In Pialeral per una settimana con lo sfondo delle Grigne!

Stefano Rossignoli 12 giugno 2010

Eccomi a fare il resoconto di una settimana per cui ancora una volta avrò molta nostalgia.

Traversata alta

Sto parlando della Campagna Naturalistica multidisciplinare 2010 degli studenti di Scienze Naturali dell’Università di Milano.

Il Luogo è un paradiso naturalistico e la base è il rifugio più ospitale che io conosca: il Rifugio Antonietta al Pialeral sulla Grigna Settentrionale o Grignone.

Ora vi racconterò cosa abbiamo fatto e dove abbiamo gironzolato nel frattempo… Tutte queste uscite ve le consiglio come gite da fare in giornata o magari fermandovi qualche giorno in rifugio e concatenarle tutte.

Sveglia molto presto il lunedi mattina perchè c’è da affrontare il traffico delle tangenziali milanesi prima di catapultarsi sulla Milano-Lecco e così verso i Monti della Valsassina fino a Pasturo (LC) da cui parte la strada sterrata e il sentiero per il Rifugio Pialeral.
Arrivato quasi su, incontro Gaia e Claudio, laureandi in Scienze Naturali che frequentarono tre anni fa questa campagna e che ora sono ‘in giro’ per la loro Tesi di Laurea Magistrale…

Dal Pialeral, la prima giornata ci porta alla piccola chiesetta di San Calimero su un bel sentiero facile e segnato. Qui la traccia passa prima per alcuni alpeggi, poi per stupende faggete e successivamente per i prati che mostrano fioriture eccezionali.

San Calimero

Si cammina su rocce triassiche molto stratificate e i pendii quindi sono dolci, mai troppo ripidi. E’ un buon posto per vedere la conformazione della Grigna settentrionale composta principalmente dal grigio e compatto Calcare di Esino che forma pareti ripide e che poi degrada sui prati di San Calimero dalla fioritura eccezionale.
Il Professor Andrea Tintori, ordinario di Paleontologia dei Vertebrati a Milano, descrive minuziosamente le formazioni rocciose su cui camminiamo.
Un inquadramento della zona fa parte di una buona campagna naturalistica.

Il secondo giorno ci dirigiamo dalla parte opposta. Saliamo fino al luogo in cui sorgeva il vecchio rifugio Tedeschi della SEM e poi per una traccia di sentiero che utiliziamo solo noi per gli scavi paleontologici e le pecore al pascolo, ci dirigiamo alla Baita Amalia. Da qui proseguiamo a mezza costa sulla traccia che porta alla Baita dello Scudo.

gregge

Il territorio è selvaggio. Non sembra di essere in Lombardia, nella regione più industrializzata d’Italia.
I pendii verso la baita sono ripidi e ogni tanto una scivolata potrebbe essere pericolosa, ma noi svoltiamo prima verso destra, all’altezza di una betulla e di una spaccatura nella montagna.

spaccatura

Questa spaccatura è relativamente recente (geologicamente parlando) e in futuro, ma chissà quando, potrebbe diventare una grossa frana…
Dobbiamo battere la traccia e le piante nei prati sono alte anche più di un metro. Vediamo moltissimi Falchi che cacciano sui versanti selvaggi delle Grigne.

Prossimamente, il Parco della Grigna Settentrionale dovrebbe segnare e arricchire con pannelli indicatori un sentiero naturalistico da queste parti…

E’ il terzo giorno che si comincia a lavorare davvero, infatti ci raggiunge l’Entomologo dell’Università di Milano Matteo Montagna.


Matteo e Veronica

Da ormai due anni insegna agli studenti della campagna le tecniche di base di campionamento, determinazione e preparazione degli insetti delle Grigne.
Dal suo zaino apparentemente senza fondo estrae strumenti, retini di almeno tre tipi, provette, bicchierini, piattini per allestire trappole, birra e aceto per attirare gli insetti ed iniziamo a vagare per la Grigna a posizionare le trappole, prima quelle che attirano per il colore, poi quelle per caduta…

Matteo

Mappiamo anche col GPS le zone per arricchire il pool di dati del campionamento e …per ritrovare il tutto più facilmente…

Io devo scappare, ma sono certo che i ragazzi avranno da fare e l’indomani li ritroverò indaffarati nella preparazione degli insetti trovati in giornata.

