…sulle prime frequentazioni degli Ominidi in Italia…

Stefano Rossignoli 28 aprile 2012

possibile scenario paleobiogeografico intorno allo stage isotopico MIS22
possibile scenario paleobiogeografico intorno allo stage isotopico MIS22 – 2010 – Di: Giovanni Muttoni, Giancarlo Scardia, Dennis V. Kent – Human migration into Europe during the late Early Pleistocene climate transition. Ovvero: La diffusione degli Uomini in Europa durante il tardo pleistocene inferiore

Il sito di cà belvedere ha prodotto una delle più abbondanti industrie in situ (modo 1) considerata come realizzata dai primi hominini d’Europa. Le precedenti analisi paleomagnetiche indicano nei livelli la presenza di polarità inversa  attribuita al Chron Matuyama (1.778-0.781). La ESR sui cristalli di quarzo dà una datazione di 1.06 Ma, con una tolleranza di 160 000 anni che porrebbe il sito nel tardo Matuyama appena prima o appena dopo lo Jaramillo (subchron 1.072-0.988 che è a polarità normale)…

Ehi, Ehi!!! Ferma un attimo!!!

Troppe cose eh? Stavo traducendo un articolo (una pubblicazione in inglese) gentilmente mandatomi da Giovanni Muttoni per scienzafacile che riguarda la datazione assoluta del sito italiano più antico in cui siano state trovate prove della frequentazione umana, ma mi rendo conto (come avevo già anticipato qui) che la traduzione di un articolo scientifico per il pubblico richiede un lavoro estremamente vasto e impegnativo di semplificazione e popolarizzazione (popularization, come si dice in inglese!!!)

L’argomento però è talmente interessante che vale la pena fare questo sforzo ed in questo senso dobbiamo anche ringraziare le donazioni di un paio di sostenitori (Emiliano e Giorgio) che mi hanno dato uno spunto in più per impiegare i pochi momenti liberi di queste settimane davanti al mio portatile a studiare, scrivere e spappolarmi il cervello… A volte basterebbe anche un semplice commento qui sotto per stimolarmi a scrivere. Comunque…

Vi piace avere prima di tutto i risultati?

Bene. Cominciamo col facile, poi se vorrete potrete scervellarvi un po’…

Le datazioni assolute (ovvero quelle che ci dicono il numero di anni fa a cui risale qualcosa o qualcuno) per questo evento ci dicono che siamo circa 0.95 milioni di anni fa, ovvero circa 950 000 anni fa.

Ma cari lettori non sarete mica contenti così? Cosa ve ne fate solo di un risultato?

Cominciamo a spiegare dall’industria in situ (modo 1)… L’industria in questo caso è un’industria litica cioè una serie di utensili, attrezzi, armi costruite dall’uomo utilizzando la pietra  (solitamente rocce che, una volta scheggiate, sono taglienti – vedi articolo sulla pietra scheggiata). Il modo 1 è un tipo di lavorazione piuttosto antica (olduvaiano – vedi articolo sulle età della pietra) che in sé però non basta per datare gli utensili, per sapere quando sono stati fatti di preciso. Basti pensare che esistono popolazioni ancora oggi che utilizzano strumenti in pietra …mentre io sto scrivendo su un velocissimo computer portatile collegato al mondo senza fili…

Il ritrovamento di un’industria litica però è una chiara traccia di frequentazione umana ed è molto più facile trovare industrie litiche piuttosto che scheletri umani fossili, quindi spesso ci si deve accontentare di trovare utensili piuttosto che resti umani…

Arriviamo agli Hominini, ovvero una parola simile ad ominidi (a cui siamo più abituati), o meglio Hominidae, che rappresenta la famiglia di esseri viventi a cui apparteniamo) . Hominini è qualcosa in meno della famiglia; sono gradi di parentela tra organismi.

Un esempio:

noi siamo la specie sapiens, del genere Homo, della sottotribù Hominina, (saltando qualcosa…), della famiglia Hominidae, dell’ordine dei Primati, ecc. Andando un po’ più su nel grado di parentela siamo Mammiferi come un cavallo, un cane, un gatto, un delfino, un pipistrello, un armadillo, ecc, ecc.

Gli Hominini sono ad esempio Homo sapiens, Homo erectus, Homo neanderthalensis, Homo heidelbergensis, ovvero chi appartiene al genere Homo… Quindi, parlare della frequentazione dei primi Hominini in Italia è come dire che ci interessa sapere quando il genere Homo è arrivato in Italia.

