose, però visto che sono novità, perchè non togliersi dal pantano solito del fondo senza ossigeno, dall’innalzamento o meno del livello del mare, oggi non esiste una barriera corallina chiusa, tutte sono frammentate, altrimenti le maree le spazzerebbero via. Se vai a Besano, e tu ci sei andato, troverai decine di strati di dolomia gettati via, eppure sono pieni di fossili, ma non essendo scisti, vemgono guardati sopra e sotto e poi buttati, salvo poi rompersi per via del tempo e rivelare migliaia di daonelle (dove vivevano se non sul fondale?) e tutti i bellissimi fondali conservati ?
    Buttiamo a mare le vecchie ed ormai superate idee di laminazioni che di fatto,
    e Castelveccana docet attraversano a decine lo spessore del corpo del pesce,
    e quindi da rivedere la sedimentazione, a meno che un piccolo pesce si sia conservato in periodi diversi di sedimentazione.
    Comunque avanti tutta, sei forte

    Castelveccana docet attraversano lo spessore dei pesci a volte decine, e quindi un fattore di sedimentazione ben differente.

    1. Ciao Massimiliano!!! Mi interessa sta cosa…
      Nei dintorni di besano, vicino al Sasso Caldo ho visto delle Daonelle e anche Voltzie ma non nella Dolomia anche se erano in stratificazioni più massicce (intercalate da livelli più laminari)… Credo fosse già calcare di Meride, ma potrei facilmente sbagliarmi…quella zona non l’ho esplorata così fittamente…anche se qualche sito non ufficiale l’ho visto prendendo scorciatoie non segnate…
      …ma tu parli delle Daonelle nelle Dolomie laminate della formaz di Besano (come penso) e in questo caso è normale trovarle ed è ovvio che siamo sul fondale del bacino, seppur con meno materia organica, o nella Dolomia (massiccia) del San Giorgio o San Salvatore che dir si voglia??? Perchè qui mi risulta che non dovrebbero esserci Daonelle e fossili in generale come abbastanza tipico di calcari e dolomie massicce di piattaforma carbonatica…
      Poi sul fatto dell’assenza di ossigeno, non è che ne abbia fatto cenno perchè nemmeno io (come del resto molti) sono così semplicista. L’isolamento del fondale però non mi sembra così improbabile e almeno durante la deposizione del bitume, l’Ossigeno doveva essere proprio poco …l’isolamento poi può essere anche solo per diversa salinità o mancata circolazione… Succede anche nei grandi laghi che il fondale resti isolato…
      Poi se devo dirla tutta, il fatto che non ci siano molti Ittiosauri nella prima parte della formazione, potrebbe dipendere da una miriade di fattori… che è una delle cose belle della Paleontologia.
      E’ anche vero che una barriera seppur frammentata, riduce la possibilità di ingresso nel bacino ai grandi vertebrati e la riduzione di possibilità, mista alla bassa probabilità in generale di fossilizzare, porta ad una possibilità infinitesima di trovare un grande vertebrato pelagico fossilizzato nel bacino…
      Lungi da me affermare che quel che dico sia la pura verità…potrebbe, ma potrebbe essere anche un buco nell’acqua…
      L’importante che sia acqua di un ex bacino pieno di fossili!!!!
      Grazie Massimiliano per il tuo intervento puntuale quando chiacchiero di cose che ti stanno a cuore… Attendo risposta! A presto!

  2. Mi interessa anche la laminazione a Castelveccana… Così proprio senza pensarci molto mi verrebbe da dire che un aumento della velocità di sedimentazione nelle dolomie laminate potrebbe anche portare ad un minor contenuto di materia organica negli strati (comunque laminari e di fondale non popolato se non da batteri…) quindi, maggior velocità di sedimentazione nelle dolomie e molto minore negli strati (o scisti) bituminosi…
    Che dici???

  3. Effettivamente il discorso è molto più ampio, ad esempio ho una daonella impronta e contrimpronta su cui sembra siano impresse gocce d’acqua o bolle di gas? Notoriamente se guardi la stratigrafia i vertebrati e fossili in genere sono su due o tre livelli che sono quelli classici bituminosi. ma fra questi livelli nella dolomia vi sono a mio avviso altrettanti fossili, solo che nessuno li ha mai cercati causa durezza della roccia. Io penso che la laminazione sia dovuta ad un alternarsi ma molto veloce di sedimentazioni, portate da fiumi che lambivano formazioni vulcaniche o quel che ne restava ma del medesimo periodo, quindi momentanee, soprattutto dalle parti di Castelveccana, dove si trovano molte di queste chiamiamole lenti o piccole formazioni immerse in strati di dolomie massicce. La conservazione così bella ad es. i crostacei è secondo me dovuta a sommergimenti veloci, frane o cose del genere, certo ci vorrebbe uno studio approfondito, anche perchè il Proff. studia quello che vuole lui e snobba le mie picole cose strane ma interessantissime.
    Se la faccenda ti interessa, ho molte cose interessanti e sconosciute da mostrarti, ciao.