E’ proprio così e quando torno li trovo tutti intorno ad un tavolo mentre lavorano e chiedono consigli a Matteo…
Porto la chitarra e nel mio zaino ho un carico di vino, verdura del mio orto, caramelle gommose per il gruppo e per la mia collega Veronica oltre ad una bella vaschetta di gelato da più di un chilo!!!

E’ il bello del rifugio Antonietta!!!

Finito di lavorare è sempre festa come nei rifugi di una volta. Si mangia da Dio e si gode della compagnia durante la serata e a volte si fa un po’ troppo tardi…ma va bene così!
Ma le sorprese non sono mica finite…
Ormai è tradizione delle campagne che durante la settimana una sera facciamo la pizza nel forno a legna e anche quest’anno il Professore, di ritorno dagli esami in università, si presenta con tre chili di pasta che mi prendo in carico e separo in 35 panetti.
Dario pulisce il forno ed io lo preparo per l’accensione, scorta di legna compresa…
Serata di festa come sempre. Con piacere cedo anche il posto di pizzaiolo per caso anche ai ragazzi a Dario e al Prof.
Finisce tutto coi canti…

A parte la festa, il giovedi e il venerdi sono i giorni della botanica! E’ Gianluca Danini, un personaggio da conoscere, colui che ci accompagna in lungo e in largo a ‘caccia’ di piante.
Ci porta a conoscere le associazioni delle varie fasce vegetazionali che cambiano in base al substrato su cui crescono, alla quota o all’esposizione ad un particolare punto cardinale…
E sulla Grigna c’è da perdersi in una moltitudine di angoli naturalistici tutti da esplorare e, sembrerà strano, dove nessuno magari mette piede per mesi o a volte anni. Basta scegliere l’angolo giusto…

Scudo

A proposito di angoli giusti della Grigna, la campagna naturalistica finisce di sabato mezzogiorno ed ancora una volta avrò persone e momenti da serbare nel cuore, ma per me c’è ancora il pomeriggio e come resistre al richiamo del Grignone?
Vorrei salire per il sentiero invernale (che si usa per evitare di restar sotto alle valanghe) e scendere per quello estivo, ma Dario mi propone di cercare una ‘via’ di salita alternativa in mezzo alle due tradizionali.
Qui mi si impone di non consigliarlo ai comuni turisti in quanto, la presenza di un vago sperone sub-verticale di una trentina di metri di altezza ed un’uscita in placca con possibilità di potenziali cadute letali ne fanno un itinerario, seppur minimamente, alpinistico.
E’ così che chiudo la settimana: ricominciando a scorrazzare libero per i monti come piace a me, portando poi i saluti di Dario al gestore del rifugio Brioschi in cima al Grignone e ricambiando i saluti una volta tornato in Pialeral…

Il sentiero estivo che porta al Rif. Brioschi è molto facile ed escursionistico e questo ve lo consiglio. Prestate solo attenzione quando siete vicino alla cresta nella parte terminale. Non sporgetevi e andrà tutto benissimo. Date un’occhiata alle previsioni del tempo perchè si arriva in cima ad una montagna di 2410m e il freddo, il vento o il temporale a quella quota sono da evirare assolutamente.
Partire da Pasturo o dal colle di Balisio per poi raggiungere il rifugio Antonietta e da lì il Brioschi è un giro fantastico dal punto di vista naturalistico e del panorama che si può godere…

Very e Ste!

Un ultimo appunto: Se doveste passare o fermarvi in Pialeral qualche giorno (cosa che vi consiglio caldamente!) dite a Dario, il gestore, che leggete gli articoli di Stefano su ‘scienzafacile.it’ che ne avrà certamente piacere! E se potete, portategli i miei saluti!

Andateci, è un posto da sogno…

www.rifugioantonietta.it

A presto.