Lo studio delle nostre origini è quanto mai affascinante e continua a fornire spunti alla ricerca scientifica. In questo caso specifico, nel lavoro di Giovanni e degli altri coautori si è cercato di datare la prima frequentazione Italiana ma anche di collegarla ad un evento particolare, ovvero lo stage isotopico 22 (MIS 22), un picco di temperature più fredde con conseguente glaciazione e abbassamento del livello marino nell’ordine del centinaio di metri che avrebbe liberato un “corridoio” di passaggio in pianura Padana, altrimenti occupata dal mare… Questo “corridoio” sarebbe stato utilizzato dai primi Homo che sono arrivati in Italia

Cà Belvedere (Monte Poggiolo) da Muttoni et al 2010
Cà Belvedere (Monte Poggiolo) da Muttoni et al 2010 – Notare l’enorme calotta glaciale sulle Alpi e la variazione delle linee di costa dovute all’abbassamento del livello del mare

Ma come è avvenuta la datazione del sito risultato più antico?

Per quanto riguarda gli stage isotopici dell’ossigeno, tra cui ci interessa soprattutto il MIS 22, vi rimando all’articolo che avevo già scritto riguardo i climi del passato:

Conoscere le temperature del passato

La datazione assoluta però, in questo caso, segue soprattutto le regole del Paleomagnetismo, ovvero riguarda la possibilità che hanno le rocce di registrare la variazione del Campo Magnetico Terrestre (CMT).

Il campo magnetico terrestre cambia? Ma certamente!

Per fare un esempio, mentre il polo Nord (e sud) geografico è scritto sulla carta ed è sempre lì, il polo Nord magnetico varia continuamente la sua posizione, che equivale a dire che le linee di forza del CMT cambiano sempre il punto di uscita dalla superficie terrestre. Basta una bussola, essere nel posto giusto (ovvero piuttosto a Nord) ed avere abbastanza tempo (magari un annetto o due) per accorgersene…

Non solo. E’ anche dimostrato che i poli magnetici si sono invertiti di posto ripetutamente durante la storia della Terra. Già! Il polo Nord è diventato il Leggi tutto “…sulle prime frequentazioni degli Ominidi in Italia…”

Se è scritto allora è vero!!! Alcune dinamiche del pensiero scientifico…

Stefano Rossignoli 11 aprile 2012

Una nuova primavera!
Una nuova primavera! Crochi in Dolomiti - Passo Sella 2011

Da molto tempo sto pensando a questa cosa e alle varie dinamiche che regolano idee e comportamenti di massa, nel caso specifico cercherò di analizzare il progresso del pensiero scientifico.

L’idea ha cominciato a venirmi anni fa quando lessi una grossa sciocchezza sulla carta stampata di un quotidiano di elevata diffusione ma non è solo di questo che voglio parlarvi quindi vi invito a proseguire la lettura.

L’argomento in questione riguardava il mio lavoro in modo estremamente diretto. Non si parlava solo di argomenti relativi o vicini al mio lavoro. Era una cosa su cui ho lavorato anche io, su cui ho messo le mani insieme ad un equipe di scienziati e tecnici (io ero uno dei tecnici) e dall’articolo si percepiva qualcosa di estremamente lontano dalla realtà e per giunta gran parte era incomprensibile e privo di logica.

Ovviamente la maggior parte della gente che ha letto, ha creduto vero quel che ha letto. Uno di solito non si pone nemmeno il problema… Se sta scritto lì, allora è vero!

Chiacchierando di altri argomenti con esperti del campo, mi son reso conto di come spesso, nella maggior parte dei casi, la realtà sia travisata ed uno pensa:”E’ qui che subentra il metodo scientifico” così non si sbaglia.

Studio solo pubblicazioni su riviste scientifiche, frequento congressi, seminari e mi documento nel modo giusto

Questa cosa però non è del tutto vera, soprattutto per le discipline che si occupano del passato, o comunque dello studio di fenomeni non replicabili in un laboratorio o nella vita di tutti i giorni… Parlo per esempio dell’ecologia di un individuo di 200 milioni di anni fa oppure dell’immersione di una placca sotto l’altra, delle dinamiche del mantello o della crosta terrestre più profonda, della nascita/sviluppo di una stella…

Lo studio è quanto mai complicato e a volte passa attraverso intuizioni geniali ma anche fallimenti e “buchi nell’acqua”, ipotesi non verificate o ancor peggio fuorvianti che dirigono le ricerche in una direzione infruttuosa, opposta e controproducente… In quest’ultimo caso però si scoprirà che gli sforzi sono stati vani solo quando verrà verificata la non corrispondenza di dati e risultati solitamente in favore di una diversa “strada”, vedi ad esempio la teoria “Multiregionale” rispetto all’ “Out of Africa” nello studio dell’evoluzione umana (Vedi articolo di Davide Bertè), per non parlare dei falsi (non così comuni per fortuna) come l’uomo di Piltdown studiato nl contesto dell’Evoluzione Umana…

Scrivo questo perchè il tutto riguarda anche le pubblicazioni scientifiche, i libri di testo, i siti di divulgazione come scienzafacile.it.