    1. Nelle Dolomie stratificate bacinali della formazione di Besano so da quando studio paleontologia che ci sono fossili di invertebrati e di vertebrati, anche meglio conservati che negli strati bituminosi e li ho pure visti. Di Casteveccana sono ignorantissimo e si, un giro dalle tue parti, a guardar la voglia, lo farei anche adesso (e sarebbe anche il caso di farci un articolo!!!) se non fosse che non sei proprio dietro l’angolo e ormai vado quasi solo in giro in bicicletta!!!!!!
      Il ritrovamento in massa (in massa, non isolati) di invertebrati fossili in formazioni laminari poi dovrebbe essere dovuto sempre ad eventi franosi puntiformi. Una frana sottomarina provoca sempre la deposizione degli ultimi strati superiori laminari, nonché accumulo di materiale, compresi gusci, ecc ma non può essere il caso delle dolomie laminari del San Giorgio…
      Bello questo discorso. Andiamo avanti pure che è chiacchierando (o scrivendo in questo caso) con qualcuno che si formano le idee (di solito anche bevendoci un buon bicchiere!!!)!
      Sono ben accetti anche altri commenti …nessuno sia timido, li accetto tutti, purchè rispettosi e in stile con scienzafacile! Ciao Massimiliano e grazie!!!

      Stefano!

  4. Complichiamo un poco le cose, a castelveccana vi sono mortalità di massa, ad es. 80 pesci sconosciuti su uno strato di 25,3o cm quadrati, ma è soprattutto il colore dal grigio al marrone e la sedimentazione molto fine ad incuriosirmi, da dove viene il materiale sedimentato ? Il permiano è rosso, gli scisti più vecchi sono pieni ad es. di mica e negli strati ladinici non ve ne è traccia, certo uno studio più accurato, magari del polline sarebbe molto gradito, basterebbe un binoculare più serio del mio per scoprire chissà quali meraviglie, abbiamo ad es. un bellissimo crinoide.Poi, nei dintorni ci sono molti altri siti, in cui curiosamente quasi sempre il primo ritrovamento riguarda un saurichthys o parte di esso, invero molto comune, ma essendo un predatore, dovrebbe essere più facile trovare prima le prede. Ho trovato saurichthys in almeno 5 località diverse e con faune e tempi diversi. Credo che la zona abbia un trias rappresentato spettacolarmente, ma richiederebbe tempo e studio.
    Chissà che un giorno pedalando arrivi qui, a noi farebbe piacere, ciao

  5. La faccenda si complica sul serio!!!!
    Soprattutto perchè mi fai venire un’irresistibile voglia di pedalare!!!
    Parlando poi di Castelveccana mi sa proprio che ci sarebbe da studiare non poco! Dov’è? In Oman???
    Ciao Massimiliano! Spero tu abbia passato ottime feste.
    A presto.
    Stefano!

  6. Buongiorno. Abito a Lugano vorrei andare al Sasso Caldo per scattare alcune foto. Non trovo da nessuna parte le indicazioni stradali per poterci arrivare. Qualcuno mi potrebbe aiutare?
    Ps A Besano ci so arrivare senza problemi.
    Saluti
    Daniele

    1. Ciao Daniele! Adesso non ho molto tempo e devo scappare quindi non sarò molto preciso e poi è da un annetto che non ci vado, comunque ci provo:
      Puoi arrivare a Sasso Caldo da Besano, ma anche da Meride (forse da Meride è più facile)
      Da Meride, raggiungere località crocifisso, prendere a sinistra una piccola sterrata. Ad uno spiazzetto una cinquantina di metri dopo prendere il sentiero più a destra che scende leggermente e poi continua un po’ in salita e un po’ a mezza-costa…Si arriva al cippo 54 (confine I/CH) Continui dritto. Salendo ancora un po’ o già scendendo (non ricordo benissimo) incroci un seniero e lo attraversi andando dritto. Poche decine o centinaia di metri e sei a Sasso Caldo!
      Da Besano è un poco più complicato …Si passa prima dalle miniere di bitume (le piodelle mi pare) poi continuando dritto si giunge su una sterrata. Si percorre un tornante (oppure si taglia su dritti nel bosco) Quando la sterrata è in piano e si incrocia con un’altra sterrata che va a sinistra, ci si porta invece su una traccia poco battuta verso destra. Da lì la traccia si trova e si perde un poco in qualche prato (ma più o meno la si ritrova sempre) e poco dopo scendi al sito di Sasso Caldo
      Mi permetto di dirti che è da considerare una gita per escursionisti esperti anche se la maggior difficoltà è quella di mantenere un buon orientamento…e di sollevarmi dalla responsabilità per eventuali problemi a turisti che leggessero questo post!
      Di certo posso dire che l’ambiente che si attraversa è molto bello e selvaggio specialmente in primavera!
      Appena ho più tempo se ti serve vedo se ho ancora una traccia gps garmin! Fammi sapere.

      Buona passeggiata!
      Stefano!

  7. Ciao Stefano
    Oggi sono stato al Sasso Caldo passando dalla Svizzera.
    Voglio ringraziarti per le tue precise indicazioni.
    Daniele.

I commenti sono chiusi.