Stefano!

Le coordinate chilometriche e le coordinate geografiche UTM e GAUSS-BOAGA su una tavoletta IGM 1:25:000.

Chiara, ieri sera, mi ha chiesto una mano sulll’indicazione delle coordinate in una tavoletta IGM e vediamo un attimo di risponderle.
Farò di fretta partendo da quel che serve a lei, ma rivedrò l’articolo e lo sistemerò nel migliore dei modi e al più presto in modo che sia esauriente… Spero di poter essere utile a chi deve indicare le coordinate di un punto su una tavoletta IGM in un esame di Cartografia unimi

E’  online il ‘manuale’ di Cartografia Topografica di scienzafacile.it di cui fa parte anche questo articolo

Stefano Rossignoli 23 febbraio 2010
(aggiornato il 4 ottobre 2010)

Cominciamo con quelle riferite ai reticolati chilometrici internazionale e italiano.

Puoi consultare l’articolo gratuitamente,

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COORD CHILOMETRICHE UTM (quelle internazionali)

Si basano su un reticolato diviso in quadrati di un Km di lato.
Questi quadrati, su una tavoletta IGM sono segnati in viola.
Una tavoletta comprende un’area di 10Km di lato, quindi di dieci quadrati.
Meridiano di riferimento: quello di Greenwich!
Parallelo di Riferimento: l’Equatore!!!

C’è quasi sempre un esempio delle coordinate di un punto sulla legenda della tavoletta. Lo trovate scritto in viola

esempio chilometriche UTM

La sintassi da utilizzare per questo tipo di coordinata è:

1 – La designazione di zona (es: 32T). E’ segnata nell’esempio in legenda.
2 – Identificaz del quadrato di 100Km di lato (es: LR). E’ segnato al centro della tavoletta e nell’esempio a cui mi riferivo prima.
3 – Il valore del ‘meridiano’ (non è effettivamente un meridiano) che potete leggere sul lato basso o alto della carta. Questo è composto da diverse cifre scritte in viola. Bisogna prendere solo le ultime due (scritte più in grande) ed aggiungere un decimale
(Qualcuno usa chiedere due decimali, pur essendo diverso dallo standard anche se indubbiamente più preciso…)

4 – Il valore del ‘parallelo’ (non è effettivamente un parallelo, comunque si procede allo stesso modo del ‘meridiano’, ma ci si riferisce ai numeri in viola sui lati destro e sinistro della carta)

Il tutto potrebbe risultare coosì, giusto a titolo di esempio:

32TLR557568 che corrisponde a ‘Ligne’ sulla Tavoletta IGM di ‘Rhemes Saint Georges’

COORD CHILOMETRICHE GAUSS-BOAGA

Queste, sulla tavoletta, sono indicate in modo più sbrigativo.
Meridiano di riferimento: Greenwich? Parallelo di riferimento: il solito!

In realtà quando poi indichiamo le coordinate, non si può parlare nè di meridiani nè di paralleli, in quanto il reticolato chilometrico è formato da linee di riferimento sempre parallele tra loro che delimitano quadrati di un km di lato, mentre meridiani e paralleli formano un reticolato diverso (reticolato geografico) ed i meridiani non sono paralleli tra loro ma convergenti verso i poli… Sempre sulla legenda, sono indicati: il fuso in cui ci troviamo (est o ovest) e le coordinate dei quattro vertici della nostra Tavoletta.

es: FUSO OVEST

N.O. E 1350226 – N 5058906
N.E. E 1359963 – N 5058683
S.O. E 1350003 – N 5049648
S.E. E 1359755 – N 5049422

Gauss-Boaga

Questi numeri non rappresentano dei chilometri, ma dei metri.
I chilometri sono quindi la cifra centrale o, se preferite, la quarta cifra da destra.
Il reticolato chilometrico è segnato in nero sulla Tavoletta. Se non sono tracciate le linee (cosa abbastanza frequente) troverete dei simboli sul bordo della carta ad un Km di distanza l’uno dall’altro ed in legenda le istruzioni per individuarli.
Con una riga potete tracciare il reticolato nella zona che vi interessa.
Questo non sarà per forza parallelo a quello viola. Fate quindi ATTENZIONE a congiungere i punti con lo stesso valore sui bordi opposti della carta!!!