Mi è capitato spesso di ascoltare spiegazioni di fenomeni o ritrovamenti più che discutibili e riportati dagli studenti come verità certe senza un minimo di variabili alternative (capita nella Paleontologia, nelle varie branche della Geologia e in altre discipline scientifiche e non)

Quando si studia su un articolo scientifico e anche quando si è gli autori, indipendentemente da chi l’ha scritto o lo stia scrivendo, bisogna rendersi conto che si è di fronte ad un grande o ad un piccolo mattone che servirà a costruire una colonna portante oppure la farà crollare perchè il mattone è inconsistente o potrebbe essere anche solo una macchia su un modello quasi ottimo.

In caso negativo, la selezione di quale idea andrà avanti la farà il mondo scientifico che pian piano assorbirà come fosse nutrimento la nuova argomentazione oppure la eliminerà pian piano come una scheggia dalla pelle…

Anche la critica (*) del pubblico sarà importante, ma solo di quello che si chiede il perchè delle cose fino in fondo (caratteristica piuttosto comune tra gli scienziati anche se non sempre ovvia).

* Per “critica” ovviamente non intendo l’atto di criticare negativamente ma soprattutto l’atto del chiedersi (o chiedere) il perchè e se la cosa abbia una logica infallibile o semmai discutibile o addirittura assurda…

Un perchè chiesto al momento giusto può rafforzare o far crollare inesorabilmente una tesi.

Un perchè può anche creare problemi di altro genere: ok! Vi racconto un episodio che ho vissuto in prima persona…

OK!!!
OK!!!

Qualche anno fa, durante alcuni seminari seguiti da studenti, professori universitari e altri come me,  ho formulato una semplice domanda al docente che presentava un progetto ambizioso e finanziatissimo sulla previsione dei terremoti e ho messo in dubbio la logica di una parte del progetto stesso.

Non sapevo a cosa avrei  assistito… Leggi tutto “Se è scritto allora è vero!!! Alcune dinamiche del pensiero scientifico…”

Giornate Assereto – Capitolo secondo

Stefano Rossignoli 7 febbraio 2012

Ho paura che ci vorrebbe anche il capitolo terzo e poi quarto, ma domani non potrò andarci e nei prossimi post state tranquilli che qualcosa di ciò che ho imparato, notato, capito ed estratto da queste giornate ci sarà per forza…

Oggi, mentre prendevo freneticamente pagine di appunti durante la spettacolare presentazione riguardo l’attività svolta sull’Etna (svolta da una miriade di persone) mi arrovellavo pensando come recuperare qualche immagine in proposito (per ora ho solo gli appunti).

Etna1 - Appunti...
Etna1 - Appunti...

Immaginate per questo lavoro 10 tesi di Laurea e 4 di Dottorato solo a Milano e tante altre (incalcolabili dice lui!!!) in altri luoghi e Città …e anni di lavoro per ottenere la carta geologica, la struttura e la storia del nostro grande Vulcano di Casa, che prima o poi dovrò andare a vedere …mentre erutta spero…

Ho appreso a grandi linee la storia del vulcano durata circa 500000 anni e un giorno mi piacerebbe raccontarvela e chissà mai che lo farò, in stile scienzafacile, semplificata ma non banalizzata, magari chiedendo qualche dritta al bravissimo relatore Gianluca Groppelli che oggi si è preso i miei complimenti, per quel che valgono…

Per ora vi dico solo che la base del vulcano è fatta da lave eruttate in ambiente sottomarino (le classiche lave a cuscino dette pillows all’Inglese!) e che il 90% della copertura lavica che si vede è degli ultimi 15000 anni (e di quest’ultima attività sono state individuate circa 400 colate). Questo ci dà già abbastanza un’idea di quanto possa essere articolata la storia del vulcano e il suo studio…

La faccenda poi si complica quando i relatori di Geofisica presentano i lavori di analisi della resistività elettrica e della elettrostratigrafia, argomenti troppo lontani dai miei per essere in grado di spiegarveli.

Mi rendo conto però ad esempio che i loro metodi sono utili nell’indagine del sottosuolo delle vecchie miniere italiane dismesse (circa 2400) e causa di un enorme impatto ambientale passato, attuale e futuro. Con questi metodi di indagine i geologi sono in grado di reperire le discariche di minerale già sfruttato che è povero economicamente in metalli ma troppo ricco per l’ambiente circostante…

E’ interessante vedere come stanno studiando alcune specie vegetali in base alla loro capacità di Leggi tutto “Giornate Assereto – Capitolo secondo”

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