Fatto questo, partite dal vertice di riferimento più comodo e indicate le coordinate con la seguente sintassi:

FUSO (EST oppure OVEST) E (La E va messa anche se vi trovate nel fuso ovest!!!) Poi la coordinata che va modificata fino al centinaio di metri e le ultime due cifre le lasciamo 00, non avendo la possibilità di essere così precisi con un righello!
(Anche qui, qualcuno chiede di inserire un decimale in più, quindi si modificherà anche la penultima cifra…) A titolo di esempio, un punto che si trovasse ad un chilometro ad est ed un chilometro a sud del vertice N.O. avrebbe queste coordinate:

FUSO OVEST E 1351200 N 5057900

Per ora mi fermo qui.
Le coordinate geografiche un’altra volta, ma molto presto! …se riesco già da stassera!

Arriviamo ora all’indicazione delle coordinate geografiche italiane e internazionali.
Ultimamente, c’è la tendenza di considerare più importanti le coordinate internazionali, al contrario di qualche decina di anni fa, quando in alcune tavolette IGM il reticolo internazionale veniva addirittura snobbato!

Per indicare le coordinate geografiche dovremo specificare longitudine e latitudine espresse in gradi, primi (sessantesimi di grado) e secondi (sessantesimi di primo).

COORDINATE GEOGRAFICHE GAUSS-BOAGA

Sui vertici della carta, troverete scritte in NERO le coordinate geografiche GAUSS-BOAGA del vertice stesso.
Il meridiano di riferimento è quello che passa da Montemario (Roma) ed il parallelo di riferimento è l’equatore, quindi, se ci troveremo in una zona a ovest di Montemario il valore della longitudine crescerà da destra verso sinistra e sarà indicata come longitudine OVEST di Montemario, altrimenti crescerà da sinistra verso destra e sarà indicata come longitudine EST.
Sul bordo della carta sono indicati i primi di grado tramite strisce alternate grige e bianche. Questi coincidono esattamente con i primi di grado del reticolato geografico GAUSS BOAGA.

Gauss-Boaga

Facilmente quindi si ricavano i valori di longitudine (EST o OVEST) e di latitudine (NORD) sommando o sottraendo i primi e (dividendo idealmente i primi in 60 parti uguali) i secondi di grado ai valori indicati nei vertici della carta. Attenzione ad eseguire somma o sottrazione secondo dove ‘vi trovate’ rispetto al meridiano di Montemario e secondo il vertice di riferimento da voi scelto!!!

COORDINATE GEOGRAFICHE INTERNAZIONALI

Sui vertici della carta, troverete scritte in viola le coordinate geografiche internazionali del vertice stesso (da questo valore potrete notare che anche i primi di grado sono sfalsati rispetto a quelli Gauss Boaga di alcuni secondi).
il meridiano di riferimento è quello di Greenwich ed il parallelo di riferimento è l’equatore. ATTENZIONE! I primi di grado sono esattamente lunghi uguali a quelli delle coord Gauss-Boaga, ma risultano sfalsati di alcuni secondi (e non sono segnati sul bordo della carta IGM. Quelli sul bordo della carta IGM sono i primi di grado del reticolo GAUSS-BOAGA).

Il meridiano di Montemario SU CUI SI BASA IL RETICOLATO GEOGRAFICO ITALIANO si trova infatti a 12° 27′ 10″ o, come vedo su molte carte, di 12° 27′ 11″ di longitudine est da Greenwich.

Anche l’equatore di riferimento risulta sfalsato di qualche secondo di grado rispetto a quello del reticolato G-B…

Detto questo, per indicare la longitudine di un punto della carta, conviene prendere come riferimento la longitudine (per le tavolette IGM sarà longitudine EST) da Greenwich indicata su uno dei vertici sinistri della carta e sommare i primi di grado , poi indicare anche i secondi di grado (dividendo idealmente i primi di grado in 60 parti uguali) e poi si somma o si sottrae il valore dei secondi di grado di cui è sfalsato il reticolo geografico internazionale rispetto a quello Gauss Boaga.

Per indicare la latitudine (per le tavolette IGM, latitudine NORD) ci riferiremo ai vertici in basso (S-O e S-E) ai quali sommeremo i primi e i secondi di grado di distanza dal vertice.

NOTE: Il reticolato geografico di una tavoletta è sempre formato da linee parallele ai bordi della carta(ma non per forza, anzi quasi mai parallelo al reticolato chilometrico).

Un esempio:
Le coordinate geografiche GAUSS-BOAGA di ‘Ligne’ in Val di Rhemes (Aosta) sono:

5° 18′ 16″ longitudine ovest da Montemario
45° 38′ 8″ latitudine nord

Le coordinate geografiche internazionali di ‘Ligne’ in Val di Rhemes (Aosta) sono:

7° 8′ 55″ longitudine est di Greenwich
(notare che la somma dell’utima cifra (6″) dei secondi delle coord G-B e l’ultima (5″)delle Internazionali danno 11 e avrebbero dato 11 anche in un altro punto della carta)

45° 38′ 14″ latitudine nord
(sei secondi in più di prima come si evince dalla latitudine indicata ai vertici)

Mi rendo conto che sia più complicato spiegarlo che farlo.
Qualora trovassi un modo migliore per spiegare il tutto, non esiterò a riscrivere meglio l’articolo!
A presto e… in bocca al lupo per l’esame di Cartografia!!!

Io ho ricavato le coordinate, improvvisando sulla carta.
Consiglio di farlo anche a voi. Troverete un modo infallibile.
Il metodo deve essere logico e dovete avere idea di come ricavate un valore delle coordinate.
Non potete basarvi solo su un calcolo che potrebbe essere sbagliato. Prima cercate magari di ricavarle a occhio (basta solo un po’ di allenamento!). Otterrete così un valore che potrete confrontare con quello ottenuto coi calcoli più precisi e di certo non sbaglierete perchè saprete già cosa aspettarvi!

Grazie chiara per la bella idea che mi hai dato! Stefano Rossignoli.

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Come studiare Scienze!

Frequentando un laboratorio in università, mi capita anche spesso di assistere ad esami orali che vengono preparati malissimo, soprattutto ultimamente!
Mi capita anche di conoscere moltissimi laureandi o peggio laureati in scienze che non hanno mentalità scientifica, il che mi sembra piuttosto grave, allora ecco qua una piccola storia che ha cambiato il mio modo di studiare nonchè la mia vita, qualche anno fa…

Di certo questo articolo non servirà, anche se non si sa mai, alle persone che hanno quel pizzico di genio e sono portate per lo studio, categoria di cui io non ho mai fatto parte…

Stefano Rossignoli 19 gennaio 2010

Frequentando un laboratorio in università, mi capita anche spesso di assistere ad esami orali che vengono preparati malissimo, soprattutto ultimamente!
Mi capita anche di conoscere moltissimi laureandi o peggio laureati in scienze che non hanno mentalità scientifica, il che mi sembra piuttosto grave, allora ecco qua una piccola storia che ha cambiato il mio modo di studiare nonchè la mia vita, qualche anno fa…

Di certo questo articolo non servirà, anche se non si sa mai, alle persone che hanno quel pizzico di genio e sono portate per lo studio, categoria di cui io non ho mai fatto parte…

Non posso certo dire di avere cominciato l’università partendo in quarta, anzi, il mio cammino di studente universitario è stato lento e difficile, anche se l’ho percorso quasi sempre con entusiasmo.
Inizialmente mi son dovuto riabituare a studiare, non facendolo più da qualche anno. I primi esami sono stati un disastro, a parte in rari casi in cui l’impegno mi ha premiato, facevo davvero fatica ad entrare nel pensiero scientifico, fino a che, dopo l’ennesima bocciatura, insieme a Thomas, un amico e compagno di università sono andato a chiacchierare con la professoressa di Sistematica e filogenesi animale, la fantastica Prof Cristina Sotgia. Era il settembre del 1995!
Per quell’esame avevo anche studiato poco e non conoscevo neppure il titolo del libro su cui avevo letto!!! …Pazzesco! Oggi mi vergogno un sacco di quell’esame, anche se lo ricordo con molta simpatia…

Quindi cosa mi ha detto la professoressa?
Primo:”Tu non hai studiato!!!”
Già, era vero, ma più che altro non avevo mai studiato scienze in vita mia e non sapevo nemmeno da che parte cominciare…
E poi a thomas ha spiegato:”Devi sempre chiederti il perchè delle cose e poi devi cercare di capirlo ragionandoci sopra e vedrai che quella cosa non la dimenticherai, magari parlane anche insieme a qualcuno e ragionaci insieme. Aiuta a capire meglio e a fissare i concetti nella mente. Beh, quel qualcuno sono stato io e da allora ho cambiato modo di studiare e di vedere i libri di scienza, non più come un elenco telefonico da imparare a memoria, ma come uno stimolante insieme di ragionamenti ed illuminazioni…

Detto questo, per affrontare un esame di università non basta chiedersi e risolvere il perchè delle cose!
Di certo è necessario, ma non sufficiente.
Sembrerà ‘strano’ ma bisogna saper parlare, saper spiegare, anche se oggi i docenti si sono talmente abituati ai linguaggi e alle frasi incomprensibili che chiudono un’occhio e in alcuni casi purtroppo fanno parte del mucchio!

Quando spiego, rispondendo ad una domanda devo prima di tutto andare con ordine e collegare logicamente i vari argomenti.
Se affermo qualcosa, sono obbligato a sapere perchè è così e a sapere anche come si è arrivati a capirlo. Se non ci riesco studiando su un libro o su degli appunti, ne consulterò altri. Quando poi arriverò a risolvere il perchè, dovro per forza domandarmi se è logico o se sembra ‘campato per aria’ e se siamo nel secondo caso, forse è meglio approfondire ancora…
Faccio un semplice esempio che riguarda la preparazione di uno degli esami di paleontologia a Milano…
Parlando di una grotta, in particolare della Caverna Generosa (conosciuta come Grotta dell’Orso!!!) posso conoscere anche a memoria l’elenco delle specie trovate e va bene, ma non basta studiare a memoria.
Oltre ad essere maledettamente difficile, E anche controproducente ed inutile. Devo conoscere le specie e sapere perchè vengono trovate lì, Così facendo posso sapere da chi è stata frequentata, posso dire ad esempio che è stata utilizzata da alcuni carnivori. Questo lo posso affermare perchè sono state trovate le tracce dei denti dei carnivori su alcune ossa trovate all’interno della grotta… via via approfondendo l’argomento potrò studiare che tipo di impronta dentaria è stata lasciata e quindi (se possibile) risalire al tipo carnivoro che fece quel pranzetto! Ma questo è solo un piccolo esempio! Figuratevi quando devo fare una ricostruzione paleoclimatica e paleoambientale!

In sintesi bisogna fare un po’ i bambini e chiedersi continuamente il perchè!
Se non si ha una memoria infallibile è meglio scrivere e riassumere il tutto in qualche appunto schematico e poi arriva il bello: costruirsi un ordine di idee logico di esposizione in cui non si trascuri nulla, partendo dai concetti generali ed entrando sempre più nello specifico. Ascoltandovi, l’interlocutore deve poter immaginare con chiarezza ciò di cui parlate.
Certo è difficile studiare così e richiede del tempo, oltre che un pizzico di pignoleria! Ma ci sono dei lati positivi.
Rcorderete molto di più, sarete in grado di muovervi all’interno dell’argomento e soprattutto sarete in grado di ristudiare e riapprofondire la materia anche a distanza di anni.
Poi facilmente vi chiederanno una mano nella preparazione perchè avrete raggiunto il senso critico per poterlo fare! …ma ci vuole tanto tempo anche per questo!!!

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